MELISSA MILANI: DA TOKYO DIECI MEDAGLIE E TUTTI BRAVISSIMI!

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Delle sessantanove medaglie, l'incredibile bottino azzurro alle Paralimpiadi di Tokyo appena concluse, ben dieci provengono dai quattordici atleti della regione che sono appena tornati dal Giappone.

Una grande soddisfazione per Melissa Milani, presidente del CIP dell'Emilia Romagna, che da tanti anni lavora per la promozione dello sport tra i ragazzi con disabilità. Riepilogando gli allori, due sono stati gli argenti di Martina Caironi, lombarda di nascita ma da tanti anni a Bologna, nel lungo e nei 100 metri, quindi il bronzo di Federico Mancarella nei 200 metri del Kayak, tre le medaglie per Luigi Beggiato nel nuoto, con l'argento nei 100 stile e staffetta 4X100 e bronzo nei 50 stile libero, sempre nel nuoto argento per Giulia Ghiretti nei 100 rana femminili, quindi Giada Rossi, che gareggia per Imola, si è aggiudicata il bronzo a squadre nel tennistavolo, quindi il romagnolo Giovanni Achenza ha conquistato il bronzo nel triathlon ed infine Francesca Porcellato, tesserata per il gruppo ciclistico Apre Olmedo di Reggio Emilia, ha vinto l'argento nella cronometro di paraciclismo. <<Un bottino a dir poco fantastico - commenta Melissa Milani - anche se in un calcolo fatto alla vigilia ci puntavo. Ma sinceramente le avrei viste distribuite in modo diverso. Molti dei ragazzi che non hanno conquistao il podio avrebbero meritato una medaglia per l'impegno e la determinazione. Per noi è stata una grande soddisfazione pensare che tanti di coloro che hanno partecipato ai Giochi sono partiti e cresciuti grazie ai nostri progetti sul nostro territorio. Sia Mancarella che Lambertini, ad esempio, hanno cominciato dal progetto scuola>>.

Una curiosità di queste Paralimpiadi? <<Diciamo che ho chiesto di considerare un po' nostra anche la medaglia di Stefano Travisani che ha vinto l'argento nel tiro con l'arco a squadre perchè ha fatto tutta la riabilitazione a Montecatone ed è stato uno dei nostri tecnici a presentargli il tiro con l'arco. La prima gara l'ha fatta a Dozza Imolese e circa un anno e mezzo fa questa città gli ha conferito la cittadinanza onoraria perchè qui ha cominciato a tirare. Ma anche lui è rimasto molto legato a Dozza e alla nostra regione grazie alla quale ha potuto partecipare ai giochi>>.

Le Paralimpiadi sono un volano importante per il movimento? “L'effetto visibilità che i media stanno dando è incredibile. Questo interesse porta molti ragazzi con disabilità a iniziare a fare sport. Ad esempio Martina Caironi ha ispirato sia la Sabatini che la Contraffatto, che hanno gareggiato con lei. Noi sul territorio lavoriamo molto ma è chiaro che senza la visibilità dei media il nostro lavoro sarebbe poco conosciuto. Possiamo dire che già durante le Paralimpiadi abbiamo ricevuto diverse telefonate da parte di genitori che chiedevano come far provare i loro figli le diverse discipline. Purtroppo il Covid crea ancora dei problemi, ma l'effetto Paralimpiadi si è già avvertito, specie per il nuoto. Speriamo di poter andare incontro e rispondere positivamente a tutte le richieste, anche perchè in regione pratichiamo tutte le discipline paralimpiche>>

C'è qualche ringraziamento particolare? <<Oltre ai ragazzi bisogna ricordarsi anche dei loro tecnici. A Tokyo erano in tre della regione, Gianni Anderlini per il kayak, Matteo Poli nel nuoto per Beggiato e Ghiretti e Fabio Ormidelli nel sitting volley. Ricordiamoci che un atleta difficilmente riesce a dare il suo massimo se a fianco non ha un buon allenatore. E i nostri sono davvero preparati>>.

Un ultimo pensiero? <<Va ai ragazzi che per pochissimo non solo saliti sul podio pur essendo partiti con le massime aspirazioni. Per noi è stato un orgoglio anche solo averli avuti a Tokyo e tifare per loro. E sono certa che se anche l'esperienza è stata negativa per il risultato, diventerà un momento importante per crescere e ottenere in futuro risultati ancora più importanti, magari a Parigi, che dista solo tre anni>>.