A Piacenza per imparare il blind tennis

Sabato 18 gennaio si è concluso a Piacenza uno stage tecnico di blind tennis, il tennis per non vedenti. Presso i campi dell’associazione tennis Borgotrebbia, 6 atleti ipovedenti provenienti da Lombardia ed Emilia-Romagna hanno potuto seguire le lezioni di tecnica e tattica di Andrea Nociti, maestro nazionale della Fit (Federazione italiana tennis).

Grazie alla presenza del preparatore atletico della Fit Adrian Calapod, i partecipanti hanno eseguito degli esercizi ginnici per rendere più fluidi gli spostamenti del corpo richiesti nella pratica del blind tennis. Al mattino, la visita di Franco Paratici, delegato provinciale del Cip, che ha voluto conoscere personalmente gli atleti e ha ringraziato l’At Borgotrebbia per la disponibilità.

A Borgotrebbia, sotto la guida di Ernesto Grillo, si allenano Andrea Gregori (che ha vinto il Campionato italiano maschile 2019 nella categoria Ipovedenti) e Olimpia Di Luccio (vincitrice dello stesso titolo femminile nel 2018).

A conclusione dello stage, i 6 giocatori ipovedenti hanno ricevuto in omaggio una maglia con il logo del circolo da Filippo Bersani e Lorenzo Fornaroli, in rappresentanza del Borgotrebbia.

Sport adattato per persone con disabilità acquisite: ultimi giorni per iscriversi al corso Unibo

Formare professionisti specializzati nel settore delle attività motorie e sportive adattate capaci di avvicinare e seguire le persone con disabilità acquisita al movimento e allo sport. È l’obiettivo del corso di formazione organizzato dalla Fondazione Alma Mater insieme al Cip Emilia-Romagna, con iscrizioni entro il 16 gennaio.

Il corso, diretto da Claudio Santanelli, è indirizzato a laureati in Scienze motorie e in Professioni sanitarie della riabilitazione. Le lezioni si terranno a Bologna da febbraio a maggio per una durata di 36 ore e verteranno su: le attività sportive e motorie adatte alle persone con differenti profili di disabilità acquisita; la struttura e l’organizzazione delle reti di servizi sanitari e sociali a loro dedicati; le modalità di raccordo tra le persone con disabilità acquisita, le società sportive e gli enti sanitari e sociali presenti sul territorio nazionale.

I posti disponibili sono 40. La quota di partecipazione è di 500 euro.

Tutte le informazioni e il bando sono disponibili online sul sito dell’Università di Bologna.

Buone feste dal Cip Emilia-Romagna

Buon Natale e felice anno nuovo dalla presidente, la giunta e tutto il Cip Emilia-Romagna.

Gli uffici della segreteria regionale resteranno chiusi dal 21 dicembre al 6 gennaio compresi.

Formazione: al via i seminari su sport e disabilità

Dalla comunicazione sportiva alla tutela sanitaria degli atleti con disabilità, dall’approccio motorio con i bambini fino alla presentazione di baskin, sitting volley e showdown, con un’esperienza pratica di arrampicata sportiva. La Polisportiva Pgs Welcome – in collaborazione con la Federazione arrampicata sportiva italiana (Fasi) Emilia-Romagna e con il patrocinio del Cip regionale – organizza, a partire dal 14 dicembre, il ciclo di 6 seminari “Disabilità nello sport: conoscerla per ottimizzarla”.

I seminari (vedi programma in allegato) si terranno tra Bologna, Faenza e Forlì. Sono aperti a tutti coloro che sono interessati a conoscere meglio il rapporto fra i vari sport e la disabilità, perché vogliono arricchire il proprio bagaglio culturale oppure mettersi a disposizione di gruppi e associazioni nell’affiancamento a tecnici specializzati.

La partecipazione è gratuita, ma la registrazione è obbligatoria scrivendo una e-mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. oppure a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.. Non sono richiesti titoli specifici per l’accesso ai seminari.

Le attività formative sono finanziate da Fasi Emilia-Romagna e dalla Fondazione per lo sport Silvia Rinaldi onlus (parzialmente grazie al contributo del Comune di Bologna).

Locandina seminari Disabilità nello sport

Kevin Casali e il nuoto: una storia di sport e di vita

Oro nei 400, 800 e 1500 stile libero agli ultimi campionati italiani di luglio; record nazionale negli 800 (9’10”94), battendo di ben 16 secondi quello già detenuto in precedenza; argento mondiale sempre negli 800 ottenuto a ottobre agli Inas Global Games, le Olimpiadi per le persone con disabilità intellettiva che si sono disputate a Brisbane in Australia. Sono queste le ultime imprese di Kevin Casali, 26enne nuotatore con autismo di Castellarano (Reggio Emilia), tesserato per la Sea Sub Modena, dove è allenato da Alessandro Cocchi. Per Kevin, il nuoto non è solo fonte di grandi soddisfazioni agonistiche, ma anche un “percorso terapeutico, di vita”, dice mamma Mirella, che ci ha raccontato l’esperienza del suo campione.  

Signora Mirella, quando ha iniziato suo figlio a nuotare?
“Ha cominciato a scopo ludico, giocando con un educatore. Una volta cresciuto, gli allenatori gli hanno insegnato le basi del nuoto: la sua stessa piscina era frequentata da Cecilia Camellini, nuotatrice ipovedente, oro alle Paralimpiadi di Londra 2012. La porta dell’agonismo si è aperta al liceo grazie ai Giochi sportivi studenteschi promossi da Cip e Coni regionale, cui Kevin ha partecipato con la scuola. Dopo l’esperienza, il suo insegnante di sostegno – Andrea Tomasini – ci ha chiesto se fossimo disposti a farlo gareggiare e abbiamo accettato. Alla prima competizione regionale è arrivata una medaglia: quando l’ha vista, Kevin ha fatto un sorriso enorme. Più avanti, quando, grazie ai buoni tempi raggiunti, Kevin è diventato un atleta di interesse nazionale del Comitato paralimpico, l’istruttore Fisdir Marco Peciarolo ci ha contattato. Da lì è cominciata tutta la trafila delle gare regionali e nazionali, fino ad arrivare a quelle europee e ai Mondiali”.

Che soddisfazioni vi sta regalando lo sport?
“Da genitore, la soddisfazione più grande è vedere Kevin relazionarsi con gli altri: imitare quello che fanno, accettare i tempi, sapere aspettare e condividere. Vederlo sorridente e felice mi ha riempito il cuore di gioia. Per lui, il nuoto è fonte di svago e divertimento: l’acqua è sempre stato un elemento importante nella sua vita. Da 9 anni ha intrapreso la strada dell’agonismo raggiungendo soddisfazioni e miglioramenti personali prima impensabili: prendere aerei e vedere posti nuovi, stare in camera da solo, gestirsi autonomamente”.

Per quanto riguarda l’agonismo, qual è la medaglia a cui siete più affezionati?
“L’ultima ottenuta a Brisbane è stata molto significativa. È arrivato secondo dopo 27 ore di aereo in cui non ha dormito: cerimonia di apertura e gara erano il giorno dopo l’atterraggio. Kevin non riesce a staccare molto e ciò ha influito sulla gara: ha cominciato a rilento e, una volta uscito dalla vasca, aveva 38 di febbre. Non ha avuto una linea di febbre per tutto l’anno: ero dispiaciuta, ma l’allenatore mi ha rincuorata dicendomi che il suo argento valeva l’oro della Camellini a Londra”.

Qual è la gara che Kevin preferisce?
“Kevin non è un velocista, spicca più per la sua resistenza. La sua specialità sono le gare lunghe: è campione italiano nei 400, 800 e 1500”.

Prossimi traguardi?
“Non ci poniamo obiettivi su cosa debba diventare Kevin: quello che viene, lo costruiamo giorno per giorno. Per ora, continua a fare nuoto agonistico grazie alle manifestazioni organizzate dalla Fisdir. L’allenatore Alessandro Cocchi lo ha sempre motivato e ha cercato di coinvolgerlo nelle gare della sua società: adesso, oltre alle competizioni Fisdir, partecipa a piccole gare normo con gli altri ragazzi seguiti da Alessandro. Lo sport è vita e gli fa bene, perché sta a contatto con gli altri e partecipa: questa è l’unica cosa importante. Siamo consapevoli che l’autismo non guarirà, ma fare sport aiuta”.