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Due anni senza Ciaz

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"A 2 anni di distanza, il dolore per la scomparsa di Andrea Chiarotti - indimenticato capitano della nazionale italiana di Para Ice Hockey - è ancora forte. La sua assenza è incolmabile ma il suo sorriso vive in chi ha avuto il piacere di conoscerlo. Ciaz, sempre nei nostri cuori!”. Con queste parole pubblicate sul proprio profilo Twitter, il Presidente del Comitato Italiano Paralimpico Luca Pancalli ha voluto ricordare un grande campione paralimpico, Andrea Chiarotti, storico capitano della nazionale italiana di Para Ice Hockey nonché fra i promotori di questa disciplina sportiva in Italia.

Sono passati due anni, ma sembra ieri il giorno in cui la terribile notizia si è fatta largo tra l’enorme schiera di amici e ammiratori di Andrea Chiarotti. Il campione paralimpico se ne è andato l’8 giugno del 2018 dopo aver combattuto con dignità e forza contro la malattia.

Andrea Chiarotti era reduce da quello che sarebbe poi stato l’ultimo impegno in azzurro: nonostante le precarie condizioni di salute aveva infatti voluto prendere parte alla spedizione azzurra alle Paralimpiadi di PyeongChang del 2018 come Team Leader. Non voleva lasciar solo quel gruppo che aveva visto debuttare sullo scenario internazionale alle Paralimpiadi di Torino 2006 e con il quale – in poco tempo – si era spinto verso imprese allora impensabili, come il titolo Europeo del 2011, conquistato sul ghiaccio svedese.

I ragazzi di mister Da Rin, la sera del 17 marzo 2018 a Gangneung, vissero con enorme delusione la sconfitta nella sfida per il bronzo contro la Corea (padrone di casa). Nei minuti finali lo slittino del coreano Jang spinse in rete – in modo fortuito – il puk della vittoria, dopo una partita che aveva regalato agli azzurri più occasioni per passare in vantaggio. 1-0 per loro. Azzurri fuori dal podio.

Nelle dichiarazioni di fine partita di tutti i giocatori c’era il rammarico per non aver centrato un importante traguardo sportivo. Ma per tutti la delusione più grande fu di non essere riusciti a regalare al proprio capitano – a Ciaz – la soddisfazione di vedere il suo gruppo sul podio più ambìto.

Ma quella sera fu scritta lo stesso una grande pagina di storia. Quella nazionale costruita con la paziente ricerca di atleti paralimpici disposti ad accettare un’avventura utopica, che alle Paralimpiadi del 2006 non aveva messo a segno neanche una rete, si impose come una delle realtà più autorevoli del mondo in questa disciplina.

L’edizione dei Giochi Paralimpici invernali del 2026 Milano-Cortina avrebbe potuto consentire ad Andrea - venti anni dopo Torino 2006 - di chiudere il cerchio della propria carriera e di una storia sportiva unica con una nuova edizione tutta italiana delle Paralimpiadi. Così purtroppo non sarà. Ma ci saranno sicuramente tanti ragazzi con disabilità che hanno cominciato a praticare il Para Ice Hockey grazie ad Andrea Chiarotti, e che anche in suo onore continueranno ad onorare la maglia azzurra.