"1° Torneo Regione" di Bocce Sitting

Domenica 6 Settembre 2020 si è svolto a Solaro(provincia di Milano) il

“1 Torneo Regione" di Bocce Sitting”.

Hanno partecipato 8 giocatori, buono il livello.

La prima posizione se la sono contesa i 4 giocatori più forti, che solo due giorni prima a Padova si erano aggiudicati il primo torneo a squadre.

Il torneo è stato vinto da Paolo Cornaggia che in finale ha superato Danilo Alberti 12 a 11.

Anche Riva e Barruzza hanno disputato un ottimo torneo battendo ,nel girone eliminatorio, rispettivamente Alberti (10 a 6) e Cornaggia( 10 a 7).

In semifinale Barruzza veniva sconfitto da Alberti(12 a 6) e Riva da Cornaggia (12 a 7).

La rosa dei partecipanti era formata anche da Leo Farina,Rocco Pannese,Andrea Bonavoglia e Pierangelo Santelli.

Alla Canottieri Baldesio di Cremona un weekend di tennis in carrozzina

Dopo le restrizioni dovute al Covid-19, è ripresa l’attività del tennis in carrozzina alla Canottieri Baldesio di Cremona: oltre agli allenamenti, i tesserati hanno partecipato al Torneo di Budrio, che ha visto capitan Giovanni Zeni vincere il doppio (in coppia con Manuel Zorzetto) e arrivare secondo nel singolare; discreta anche la prestazione di Dario Benazzi, non ancora nel pieno della forma, e di Costantin Mircea, giunto secondo nel tabellone di consolazione.

Diverse le attività in programma sabato 1 e domenica 2 agosto, organizzate dal team manager Alceste Bartoletti e dall’allenatore della squadra Roberto Bodini, in accordo con il presidente della Canottieri Baldesio Stefano Arisi e con il consigliere del tennis Tomaso Tavella. A partire dalle ore 9.00 di sabato 1 agosto si svolgerà un torneo regionale a inviti FIT LAB 3.11, che vedrà la partecipazione di tutti i giocatori baldesini e che terminerà domenica 2 agosto attorno alle ore 17.00.

Nella mattinata di sabato si terrà un raduno con alcuni giocatori under 14 provenienti dal nord Italia, con la presenza anche dell’undicenne della Baldesio Pistoia, coordinati dal responsabile nazionale, Giancarlo Bonasia.

Il weekend sarà anche l’occasione per presentare ufficialmente la squadra di tennis in carrozzina della Canottieri Baldesio (uomini, donne e under 14), con i giocatori del centro sportivo “Al Tennis” di Crema (sezione satellite di Cremona).

È prevista la partecipazione dell’assessore allo Sport del Comune di Cremona, Luca Zanacchi, e del delegato provinciale del Cip, Giuseppe Bresciani.

Dal Cip 900mila euro alle società sportive della Lombardia

Il Comitato italiano paralimpico, all'interno del contributo nazionale di 5 milioni di euro, ha erogato 900mila euro alle società sportive della Lombardia per aiutarle a fare fronte alle difficoltà legate all’emergenza Covid-19. Lo annuncia con soddisfazione il presidente del Comitato regionale, Pierangelo Santelli: “È un contributo importante da parte del Cip per far ripartire le società, che sono state duramente colpite dall’emergenza sanitaria”.

Le risorse sono state ripartite dal Cip secondo criteri definiti da federazioni e discipline: dal numero di atleti e dirigenti di ogni società, fino alla presenza sul territorio. Le finalità del contributo sono molteplici: ripresa delle attività, acquisto di materiale sportivo, di ausili e attrezzature sportive adattate, di materiali e procedure anti-Covid.

I fondi, già assegnati, sono in fase di accreditamento, direttamente dal Cip nazionale alle società sportive.

Progetto di avviamento allo sport per persone disabili: richieste a partire dall’1 settembre

Tramite la delibera regionale XI/3198 del 3 giugno 2020, è stato approvato l'accordo triennale di collaborazione tra la Regione Lombardia e il Comitato paralimpico regionale per la realizzazione di un progetto di avviamento allo sport per persone disabili (2020-2022).

Destinatarie del progetto sono le associazioni e le società sportive affiliate alle Federazioni riconosciute dal Cip, che intendono avviare allo sport persone con disabilità che non siano assistiti Inail e che non risultino già tesserate presso un’associazione o una società sportiva per la disciplina oggetto dell’avviamento.

Il progetto prevede la realizzazione di percorsi sportivi di 40 ore, a conclusione dei quali viene incentivato il tesseramento del destinatario, affinché l’attività prosegua nel tempo con benefici fisici, psichici e relazionali di medio e lungo termine.

Per ogni avviamento autorizzato, la società sportiva riceverà un sostegno economico a rendicontazione del percorso concluso, secondo le modalità specificate nel progetto (vedi allegato 1A)

Per la stagione sportiva 2020-2021, le società sportive potranno fare richiesta di autorizzazione a partire dall’1 settembre e fino al 16 ottobre, compilando la modulistica allegata e inviandola via e-mail all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.. Non saranno prese in considerazione le richieste inviate prima di questa data.

Per ulteriori informazioni e chiarimenti, la segreteria del Comitato resta a disposizione al numero telefonico 02 70120595 o alla e-mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

Allegato 1A

Modulo richiesta autorizzazione - stagione 2020-2021

Modulo privacy

Modulo privacy minori

AUSportiva: video e dirette su Zoom, ma quanto mancano gli allenamenti dal vivo

AUSportiva è il ramo sportivo di AUS Niguarda, l’associazione di volontariato che affianca l’attività dell'unità spinale del Grande ospedale metropolitano Niguarda di Milano. Nata a luglio del 2017, con sede all’interno del Centro Spazio Vita, AUSportiva è riconosciuta dal CIP, con cui ha attiva una convenzione per portare avanti il progetto “Sport terapia” a favore delle persone con lesione al midollo spinale ricoverate presso l’ospedale o che accedono alla struttura in day hospital. “Ma facciamo anche avviamento allo sport, con l’Inail lavoriamo per chi ha avuto un infortunio sul lavoro e abbiamo 2 squadre agonistiche, una di nuoto e una tennis tavolo”, dice Jennifer Gangi, socia fondatrice dell’associazione e tecnico di nuoto. Le discipline sportive, realizzate anche in collaborazione con altre società del territorio, spaziano dalla scherma alla pesistica, dal tiro con l’arco alla pallacanestro in carrozzina, fino a subacquea, sci, il volo a vela con Acao a Calcinate del Pesce (VA) e la vela, con la Lega navale di Desenzano, sul lago di Garda.
“E grazie all’idea di un fisioterapista, proprio qui da noi è nato il tchoukball”, continua. Tutto questo, però, avveniva “prima”: prima del coronavirus e delle norme per il distanziamento sociale, che sono ancora più stringenti quando si opera all’interno di un ospedale, come è il caso di AUSportiva. Chiuse palestre e piscine, che fare allora per la ventina di degenti e la cinquantina di soci che praticavano sport grazie all’associazione? “Abbiamo creato dei video”, risponde Jennifer.

È nata così la rubrica “Prendi a pugno la noia!”: curata da Federica Gentile e Andrea Berton, i due laureati in Scienze motorie adattate che sono i referenti del progetto “Sport terapia” all’interno dell’Unità spinale, propone esercizi di fitness per mantenere il corpo attivo, validati dallo staff medico dell’Unità Spinale. Dai video AUSportiva è quindi passata alle rubriche su Zoom, videolezioni in diretta aperte a tutti, tesserati e non, milanesi e di fuori regione, che vengono promosse sulla pagina Facebook di AUSportiva. “L’aspetto positivo dell’essere andati online è che ci possono seguire da tutte le parti del mondo”. Lunedì e mercoledì alle ore 18.30, l’appuntamento è con Federica Gentile, che mostra esercizi a corpo libero o con attrezzi domestici di uso comune, come elastici, manici di scopa e bottiglie d’acqua. Ogni martedì alle ore 17 c’è invece “Gym 4 young”, in cui i più piccoli possono migliorarsi nella coordinazione oculo-motoria, nell’equilibrio o nel muoversi sulla carrozzina. “Anche se manca il contatto fisico, queste videolezioni hanno un effetto socializzante – spiega Gangi – ci seguono in media una trentina di persone alla volta e sono nate nuove amicizie”.

Per il riavvio delle attività dal vivo si guarda a settembre, anche se la speranza è di poter anticipare quanto meno gli allenamenti di pingpong, posizionando un tavolo all’esterno del Centro Spazio Vita, da utilizzare in piccoli gruppi. “Gli agonisti stanno fremendo – ammette Gangi –. Si sono arrangiati per fare esercizi a casa, ma gli mancano la piscina e la palestra. Quotidianamente gli scriviamo su WhatsApp, per fargli sentire che ci siamo e per spronarli ad allenarsi”. Si prova a mantenere la forma, ma anche a tenere su l’umore: “E poi scherziamo e facciamo battute – conclude Gangi –: per molti, il venire ad allenarsi era il modo per dedicare un po’ di tempo a sé stessi, serviva anche dal punto di vista psicologico. Vedersi su Zoom non è la stessa cosa”.

“Il nostro mondo ha ancora tanto bisogno di te”

“Alex, il destino ti rema sempre contro, ma tu, sono certo, ancora una volta gli dimostrai di che pasta sei fatto e tornerai più forte di prima!”. Il presidente del Cip Lombardia, Pierangelo Santelli, manda un messaggio ad Alex Zanardi, il campione di paraciclismo coinvolto in un grave incidente stradale in provincia di Siena mentre era impegnato nella staffetta “Obiettivo tricolore”, attualmente ricoverato in terapia intensiva in stato di coma farmacologico.

“Il nostro mondo ha ancora tanto bisogno di te, del tuo essere, del tuo esempio di come la vita deve essere affrontata e vissuta – aggiunge Santelli –. A presto, grande Alex”.

“Fitness in carrozzina”: videolezioni per il benessere

Da cosa nasce cosa: lo ripete più volte Carolina Gambirasio, istruttrice di scherma, nel raccontare il progetto “Fitness in carrozzina”, attività sportiva a distanza per persone in carrozzina, che sta realizzando dall’inizio del lockdown. Originariamente destinato ai soli atleti con disabilità dell’Accademia scherma Groane – l’associazione, di cui è anche presidente, che ha la palestra all’interno dell’ospedale Niguarda –, il progetto si è via via esteso agli utenti con disabilità motoria della cooperativa Spazio Vita Niguarda, ora viene frequentato da persone di altre regioni e ha coinvolto pure 15 studenti di Scienze motorie dell’Università Cattolica, consentendo loro di svolgere il tirocinio da 30 ore propedeutico alla laurea. “E pensare che è nato un po’ per caso”, si schernisce Gambirasio, la cui passione per lo sport è stata riconosciuta nel 2018 dal Cip con la Palma di bronzo al merito tecnico paralimpico: “Con l’emergenza Covid-19 e la chiusura della palestra, ho iniziato a postare dei videotutorial con esercizi a corpo libero per mantenere in allenamento i 10 atleti paralimpici dell’Accademia. Poi, però, ho capito che ci fosse bisogno di qualcosa di più e di una maggiore interazione, e siamo passati alle videolezioni in diretta su Zoom”.

Grazie al passaparola, il gruppo si è subito allargato a conoscenti, pazienti ed ex pazienti dell’Unità Spinale, trovando il supporto di Spazio Vita Niguarda, che ha proposto i videoallenamenti ai suoi utenti all’interno dei “Gruppi benessere”.  “All’inizio con i video ero un po’ impacciata, ora sono diventata più ‘sgamata’ – continua Gambirasio –. Agli allenamenti partecipano adesso 25-30 persone e non sono tutte di Milano o della Lombardia: c’è un gruppetto dalla Toscana e arrivano persino da Palermo”. Le videolezioni si svolgono il martedì e il giovedì dalle ore 18 alle 19, sono gratuite e aperte a tutti. “Il sostegno di Spazio Vita ci consentirà di andare avanti tutta l’estate e per questo voglio ringraziare la presidente della cooperativa, la dottoressa Giovanna Oliva”. Per partecipare, basta inviare una e-mail all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

E il progetto potrebbe crescere ancora e continuare, perché no?, anche passata la pandemia: “Sto chiedendo alle altre unità spinali del territorio di proporlo ai loro pazienti – aggiunge Gambirasio –. Il bello di queste videolezioni è che per me non cambia nulla se partecipano 10 o 100 persone. Inoltre, potendole svolgere da casa, riescono a interessare anche chi, per pigrizia o mancanza di tempo, non aveva mai frequentato una palestra”. Per chi non può seguire le lezioni in live streaming, i video vengono resi disponibili sul gruppo Facebook Cad Spazio Libero e sul canale Youtube dell’Accademia scherma Groane.  “Io però preferisco e consiglio le dirette, perché posso osservare lo svolgimento degli esercizi e dare indicazioni a chi partecipa”. Ma oltre al benessere fisico, c’è qualcos’altro che questo progetto sta favorendo: le relazioni interpersonali. “Si è formato un bel gruppo, lo sport è anche questo – conclude Gambirasio –. Prima e dopo gli allenamenti, ci fermiamo sempre per fare quattro chiacchiere e ci stiamo già organizzando per ritrovarci tutti insieme, appena si potrà”.

Avviamento allo sport paralimpico: approvato dalla Regione Lombardia lo schema di accordo con il Cip regionale

È stato approvato dalla Giunta regionale, su proposta dell’assessore allo Sport e Giovani, Martina Cambiaghi, lo schema di accordo tra Regione Lombardia e Comitato paralimpico regionale per la realizzazione della seconda edizione del progetto di avviamento allo sport e di promozione della pratica sportiva per le persone con disabilità. Per il triennio 2020-2022 sono a disposizione 100mila euro per la diffusione dello sport e la promozione dello sport paralimpico su tutto il territorio regionale.

L’accordo disciplina un progetto di avviamento allo sport che punta a promuoverne la pratica, con percorsi sportivi della durata di 40 ore di lezione. Non solo, al termine del percorso verrà anche incentivato il tesseramento del destinatario, affinché l’attività sportiva prosegua anche oltre il termine del progetto, con benefici di medio-lungo periodo.

“L’obiettivo del progetto è avvicinare allo sport le persone con disabilità, intraprendendo un percorso di fondamentale valenza, per il recupero fisico, psichico e relazionale della persona, per il raggiungimento di una piena consapevolezza di sé e delle proprie potenzialità, come individuo e come membro di una società – ha spiegato Martina Cambiaghi, assessore a Sport e Giovani di Regione Lombardia –. Il nostro obiettivo ultimo è quello di riconosce l’importante valore dello sport-terapia come un formidabile strumento di riabilitazione delle persone coinvolte nel progetto”.

“Alla luce dei risultati raggiunti dal progetto pilota dello scorso anno abbiamo voluto rinnovare la propria collaborazione anche per le stagioni sportive 2020/2021 e 2021/2022 – ha continuato l’assessore Cambiaghi –, confermando l’impegno a promuovere l’avviamento allo sport per le persone con disabilità anche con scopi riabilitativi (sia fisici che sociali), andando ad intercettare persone che precedentemente non venivano coinvolte in percorsi sportivi”.

I risultati del progetto realizzato nella stagione sportiva 2019-2020 hanno mostrato un forte interesse del territorio regionale per la misura proposta: sono stati avviati 97 corsi (di cui 70 finanziati con il contributo di Regione e 27 con un cofinanziamento successivo del Cip nazionale, a copertura delle richieste residue pervenute) che hanno interessato 29 disabili intellettivi, 45 disabili fisici e 23 disabili sensoriali.

“Ringrazio l’assessore Cambiaghi per la disponibilità e l’attenzione verso il nostro movimento – aggiunge il presidente del Cip Lombardia, Pierangelo Santelli –. In una situazione tanto precaria come quella che stiamo vivendo, l’accordo con la Regione ci permette di portare avanti un progetto che è molto importante per noi, per le società sportive e soprattutto per le persone che riescono ad avvicinarsi alla pratica sportiva”.

“L’anno scorso, il 70% dei partecipanti ai corsi di avviamento era composto da persone sotto i 18 anni – conclude Santelli –: sono persone che adesso, grazie allo sport, hanno acquisito maggiore autonomia e stanno meglio, fisicamente e psicologicamente. Non solo, la pratica sportiva è di beneficio anche per le loro famiglie e per tutta la collettività in generale, dal momento che consente pure di ridurre i costi sanitari”.

Photo credit: Lombardia notizie

Incontro con l’assessore regionale allo Sport Martina Cambiaghi

L’assessore allo Sport e Giovani della Regione Lombardia, Martina Cambiaghi, ha partecipato a un incontro con i delegati provinciali del CIP Lombardia. La riunione, a carattere informale, ha avuto luogo giovedì 28 maggio sulla piattaforma online Jitsi.

L’assessore ha raccolto l'invito rivoltole dal presidente del Cip regionale Pierangelo Santelli per conoscere i delegati, presenti quasi tutti, insieme anche ad alcuni membri di Giunta e al referente per l'impiantistica. Nel corso del confronto, i delegati hanno potuto presentare a Martina Cambiaghi le loro osservazioni in merito allo stato del movimento paralimpico nelle province che rappresentano.

La rappresentante dell’amministrazione regionale, rispondendo a varie domande, ha illustrato le azioni che la Regione Lombardia intende realizzare a breve a supporto del mondo sportivo, con particolare attenzione al mondo paralimpico.

Polisportiva Disabili Valcamonica: “Teniamo su l’umore dei nostri atleti”

Tennis, atletica leggera, sport invernali, ciclismo, tiro con l’arco e poi tutte le discipline per le persone con disabilità intellettivo-relazionali: dal 1992, anno in cui è stata fondata, la Polisportiva Disabili Valcamonica di Breno, in provincia di Brescia, è il punto di riferimento per la pratica dello sport paralimpico sui territori della Valle Camonica e dell’Alto Sebino. Quasi 30 anni di attività per la promozione e la pratica (anche agonistica) dello sport per tutti, che da marzo, con la chiusura di impianti e piscine a causa della pandemia da coronavirus, si sono dovute quasi totalmente interrompere. “E non sappiamo neanche quando sarà possibile riprogrammare la ripresa”, dice il fondatore e vicepresidente Angelo Martinoli, che è anche delegato provinciale del Cip.

La Disabili Valcamonica conta un centinaio di tesserati tra persone con disabilità fisica, disabilità intellettivo-relazionale e disabilità sensoriale. Le situazioni sono diverse, così come la risposta emotiva all’isolamento. “Gli atleti con disabilità fisica e sensoriale che praticano sci nordico, sci alpino e ciclismo, non si sono mai fermati e hanno continuato ad allenarsi in casa o su strada, seguendo le nostre schede”. È ferma, invece, l’arciera in carrozzina: “Non potendo accedere autonomamente al campo di tiro, non può praticare la sua disciplina”. Il lockdown si è fatto sentire più duramente tra gli atleti con disabilità intellettivo-relazionali: “L’interruzione degli allenamenti sia di nuoto che di atletica leggera ha colpito soprattutto i ragazzi che avevano iniziato da poco – continua Martinoli –. L’attività sportiva è di grande importanza per loro e anche per le loro famiglie: potersi allenare 3-4 ore a settimana li aiuta a sfogarsi, a relazionarsi con gli altri e dà anche sollievo ai genitori”. Impossibile pensare, in queste condizioni, a riprendere gli allenamenti, anche in piccoli gruppi: “I disabili intellettivo-relazionali cercano istintivamente il contatto, non si potrebbe in alcun modo mantenere il distanziamento”.

Diversi, anche, gli stati d’animo dei gruppi. “Gli atleti con disabilità fisica stanno bene, visto che riescono ancora ad allenarsi. Per chi pratica gli sport invernali, i problemi potrebbero nascere se dovessero saltare i raduni con le Nazionali o le competizioni da cui prendere punti per accedere alle Paralimpiadi invernali del 2022 a Pechino, che sono ovviamente un obiettivo importante”. Umore nero e un certo disagio aleggiano invece tra i tesserati Fisdir: “Su WhatsApp inviamo messaggi, tabelle di allenamento e spiritosaggini per cercare di mantenere la serenità; ci sentiamo spesso anche con le famiglie, alcune delle quali hanno rilevato problemi nella gestione dei loro figli, in particolare se ragazzi autistici e con altre patologie dove il movimento è parte essenziale – spiega Martinoli –. Per questi ragazzi lo sport è un mezzo di aggregazione e condivisione, si era creato un bel gruppo di circa 40 atleti, ed il dopo allenamento diventava il momento in cui questa amicizia e radicata fratellanza, assumevano sempre più importanza e valore.

“Ora, purtroppo, tutto questo ci manca – conclude il fondatore della polisportiva –: manca ai ragazzi, manca alle famiglie che erano riuscite a creare un bel gruppo coeso e molto vicino alla società, manca molto anche a noi che con questo continuo approccio ricavavamo serenità e tranquillità.  Speriamo di poter al più presto riprendere in sicurezza e con la garanzia di salvaguardia della salute, bene primario ed essenziale”.   

“Progetto di avviamento allo sport per persone con disabilità”, prorogata la scadenza dei corsi

La Regione Lombardia ha dato l’autorizzazione formale al prolungamento della scadenza dei corsi di avviamento finanziati nell’ambito del “Progetto di avviamento allo sport per persone con disabilità”, promosso insieme al Comitato paralimpico della Lombardia.

La data finale per poter concludere i corsi, che sono stati sospesi a causa del lockdown, è stata posticipata al 30 settembre 2020.

La segreteria regionale del Comitato paralimpico resta a disposizione delle società sportive coinvolte per eventuali ulteriori chiarimenti in merito.

Accademia Scherma Milano: “Uniti, senza barriere, ora più che mai”

Lo sport fa bene: fa bene a chi lo pratica, perché aiuta a stare in forma, a trovare nuovi stimoli e amicizie; ma fa bene anche a chi lo fa praticare, a cui può regalare persino la felicità. Lorenzo Radice ha lasciato una carriera di alto livello come manager nel mondo del marketing (“Ora ho solo qualche consulenza”) per inseguire il suo sogno: aprire una palestra dove consentire a tutti di fare sport, specificatamente scherma. Il 14 maggio 2019 è nata così l’Accademia Scherma Milano, associazione sportiva che propone la scherma ad adulti e a bambini, normodotati e con disabilità fisica e sensoriale. Non solo: organizza corsi di ginnastica dolce per persone con demenza, Alzheimer e i loro familiari, e porta la scherma tra gli utenti con disabilità intellettivo-relazionale della cooperativa milanese Cascina Biblioteca, per i quali la pratica della disciplina può essere un utile strumento per migliorare a gestire emozioni e relazioni interpersonali. “Lo sport è la mia vita – dice Radice –. Io ho praticato milioni di attività sportive, ora voglio che lo sport renda felici gli altri, perché io sono felice quando vedo le altre persone felici”.

In meno di un anno di attività, l’Accademia ha raccolto 90 tesserati: la più piccola ha 4 anni, i più grandi superano i 60. Nella palestra convivono gli schermitori normodotati (una settantina), i 10 paralimpici su sedia a rotelle e i 9 ipovedenti e non vedenti del Gruppo sportivo non vedenti Milano. “Il nostro obiettivo è la vera e reale inclusione”, continua Radice, che è stato un “discreto”, parola sua, atleta di spada fino ai tempi dell’università. Lo spazio della palestra è stato ristrutturato abbattendo le barriere architettoniche in tutti gli ambienti, dalle pedane ai bagni. All’Accademia non è raro vedere gli atleti olimpici tirare di scherma seduti in carrozzina contro quelli paralimpici, oppure bendati contro gli atleti non vedenti; gli atleti non vedenti, a loro volta, capita che si confrontino da seduti con quelli in carrozzina, a loro volta bendati. “Così trovano tutti un punto di incontro”, spiega Radice. Oltre a essere co-fondatore (insieme a Leonardo, Laura e Luca) e presidente dell’associazione, lui è anche uno dei 3 tecnici: “Non spingiamo nessuno a competere, quello che ci importa è non precludere a nessuno la frequentazione della palestra”.

Prima del lockdown a causa della pandemia da Covid-19, altri 2 progetti era pronti a partire e sono stati rinviati: il primo, in collaborazione con la Lilt, è la scherma artistico-riabilitativa per le donne operate di tumore al seno (“Aiuta a stimolare i muscoli del petto e dell’interno braccio”); il secondo sono corsi di yoga e di difesa personale per il Gruppo sportivo non vedenti. Continuano, invece, ma a distanza, gli allenamenti di scherma: “Ho varie chat con i diversi gruppi e ci vediamo forse più di prima”, dice Radice. Il contatto è quotidiano, così come gli allenamenti, che si svolgono su Zoom a orari ben definiti e coinvolgono quasi tutti i tesserati e anche, in gruppi più ristretti, gli utenti di Cascina Biblioteca. “Gli allenamenti prevedono 20 minuti di preparazione atletica con esercizi che richiedono non oltre 2 metri quadrati di spazio, e altri 20 minuti di azioni tecniche di gamba-scherma e di movimento della scherma”. Gli appuntamenti sono graditissimi sia agli atleti sia alle famiglie, specie dei bambini più piccoli.

Per tenere unito il gruppo e alto il morale si sono intensificate anche le attività sui social media. Tutti i tesserati sono stati invitati a partecipare al video corale “Uniti, senza barriere, ora più che mai”, da pochi giorni online. Molti stanno anche inviando un disegno che racconta il loro rapporto con la scherma e con l’Accademia. “L’immagine con più Like diventerà la nostra copertina su Facebook”, dice Radice. Per Pietro del gruppo Elementari, la scherma è semplicemente “bella”. Enrico e Marco di Cascina Biblioteca hanno raffigurato quello che vedono negli allenamenti virtuali, con i volti di maestri d educatori. Nel disegno di Domenico due schermitori tirano su un prato, sotto un arcobaleno. C’è il disegno fatto da Silvana del gruppo Alzheimer con il figlio fumettista, quello di Alice, la piccola della palestra, e quello di Rossella: una cascata di cuori arancioni. Per Lucrezia, mamma di 3 bambine, la scherma è “libertà”. Matteo, ipovedente, ha scomposto la parola “scherma”, dandole un nuovo significato: “Sport + amiCizia + mascHera + pEr tutti + Riflessi + allenaMento + Agilità”.