“Il nostro mondo ha ancora tanto bisogno di te”

“Alex, il destino ti rema sempre contro, ma tu, sono certo, ancora una volta gli dimostrai di che pasta sei fatto e tornerai più forte di prima!”. Il presidente del Cip Lombardia, Pierangelo Santelli, manda un messaggio ad Alex Zanardi, il campione di paraciclismo coinvolto in un grave incidente stradale in provincia di Siena mentre era impegnato nella staffetta “Obiettivo tricolore”, attualmente ricoverato in terapia intensiva in stato di coma farmacologico.

“Il nostro mondo ha ancora tanto bisogno di te, del tuo essere, del tuo esempio di come la vita deve essere affrontata e vissuta – aggiunge Santelli –. A presto, grande Alex”.

“Fitness in carrozzina”: videolezioni per il benessere

Da cosa nasce cosa: lo ripete più volte Carolina Gambirasio, istruttrice di scherma, nel raccontare il progetto “Fitness in carrozzina”, attività sportiva a distanza per persone in carrozzina, che sta realizzando dall’inizio del lockdown. Originariamente destinato ai soli atleti con disabilità dell’Accademia scherma Groane – l’associazione, di cui è anche presidente, che ha la palestra all’interno dell’ospedale Niguarda –, il progetto si è via via esteso agli utenti con disabilità motoria della cooperativa Spazio Vita Niguarda, ora viene frequentato da persone di altre regioni e ha coinvolto pure 15 studenti di Scienze motorie dell’Università Cattolica, consentendo loro di svolgere il tirocinio da 30 ore propedeutico alla laurea. “E pensare che è nato un po’ per caso”, si schernisce Gambirasio, la cui passione per lo sport è stata riconosciuta nel 2018 dal Cip con la Palma di bronzo al merito tecnico paralimpico: “Con l’emergenza Covid-19 e la chiusura della palestra, ho iniziato a postare dei videotutorial con esercizi a corpo libero per mantenere in allenamento i 10 atleti paralimpici dell’Accademia. Poi, però, ho capito che ci fosse bisogno di qualcosa di più e di una maggiore interazione, e siamo passati alle videolezioni in diretta su Zoom”.

Grazie al passaparola, il gruppo si è subito allargato a conoscenti, pazienti ed ex pazienti dell’Unità Spinale, trovando il supporto di Spazio Vita Niguarda, che ha proposto i videoallenamenti ai suoi utenti all’interno dei “Gruppi benessere”.  “All’inizio con i video ero un po’ impacciata, ora sono diventata più ‘sgamata’ – continua Gambirasio –. Agli allenamenti partecipano adesso 25-30 persone e non sono tutte di Milano o della Lombardia: c’è un gruppetto dalla Toscana e arrivano persino da Palermo”. Le videolezioni si svolgono il martedì e il giovedì dalle ore 18 alle 19, sono gratuite e aperte a tutti. “Il sostegno di Spazio Vita ci consentirà di andare avanti tutta l’estate e per questo voglio ringraziare la presidente della cooperativa, la dottoressa Giovanna Oliva”. Per partecipare, basta inviare una e-mail all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

E il progetto potrebbe crescere ancora e continuare, perché no?, anche passata la pandemia: “Sto chiedendo alle altre unità spinali del territorio di proporlo ai loro pazienti – aggiunge Gambirasio –. Il bello di queste videolezioni è che per me non cambia nulla se partecipano 10 o 100 persone. Inoltre, potendole svolgere da casa, riescono a interessare anche chi, per pigrizia o mancanza di tempo, non aveva mai frequentato una palestra”. Per chi non può seguire le lezioni in live streaming, i video vengono resi disponibili sul gruppo Facebook Cad Spazio Libero e sul canale Youtube dell’Accademia scherma Groane.  “Io però preferisco e consiglio le dirette, perché posso osservare lo svolgimento degli esercizi e dare indicazioni a chi partecipa”. Ma oltre al benessere fisico, c’è qualcos’altro che questo progetto sta favorendo: le relazioni interpersonali. “Si è formato un bel gruppo, lo sport è anche questo – conclude Gambirasio –. Prima e dopo gli allenamenti, ci fermiamo sempre per fare quattro chiacchiere e ci stiamo già organizzando per ritrovarci tutti insieme, appena si potrà”.

Avviamento allo sport paralimpico: approvato dalla Regione Lombardia lo schema di accordo con il Cip regionale

È stato approvato dalla Giunta regionale, su proposta dell’assessore allo Sport e Giovani, Martina Cambiaghi, lo schema di accordo tra Regione Lombardia e Comitato paralimpico regionale per la realizzazione della seconda edizione del progetto di avviamento allo sport e di promozione della pratica sportiva per le persone con disabilità. Per il triennio 2020-2022 sono a disposizione 100mila euro per la diffusione dello sport e la promozione dello sport paralimpico su tutto il territorio regionale.

L’accordo disciplina un progetto di avviamento allo sport che punta a promuoverne la pratica, con percorsi sportivi della durata di 40 ore di lezione. Non solo, al termine del percorso verrà anche incentivato il tesseramento del destinatario, affinché l’attività sportiva prosegua anche oltre il termine del progetto, con benefici di medio-lungo periodo.

“L’obiettivo del progetto è avvicinare allo sport le persone con disabilità, intraprendendo un percorso di fondamentale valenza, per il recupero fisico, psichico e relazionale della persona, per il raggiungimento di una piena consapevolezza di sé e delle proprie potenzialità, come individuo e come membro di una società – ha spiegato Martina Cambiaghi, assessore a Sport e Giovani di Regione Lombardia –. Il nostro obiettivo ultimo è quello di riconosce l’importante valore dello sport-terapia come un formidabile strumento di riabilitazione delle persone coinvolte nel progetto”.

“Alla luce dei risultati raggiunti dal progetto pilota dello scorso anno abbiamo voluto rinnovare la propria collaborazione anche per le stagioni sportive 2020/2021 e 2021/2022 – ha continuato l’assessore Cambiaghi –, confermando l’impegno a promuovere l’avviamento allo sport per le persone con disabilità anche con scopi riabilitativi (sia fisici che sociali), andando ad intercettare persone che precedentemente non venivano coinvolte in percorsi sportivi”.

I risultati del progetto realizzato nella stagione sportiva 2019-2020 hanno mostrato un forte interesse del territorio regionale per la misura proposta: sono stati avviati 97 corsi (di cui 70 finanziati con il contributo di Regione e 27 con un cofinanziamento successivo del Cip nazionale, a copertura delle richieste residue pervenute) che hanno interessato 29 disabili intellettivi, 45 disabili fisici e 23 disabili sensoriali.

“Ringrazio l’assessore Cambiaghi per la disponibilità e l’attenzione verso il nostro movimento – aggiunge il presidente del Cip Lombardia, Pierangelo Santelli –. In una situazione tanto precaria come quella che stiamo vivendo, l’accordo con la Regione ci permette di portare avanti un progetto che è molto importante per noi, per le società sportive e soprattutto per le persone che riescono ad avvicinarsi alla pratica sportiva”.

“L’anno scorso, il 70% dei partecipanti ai corsi di avviamento era composto da persone sotto i 18 anni – conclude Santelli –: sono persone che adesso, grazie allo sport, hanno acquisito maggiore autonomia e stanno meglio, fisicamente e psicologicamente. Non solo, la pratica sportiva è di beneficio anche per le loro famiglie e per tutta la collettività in generale, dal momento che consente pure di ridurre i costi sanitari”.

Photo credit: Lombardia notizie

Incontro con l’assessore regionale allo Sport Martina Cambiaghi

L’assessore allo Sport e Giovani della Regione Lombardia, Martina Cambiaghi, ha partecipato a un incontro con i delegati provinciali del CIP Lombardia. La riunione, a carattere informale, ha avuto luogo giovedì 28 maggio sulla piattaforma online Jitsi.

L’assessore ha raccolto l'invito rivoltole dal presidente del Cip regionale Pierangelo Santelli per conoscere i delegati, presenti quasi tutti, insieme anche ad alcuni membri di Giunta e al referente per l'impiantistica. Nel corso del confronto, i delegati hanno potuto presentare a Martina Cambiaghi le loro osservazioni in merito allo stato del movimento paralimpico nelle province che rappresentano.

La rappresentante dell’amministrazione regionale, rispondendo a varie domande, ha illustrato le azioni che la Regione Lombardia intende realizzare a breve a supporto del mondo sportivo, con particolare attenzione al mondo paralimpico.

Polisportiva Disabili Valcamonica: “Teniamo su l’umore dei nostri atleti”

Tennis, atletica leggera, sport invernali, ciclismo, tiro con l’arco e poi tutte le discipline per le persone con disabilità intellettivo-relazionali: dal 1992, anno in cui è stata fondata, la Polisportiva Disabili Valcamonica di Breno, in provincia di Brescia, è il punto di riferimento per la pratica dello sport paralimpico sui territori della Valle Camonica e dell’Alto Sebino. Quasi 30 anni di attività per la promozione e la pratica (anche agonistica) dello sport per tutti, che da marzo, con la chiusura di impianti e piscine a causa della pandemia da coronavirus, si sono dovute quasi totalmente interrompere. “E non sappiamo neanche quando sarà possibile riprogrammare la ripresa”, dice il fondatore e vicepresidente Angelo Martinoli, che è anche delegato provinciale del Cip.

La Disabili Valcamonica conta un centinaio di tesserati tra persone con disabilità fisica, disabilità intellettivo-relazionale e disabilità sensoriale. Le situazioni sono diverse, così come la risposta emotiva all’isolamento. “Gli atleti con disabilità fisica e sensoriale che praticano sci nordico, sci alpino e ciclismo, non si sono mai fermati e hanno continuato ad allenarsi in casa o su strada, seguendo le nostre schede”. È ferma, invece, l’arciera in carrozzina: “Non potendo accedere autonomamente al campo di tiro, non può praticare la sua disciplina”. Il lockdown si è fatto sentire più duramente tra gli atleti con disabilità intellettivo-relazionali: “L’interruzione degli allenamenti sia di nuoto che di atletica leggera ha colpito soprattutto i ragazzi che avevano iniziato da poco – continua Martinoli –. L’attività sportiva è di grande importanza per loro e anche per le loro famiglie: potersi allenare 3-4 ore a settimana li aiuta a sfogarsi, a relazionarsi con gli altri e dà anche sollievo ai genitori”. Impossibile pensare, in queste condizioni, a riprendere gli allenamenti, anche in piccoli gruppi: “I disabili intellettivo-relazionali cercano istintivamente il contatto, non si potrebbe in alcun modo mantenere il distanziamento”.

Diversi, anche, gli stati d’animo dei gruppi. “Gli atleti con disabilità fisica stanno bene, visto che riescono ancora ad allenarsi. Per chi pratica gli sport invernali, i problemi potrebbero nascere se dovessero saltare i raduni con le Nazionali o le competizioni da cui prendere punti per accedere alle Paralimpiadi invernali del 2022 a Pechino, che sono ovviamente un obiettivo importante”. Umore nero e un certo disagio aleggiano invece tra i tesserati Fisdir: “Su WhatsApp inviamo messaggi, tabelle di allenamento e spiritosaggini per cercare di mantenere la serenità; ci sentiamo spesso anche con le famiglie, alcune delle quali hanno rilevato problemi nella gestione dei loro figli, in particolare se ragazzi autistici e con altre patologie dove il movimento è parte essenziale – spiega Martinoli –. Per questi ragazzi lo sport è un mezzo di aggregazione e condivisione, si era creato un bel gruppo di circa 40 atleti, ed il dopo allenamento diventava il momento in cui questa amicizia e radicata fratellanza, assumevano sempre più importanza e valore.

“Ora, purtroppo, tutto questo ci manca – conclude il fondatore della polisportiva –: manca ai ragazzi, manca alle famiglie che erano riuscite a creare un bel gruppo coeso e molto vicino alla società, manca molto anche a noi che con questo continuo approccio ricavavamo serenità e tranquillità.  Speriamo di poter al più presto riprendere in sicurezza e con la garanzia di salvaguardia della salute, bene primario ed essenziale”.