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Festival di Cultura Paralimpica: terzo e ultimo giorno. Alex Zanardi: "Mio papà diceva: chi copia piglia cinque ma è comunque un buon punto di partenza"

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Terza e ultima giornata, a Padova, del Festival di Cultura Paralimpica. Dopo l'apertura dedicata a Yoga a raggi liberi, il libro scritto dalla ex atleta di tennis tavolo paralimpico Patrizia Saccà, a entusiasmare gli studenti e non presenti presso la Sala Nievo è stato il campione di handbike ed ex campione di Formula 1 Alex Zanardi che, presentando il suo ultimo libro "Quel ficcanaso di Zanardi”. Osservando lo sport ho capito meglio la vita, ha esordito ricordando le parole che suo padre gli ripeteva quando era più piccolo "Chi copia piglia cinque, ma è comunque un buon punto di partenza, per questo a un ragazzo dico: "inizia copiando e poi col tuo estro e la tua fantasia rendi ancora più affascinante il tuo percorso"

Durante l'incontro, moderato dal giornalista de Il Mattino di Padova Stefano Volpe, Zanardi ha raccontato: "“Oggi, nel mondo, c’è tanta fame di cattive notizie ma il nostro scopo, come società, è quello di educare, e per far questo è necessario far brillare le belle notizie, far capire che ci sono persone che fanno cose bellissime".

“Credo che la vita sia come un giro in un circuito dove, in maniera diversa, tendi a ripassare di li e in momenti diversi ti capita di vedere cose che prima non avevi visto: si chiama esperienza”.

Parlando del suo progetto Obiettivo 3, che a oggi ha raccolto circa sessanta atleti e che punta a qualificarne, come minimo, tre ai prossimi Giochi Paralimpici di Tokyo 2020, Zanardi ha sottolineato: "Non è la potenza dello sport ma è la potenza dell'ispirazione dello sport che fa uscire la parte migliore che è in noi",

La mattina è proseguita alle 12, presso le scuderie di Palazzo Moroni, con l'incontro dal titolo "Storie di una rivoluzione culturale", che ha avuto per protagonisti Silvia Biasi, atleta di sitting volley, e Antonio Fantin, nuotatore paralimpco.

Nel programma pomeridiano, sempre nei locali delle scuderie di Palazzo Moroni, proiezione del docufilm “Campioni senza barriere - Giada Rossi”, con la partecipazione della stessa Giada Rossi, campionessa di tennistavolo paralimpico e di Alessandro Arcigli, CT della Nazionale di tennistavolo. A seguire “Cinema: esperienza culturale e protagonismo sociale. Accessibilità per una fruizione in autonomia del patrimonio culturale”, con il contributo al tema di Andrea Rusich, regista del film Labbra Blu e da Stefano Pierpaoli, Coordinatore nazionale Cinemanchìo +Cultura Accessibile.

Alle 14.30, presso la Cittadella dello Studente, l’atleta non vedente di arrampicata sportiva Alessia Refolo parlerà del suo libro “Se vuoi puoi. Una vita al di là del buio”, evento introdotto e moderato dal giornalista del Corriere dello Sport – Stadio Alberto Dolfin. Subito dopo, spazio alla disabilità intellettiva e relazionale con il dibattito dal tema “Disagio intellettivo e competizione paralimpica”, con gli interventi di Mario Bertolaso, in rappresentanza dell’(atletica leggera FISDIR, e degli atleti paralimpici dell’ASPEA Padova.

Chiusura del Festival di Cultura Paralimpica a partire dalle 16.30 al Caffè Pedrocchi, dove, in occasione dell’Aperitivo Paralimpico, si toccherà il tema “Disabilità in giallo - Intrighi letterari”, con un’intervista allo scrittore Paolo Foschi, autore del romanzo “La piscina dei misteri”. A seguire presentazione del libro “Giulia verso la vita indipendente, di Martina Benvenuti, con la partecipazione dell’atleta con sindrome di Down Giulia Pertile.