“Progetto di avviamento allo sport per persone con disabilità”, prorogata la scadenza dei corsi

La Regione Lombardia ha dato l’autorizzazione formale al prolungamento della scadenza dei corsi di avviamento finanziati nell’ambito del “Progetto di avviamento allo sport per persone con disabilità”, promosso insieme al Comitato paralimpico della Lombardia.

La data finale per poter concludere i corsi, che sono stati sospesi a causa del lockdown, è stata posticipata al 30 settembre 2020.

La segreteria regionale del Comitato paralimpico resta a disposizione delle società sportive coinvolte per eventuali ulteriori chiarimenti in merito.

Accademia Scherma Milano: “Uniti, senza barriere, ora più che mai”

Lo sport fa bene: fa bene a chi lo pratica, perché aiuta a stare in forma, a trovare nuovi stimoli e amicizie; ma fa bene anche a chi lo fa praticare, a cui può regalare persino la felicità. Lorenzo Radice ha lasciato una carriera di alto livello come manager nel mondo del marketing (“Ora ho solo qualche consulenza”) per inseguire il suo sogno: aprire una palestra dove consentire a tutti di fare sport, specificatamente scherma. Il 14 maggio 2019 è nata così l’Accademia Scherma Milano, associazione sportiva che propone la scherma ad adulti e a bambini, normodotati e con disabilità fisica e sensoriale. Non solo: organizza corsi di ginnastica dolce per persone con demenza, Alzheimer e i loro familiari, e porta la scherma tra gli utenti con disabilità intellettivo-relazionale della cooperativa milanese Cascina Biblioteca, per i quali la pratica della disciplina può essere un utile strumento per migliorare a gestire emozioni e relazioni interpersonali. “Lo sport è la mia vita – dice Radice –. Io ho praticato milioni di attività sportive, ora voglio che lo sport renda felici gli altri, perché io sono felice quando vedo le altre persone felici”.

In meno di un anno di attività, l’Accademia ha raccolto 90 tesserati: la più piccola ha 4 anni, i più grandi superano i 60. Nella palestra convivono gli schermitori normodotati (una settantina), i 10 paralimpici su sedia a rotelle e i 9 ipovedenti e non vedenti del Gruppo sportivo non vedenti Milano. “Il nostro obiettivo è la vera e reale inclusione”, continua Radice, che è stato un “discreto”, parola sua, atleta di spada fino ai tempi dell’università. Lo spazio della palestra è stato ristrutturato abbattendo le barriere architettoniche in tutti gli ambienti, dalle pedane ai bagni. All’Accademia non è raro vedere gli atleti olimpici tirare di scherma seduti in carrozzina contro quelli paralimpici, oppure bendati contro gli atleti non vedenti; gli atleti non vedenti, a loro volta, capita che si confrontino da seduti con quelli in carrozzina, a loro volta bendati. “Così trovano tutti un punto di incontro”, spiega Radice. Oltre a essere co-fondatore (insieme a Leonardo, Laura e Luca) e presidente dell’associazione, lui è anche uno dei 3 tecnici: “Non spingiamo nessuno a competere, quello che ci importa è non precludere a nessuno la frequentazione della palestra”.

Prima del lockdown a causa della pandemia da Covid-19, altri 2 progetti era pronti a partire e sono stati rinviati: il primo, in collaborazione con la Lilt, è la scherma artistico-riabilitativa per le donne operate di tumore al seno (“Aiuta a stimolare i muscoli del petto e dell’interno braccio”); il secondo sono corsi di yoga e di difesa personale per il Gruppo sportivo non vedenti. Continuano, invece, ma a distanza, gli allenamenti di scherma: “Ho varie chat con i diversi gruppi e ci vediamo forse più di prima”, dice Radice. Il contatto è quotidiano, così come gli allenamenti, che si svolgono su Zoom a orari ben definiti e coinvolgono quasi tutti i tesserati e anche, in gruppi più ristretti, gli utenti di Cascina Biblioteca. “Gli allenamenti prevedono 20 minuti di preparazione atletica con esercizi che richiedono non oltre 2 metri quadrati di spazio, e altri 20 minuti di azioni tecniche di gamba-scherma e di movimento della scherma”. Gli appuntamenti sono graditissimi sia agli atleti sia alle famiglie, specie dei bambini più piccoli.

Per tenere unito il gruppo e alto il morale si sono intensificate anche le attività sui social media. Tutti i tesserati sono stati invitati a partecipare al video corale “Uniti, senza barriere, ora più che mai”, da pochi giorni online. Molti stanno anche inviando un disegno che racconta il loro rapporto con la scherma e con l’Accademia. “L’immagine con più Like diventerà la nostra copertina su Facebook”, dice Radice. Per Pietro del gruppo Elementari, la scherma è semplicemente “bella”. Enrico e Marco di Cascina Biblioteca hanno raffigurato quello che vedono negli allenamenti virtuali, con i volti di maestri d educatori. Nel disegno di Domenico due schermitori tirano su un prato, sotto un arcobaleno. C’è il disegno fatto da Silvana del gruppo Alzheimer con il figlio fumettista, quello di Alice, la piccola della palestra, e quello di Rossella: una cascata di cuori arancioni. Per Lucrezia, mamma di 3 bambine, la scherma è “libertà”. Matteo, ipovedente, ha scomposto la parola “scherma”, dandole un nuovo significato: “Sport + amiCizia + mascHera + pEr tutti + Riflessi + allenaMento + Agilità”.

Lutto per il mondo paralimpico: il Cip Lombardia saluta Roberto Melissano

Un grave lutto ha colpito il mondo paralimpico lombardo: è improvvisamente mancato Roberto Melissano, grande atleta e figura rappresentativa di tutto il movimento. Milanese, classe 1964, dal 1978 al 2004 Melissano ha praticato il nuoto (stabilendo diversi record italiani e partecipando nel 1991 agli Europei a Barcellona), la pallanuoto, lo sci nautico, la canoa e la vela. Vicepresidente per oltre 15 anni della Società Polisportiva Milanese 1979, come dirigente sportivo è stato, tra l’altro, referente tecnico regionale della Fisdir, consigliere nazionale della Finp e consigliere del Cip Lombardia. Nel 2013 gli era stata riconosciuta dal Coni la Stella di bronzo al merito sportivo.

“È una grandissima perdita per il nostro mondo”, commenta il presidente regionale del Cip Pierangelo Santelli, che con Roberto Melissano condivideva un’amicizia lunga 43 anni: “l’unico con cui non abbia mai avuto uno screzio”. Santelli e Melissano si erano conosciuti in piscina, entrambi nuotatori per la Società Polisportiva Milanese 1979, e per 20 anni hanno gareggiato nella stessa categoria. Ed è legato al nuoto uno dei ricordi di Santelli: “Nella mia testa resterà impressa quell’indimenticabile 400 stile libero dove un solo centesimo ci ha divisi nella gara, ma ci ha uniti e ha rafforzato la nostra amicizia. È stata la prima gara paralimpica con le piastre elettroniche, senza probabilmente sarebbe stato un ex aequo”.

“Oggi però per la prima volta sono molto arrabbiato con te – continua Santelli, rivolgendosi direttamente a Melissano –: gli amici non si lasciano così senza un saluto, un preavviso, un abbraccio. Adesso senza di te, io e tante altre persone saremo un po’ più soli, ci mancherà la tua discreta, silenziosa e grande capacità del saper fare, del mettersi al servizio del prossimo con tanta umiltà, ma anche con grande professionalità”.

Photo credit: Società Polisportiva Milanese 1979

Team Equa: l’handbike tra rulli e solidarietà

Rulli, rulli e ancora rulli. Procede così, con handbike e biciclette montate sui sistemi di home-training, l’allenamento degli atleti del Team Equa, associazione sportiva dilettantistica del comune di Santa Cristina e Bissone, nel pavese. In squadra, alcuni dei massimi campioni nazionali e internazionali del paraciclismo, tra cui Fabrizio Cornegliani e Paolo Cecchetto, in lizza entrambi per le Paralimpiadi di Tokyo, rinviate al 2021 causa coronavirus. “Allenarsi al chiuso sui rulli è diventato pesante, per fortuna la buona stagione invernale ci aveva concesso qualche bella giornata per le uscite”, dice Ercole Spada, fondatore e oggi vicepresidente e direttore tecnico della società. Certo, i rulli stancano, soprattutto mentalmente, ma atleti abituati ad allenarsi fino a 4 ore al giorno (“Come se fossero professionisti”, precisa Spada) devono continuare a stare in attività. “In questi momenti gli allenatori devono essere più severi del solito e, soprattutto, devono cercare di dare motivazioni – continua –. Poi, appena si potrà, prendendo tutte le precauzioni possibili, voglio portare tutti in pista per provare una sorta di ritmo gara, anche se temo che di competizioni quest’anno non se ne potranno più fare”.

Sardo di origine, in Lombardia da quasi 50 anni, Spada ha iniziato a seguire atleti nell’handbike nei primi anni Duemila: “Un amico ciclista, Gianluigi Granellini, si fece male durante una gara amatoriale – racconta –: insieme abbiamo scoperto la specialità, ho iniziato ad allenarlo io, poi si sono aggiunti altri atleti”. Nel 2013 la nascita del Team Equa con Fabrizio Cornegliani, Paolo Cecchetto e Walter Groppi. “Siamo partiti per fare qualche garettina e divertirci, ma quando abbiamo iniziato a vincere, abbiamo capito che non potevamo più scherzare”. Oggi i tesserati sono 16, la più giovane è la 19enne bergamasca Agnese Romelli: ha perso un braccio a 17 anni, quando un Suv l’ha travolta mentre si allenava in bicicletta. Quest’anno, la sua prima Coppa del Mondo nel paraciclismo: “Mi ha detto che è stata un’esperienza che non cambierebbe con niente”, svela Spada. Per i suoi atleti, “lo sport è tutto: fa bene alla salute, ovviamente, ma soprattutto regala soddisfazioni e permette di dimostrare quello che si è in grado di fare”.

Certo, l’amarezza per il periodo e la delusione per il rinvio delle Paralimpiadi ci sono, è innegabile. Oltre a Cecchetto e Cornegliani, anche la pavese Luisa Pasini ambiva a un pass per i Giochi. Ma dal peggio posso nascere cose positive. Il Team Equa aveva già accantonato i fondi per la spedizione in Giappone. Cosa farne, allora? “Con gli atleti abbiamo deciso di acquistare delle mascherine da regalare a tutti i cittadini di Santa Cristina – dice con orgoglio Spada –, abbiamo contribuito ad acquistare 2 ventilatori per i reparti di terapia intensiva dell’ospedale di Pavia e di quello di Bergamo e abbiamo fatto partire una raccolta per un altro ventilatore, questo per la Sardegna”. Dopo tanti anni, la Sardegna è sempre nel cuore di Spada: “Nel futuro voglio organizzare un tour con la squadra, ci stanno aspettando”.

Decreto “Cura Italia”, 600 euro per i collaboratori sportivi

Seicento euro per il mese di marzo a favore dei collaboratori sportivi: un nuovo decreto del ministero dell’Economia e delle Finanze, di concerto con il ministro per le Politiche giovanili e lo Sport, ha definito le modalità di presentazione delle domande a Sport e Salute per ricevere l’indennità di 600 euro prevista dall’articolo 96 del decreto legge “Cura Italia”.

Possono richiedere l’indennità i titolari di rapporti di collaborazione, già in essere alla data del 23 febbraio 2020 e ancora pendenti al 17 marzo 2020, data di entrata in vigore del decreto legge “Cura Italia”. È inoltre espressamente prevista una priorità per i collaboratori sportivi che nel periodo d’imposta 2019 non abbiano percepito compensi superiori a 10.000 euro complessivi.

Possono accedere all’indennità i lavoratori titolari di un rapporto di collaborazione ai sensi dell’art. 67, comma 1, lettera m), del Decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986 n. 917, che possiedano i seguenti requisiti:

  1. non devono rientrare nell’ambito di applicazione dell’art. 27 del decreto legge “Cura Italia”;
  2. non devono aver percepito altro reddito da lavoro per il mese di marzo 2020;
  3. non devono aver percepito, nel mese di marzo 2020, il Reddito di Cittadinanza;
  4. non possono cumulare l’indennità con le altre prestazioni e indennità di cui agli articoli 19, 20, 21, 22, 27, 28, 29, 30, 38 e 44 del decreto legge “Cura Italia”.

Il rapporto di collaborazione per cui si presenterà la domanda:

  1. deve essere con Federazioni sportive nazionali, Enti di promozione sportiva, Discipline sportive associate nonché con società e associazioni sportive dilettantistiche; si sottolinea che le società e associazioni sportive dilettantistiche devono essere iscritte, alla data di entrata in vigore del decreto legge “Cura Italia”, nel Registro delle associazioni e società sportive dilettantistiche tenuto dal Coni e che gli organismi sportivi devono essere riconosciuti, ai fini sportivi, dal Coni;
  2. doveva esistere già alla data del 23 febbraio 2020 ed essere in corso alla data del 17 marzo 2020 (data di entrata in vigore del decreto legge “Cura Italia”);
  3. non deve rientrare nell’ambito di applicazione dell’art. 27 del decreto legge 17 marzo 2020, n. 18 (liberi professionisti titolari di partita iva attiva alla data del 23 febbraio 2020 e lavoratori titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa attivi alla medesima data, iscritti alla Gestione separata Inps di cui all'articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335). 

La domanda dovrà essere compilata esclusivamente attraverso la piattaforma informatica che sarà attiva dalle ore 14 di martedì 7 aprile sul sito di Sport e Salute.

La procedura prevede tre fasi:

  • la prenotazione: per prenotarsi è necessario inviare un sms con il proprio codice fiscale al numero che sarà disponibile da martedì 7 aprile su www.sportesalute.eu, (leggi qui l’informativa relativa alla privacy). Dopo aver inviato l’sms, si riceverà un codice di prenotazione e l’indicazione del giorno e della fascia oraria in cui sarà possibile compilare la domanda sulla piattaforma;
  • l’accreditamento: per accreditarsi è necessario disporre di un proprio indirizzo mail, del proprio codice fiscale e del codice di prenotazione ricevuto a seguito dell’invio dell’sms;
  • la compilazione e l’invio della domanda: subito dopo l’accreditamento, sarà possibile accedere alla piattaforma, compilare la domanda, allegare i documenti e procedere con l’invio.

In attesa della pubblicazione della piattaforma, si consiglia di:

  • caricare sul computer, tablet o telefono il pdf dei documenti che andranno allegati (documento identità, contratto di collaborazione o lettera di incarico o prova dell’avvenuto pagamento della mensilità febbraio 2020);
  • avere a disposizione i dati essenziali, tra cui: codice fiscale, recapiti di posta elettronica e telefonici, residenza e Iban per l’accredito della somma;
  • disporre dei dati relativi alla collaborazione sportiva, tra cui: nominativo delle parti contraenti, decorrenza, durata, compenso e tipologia della prestazione;
  • conoscere l’ammontare complessivo dei compensi sportivi ricevuti nel periodo d’imposta 2019;
  • accertarsi che il rapporto di collaborazione per cui intendi presentare la domanda di indennità rientri, ai sensi dell’art. 2 del decreto ministeriale, nell’ambito di cui all’art. 67, comma 1, lettera m), del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917 e che sia presso Federazioni sportive nazionali, Enti di promozione sportiva, Discipline sportive associate, oppure presso società e associazioni sportive dilettantistiche;
  • verificare che sussistano tutti gli altri requisiti di legge richiesti (esempio: non avere diritto a percepire altro reddito da lavoro per il mese di marzo 2020, non essere pensionato, non essere co.co.co iscritto alla gestione separata Inps, non essere percettore del Reddito di cittadinanza, etc.);
  • disporre del codice fiscale o della partita iva della associazione/società/organismo sportivo per cui si presta la collaborazione;
  • verificare, se collabori con un’associazione o una società sportiva dilettantistica, che sia iscritta al Registro del Coni;
  • verificare, se si collabora con una Federazione sportiva nazionale, una Disciplina sportiva associata o un Ente di promozione sportiva, che sia riconosciuto dal Coni.

L’indennità sarà erogata direttamente da Sport e Salute sul conto corrente indicato dal richiedente in fase di presentazione della domanda. Le indennità saranno erogate sino a concorrenza del fondo di 50 milioni di euro riconosciuti alla Società per l’erogazione delle indennità.

Per ricevere informazioni ulteriori, in attesa che la piattaforma sia online, puoi scrivere all’indirizzo mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. e seguire il canale Telegram: https://t.me/SporteSalute.

Photo credit: Sport e Salute