Al Passo della Presolana 2 giorni di sport e divertimento per tutti

Due giorni sulla neve, all’insegna dello sport e del divertimento per tutti: “Sport inclusione” è il nome del campus invernale per la promozione multisport rivolto a 30 bambini da 6 a 18 anni con disabilità fisiche e sensoriali visive, che il Cip Lombardia organizza lunedì 24 e martedì 25 febbraio al Passo della Presolana (Bergamo).

Il programma prevede l’arrivo a Castione della Presolana per domenica 23. Lunedì 24 e martedì 25, i partecipanti, divisi in gruppi, potranno provare le varie attività organizzate appositamente per queste giornate: corsi di sci, di snowboard e di arrampicata, discesa con il bob e passeggiate in montagna.

L’iscrizione per un bambino e un accompagnatore è gratuita e comprende la pensione completa per le 2 notti in albergo e, solo per i bambini, il noleggio delle attrezzature, lo ski pass, l’accesso alla palestra per la prova di arrampicata e le lezioni di sci e snowboard.

La domanda di iscrizione va effettuata entro domenica 16 febbraio, contattando il referente del progetto Marco Zanotti: cell. 389 2732482.  

Photo credit: Fisip

 

Maria Bresciani: “Quando nuoto sento la musica”

È uno scricciolo di neanche un metro e mezzo di altezza, ma mettetela in acqua e la vedrete planare come un motoscafo. Maria Bresciani, classe 1995 di Cremona, è una stella del nuoto e dello sport paralimpico in generale. Tesserata per la Delfini Cremona, società di cui il padre Giuseppe è presidente e allenatore, detiene 11 record del mondo Dsiso (l’Organizzazione internazionale di nuoto per gli atleti con sindrome di Down), tra cui l’ultimo – i 100 farfalla Classe C21 in 1’29”07 – stabilito poche settimane fa a Saronno al primo meeting stagionale di nuoto della Fisdir, la Federazione italiana sport paralimpici degli intellettivo relazionali. Agli ultimi Mondiali Dsiso in Canada, Maria ha ottenuto 14 podi su 14 gare, con 5 ori e altrettanti World record. En plein, quindici su 15, agli Europei di Olbia del 2019. In campo nazionale il suo medagliere è arrivato, per adesso, a quota 68 titoli.

“Maria è entrata in acqua a 3 mesi, appena dopo la prima vaccinazione – dice il padre, che è anche delegato per Cremona del Cip Lombardia –. Ha iniziato a fare acquaticità per scopi riabilitativi, ma quando aveva 11 anni abbiamo formato la squadra sportiva e lei è passata all’agonismo. Siamo partiti con 4 ragazzi, ora sono una trentina con disabilità di diverso tipo”.

Maria è entrata nella Nazionale Fisdir a soli 14 anni. Nella sua carriera ha già vinto 92 medaglie tra campionati del mondo e campionati europei, di cui 56 d’oro, 20 d’argento e 16 di bronzo, diventando l’atleta italiana più premiata: numeri che le sono valsi nel 2016 l’“Italian Paralympic Awards” al pari di Alex Zanardi, Martina Caironi e Bebe Vio. “L’attività agonistica le ha dato autonomia – continua Giuseppe Bresciani –. Maria ha grande spirito di sacrificio e un atteggiamento sempre positivo: prima delle gare non ha paura, è tranquilla e scherza con tutti, ma appena il giudice fischia il via non ce n’è più per nessuno”.

Maria si è diplomata nel 2015 con 94/100 al Liceo delle Scienze umane. Fa teatro, suona la chitarra classica e ama, come molti suoi coetanei, Laura Pausini, Fiorella Mannoia, Jovanotti e la musica americana. Dopo aver lavorato per 3 anni in una pizzeria, ha appena iniziato un inserimento lavorativo in un supermercato. Risponde al telefono in una pausa tra il lavoro (“Proprio oggi è stato il primo giorno, mi sono trovata bene”, racconta) e gli allenamenti: si sta preparando per i Trisome Games, i Mondiali per gli atleti con sindrome di Down che si disputeranno dal 31 marzo al 7 aprile in Turchia, ed è in acqua tutti i pomeriggi da lunedì a sabato, con doppia seduta il martedì e il giovedì mattina.

“Quante vasche faccio in allenamento? Non lo so, moltissime, ma io in piscina non mi stanco”, dice. Avanti e indietro, 25 metri, 50, 100 e 400, variando distanze e stili: “Quello che mi piace di più è la rana, anche se sono più forte nel delfino, nello stile libero e nei misti”. Ma cosa pensi quando nuoti? “Niente, sento la musica dentro di me, sento la mia chitarra, mi fa concentrare e mi dà forza”. Maria non sa quale sia la medaglia a cui è più affezionata: “Ne ho vinte tante”, risponde con candore. Il padre Giuseppe invece non ha dubbi: è l’oro alla staffetta 4x100 stile libero ai Mondiali del 2016. “Maria copriva gli ultimi 100 metri – ricorda con emozione –: è entrata in acqua che era quarta e poi ha recuperato quella che era la campionessa in carica sui 100, arrivando prima con un distacco di 40 centesimi”.

Maria ricorda tutte le sue trasferte all’estero, a partire dalla prima a Taipei nel 2010 con la Nazionale Fisdir. “Sono stata in Messico, 2 volte in Portogallo, 2 volte in Canada”. In Inghilterra è andata con il liceo, a New York invece ha fatto la maratona: “Non aveva mai corso prima, ma era il suo sogno e si è allenata per 2 mesi”, spiega Giuseppe. Maria adora viaggiare: “Mi piace incontrare persone da tutto il mondo e conoscere culture diverse”.  Se i Trisome Games sono il suo prossimo traguardo sportivo, ce n’è un altro a cui tiene particolarmente: “Sto scrivendo un libro, è la mia storia: voglio raccontare la mia vita e dire a tutti quanto sia importante fare sport”.

Fisdir: il “Città di Saronno” dà il via alla stagione di nuoto

Ben 267 atleti in gara – record assoluto di presenze per un meeting Fisdir di mezza giornata – in rappresentanza di 22 squadre. Sono i numeri dell’undicesima edizione del “Città di Saronno”, il meeting regionale di nuoto rivolto agli atleti con disabilità intellettivo-relazionale, in programma domenica 26 gennaio alla piscina di Saronno.

Gli atleti si cimenteranno in due gare, oltre alle staffette, per un totale di oltre 550 presenze gara. La prima parte della manifestazione inizierà alle ore 14 e sarà dedicata ai 151 atleti promozionali; successivamente entreranno in gara gli agonisti delle classi S14 e C21, tra cui diversi nuotatori della Nazionale italiana. I padroni di casa della Rari Nantes Saronno schiereranno 15 atleti.

“Ringraziamo in modo particolare – dicono la presidente della Rari Nantes Saronno Chiara Cantù e il suo vice Lorenzo Franza – la Saronno Servizi SSD per la fiducia accordataci nell’organizzare questa manifestazione; l’Amministrazione comunale di Saronno, la Fisdir e il Cip con i loro rappresentanti; gli sponsor del meeting, tutti i collaboratori e i volontari che con il loro prezioso lavoro rendono possibile un tale evento; gli allenatori e le famiglie che sono il più forte stimolo e sostegno per le piccole e grandi vittorie di questi atleti”.

Auguri di buone feste dal Cip Lombardia

Il presidente e la giunta regionale del Cip Lombardia augurano a tutti buon Natale e felice 2020.

Gli uffici del Comitato regionale resteranno chiusi dal 23 dicembre all’1 gennaio.

Antonio Poli: “Lo sport è uno stimolo a migliorare sempre”

Un vero e proprio pioniere dello sport paralimpico: probabilmente è questa la definizione più adatta a descrivere Antonio Poli, classe 1959, 3 volte campione italiano di tennistavolo in carrozzina, attualmente tesserato con la società Rangers San Rocco di Udine. Oltre a essere un atleta, Antonio ha anche un’intensa attività di promotore dello sport e siede nel consiglio regionale del Cip Lombardia come rappresentante delle discipline sportive. “A causa di una malformazione congenita, mi muovo in carrozzina dalla nascita, ma questo non mi ha impedito di svolgere una vita normale, ricca di successi in ambito sportivo, ma anche lavorativo, scolastico e relazionale”, ci racconta, prima di lanciare un messaggio alle nuove leve: “Per me lo sport è stato fondamentale, lo consiglio a tutti i giovani, ma anche ai meno giovani”.

Antonio, quando ha iniziato a fare sport?
“Ho cominciato tra gli anni ’70 e ’80 con il nuoto: ho vinto un campionato italiano, realizzando anche un record nazionale nei 25 rana. Dopo il 1985, mi sono avvicinato al tennistavolo. Oggi, il mondo paralimpico è più strutturato che in passato, quando mancavano le possibilità, l’attenzione e l’interesse odierni. Rispetto a qualche anno fa, il livello è altissimo e lo sport per alcune persone con disabilità è diventato un lavoro: ci si allena 8 ore al giorno e l’agonismo è vero. In Italia, paese molto indietro rispetto ad altre nazioni, prima non era possibile dedicare così tanto tempo all’attività fisica. Oggi, rimanendo al tennistavolo, è stato creato un centro federale a Lignano Sabbiadoro presso il villaggio turistico “Bella Italia Efa Village”, coordinato dal direttore tecnico della nazionale paralimpica di tennistavolo Alessandro Arcigli, coadiuvato dai tecnici Donato Gallo e Marcello Puglisi: qui gli atleti paralimpici soggiorneranno in preparazione delle prossime Paralimpiadi di Tokyo”.

Qual è stato il suo percorso nel mondo dello sport?
“Sono stato agonista nel tennistavolo fino agli europei del 2006, vincendo per tre volte il campionato italiano nella mia categoria di riferimento, la ‘classe 2’. In seguito, mi sono dedicato per 3 anni all’inserimento sportivo per persone che avevano subito incidenti presso l’unità spinale dell’ospedale Ca’ Grande di Niguarda di Milano. Ho portato a giocare alcuni atleti che hanno continuato la loro attività di atleta raggiungendo ottimi risultati: è stato molto gratificante. Nel 2012, grazie al presidente del Cip Lombardia Pierangelo Santelli, ho commentato su Sky le Paralimpiadi di Londra. Da ormai 4 o 5 anni, faccio le telecronache per Fitet tv, il canale ufficiale in streaming della Federazione: seguo tutte le partite dei tornei nazionali, oltre alle manifestazioni internazionali che solitamente si svolgono a Lignano Sabbiadoro nel mese di marzo. Ringrazio ancora Santelli per l’opportunità del 2012, che mi ha aperto la strada da telecronista, e per le tante cose che poi abbiamo fatto insieme”.

Ma non c’è solo il tennistavolo, giusto?
“Sì, da circa un anno, mi sono avvicinato alla disciplina delle bocce, sport di grande interesse e precisione, raggiungendo ottime soddisfazioni: in questo campo, atleti che hanno disabilità anche gravi riescono a ottenere traguardi significativi. È una disciplina che consiglierei a tutti e che, con il grande impegno di Santelli, si sta cercando di incrementare, sensibilizzando le numerose bocciofile sparse in tutto il territorio lombardo affinché possano mettere a disposizione le loro strutture, adeguandole alle necessità degli atleti disabili”. 

La medaglia o la gara a cui è più affezionato?
“È stato tutto molto bello, ma se dovessi indicare un successo in particolare direi il primo campionato italiano che ho vinto. Anche se l’ultimo è stato molto emozionante, perché arrivato in un periodo in cui non mi allenavo tanto e sono riuscito a  batture avversari sulla carta più forti di me”.    

Cosa le ha dato lo sport come atleta e come persona?
“Mi ha dato tantissimo, soprattutto a livello di integrazione. Sono sempre stato una persona molto aperta e, nonostante la disabilità importante, non ho mai avuto problemi a relazionarmi con gli altri. Tuttavia, lo sport mi ha fatto dare il meglio di me: ho raggiunto traguardi incredibili, cui prima non credevo di poter ambire. Ho fatto attività di inserimento proprio per far capire alle persone che, nonostante le difficoltà fisiche dalla nascita o il disagio che si possono provare dopo un incidente, lo sport può essere uno stimolo a migliorare sempre e a portare avanti le attività quotidiane in maniera normale. Chi nasce con una disabilità la accetta in modo diverso rispetto a chi, da un giorno all’altro, si ritrova con la vita completamente cambiata”.

Quanto è importante la figura della sua compagna?
“Emanuela è molto importante: dal 2006 mi segue in tutta la mia attività, comprese le giornate organizzate dal Cip per presentare le varie discipline paralimpiche, cui partecipiamo in qualità tecnici. Prima di lei, quando ho svolto attività sportiva in giro per mondo, ero totalmente assistito da mia mamma: mi ha accompagnato sia nel nuoto sia nel tennistavolo fino agli europei del 2006. Anche i miei genitori sono stati fondamentali”.

Che messaggio si sente di dare ai giovani e alle loro famiglie?
“Avvicinatevi allo sport, anche con l’aiuto delle famiglie. Non è importante farlo solo a livello agonistico, quanto per i grandi insegnamenti che il mondo paralimpico può dare. Se si hanno capacità e tempo, poi si può anche provare l’agonismo. Partecipare, seguire, vedere le manifestazioni sportive dà grande soddisfazione: per questo motivo sono grato alla Federazione tennistavolo, che tramite le telecronache in streaming mi dà l’opportunità di far conoscere il mio sport e quanto questo possa dare”.