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Tor in Gamba: nove amputati sull’Alta Via 1 e 2 della Valle d’Aosta dal 12 al 19 settembre 2020

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Nove atleti amputati, ognuno di loro con un accompagnatore personale, trenta tappe per un totale di 342 chilometri e 24 mila metri di dislivello positivo che uniscono Courmayeur attraverso l’Alta Via n. 1 e n. 2 della Valle d’Aosta: è nata Tor in Gamba, un viaggio per lanciare il messaggio che il singolo non conta., tanto meno il tempo di percorrenza. Perchè i valori da condividere sono altri e perché il valore del viaggio in comune è il legame che si crea tra le parti. Sognare e camminare in alta montagna, insieme, è solo una questione di tempo.

La partenza di Tor in Gamba avverrà da Courmayeur alle 10 di sabato 12 settembre. I nove endurance trailers e i loro accompagnatori avranno tempo sino
alle 16 di sabato 19 settembre - per completare le 30 tappe del programma della staffetta.
Tanti i partner di questo ambizioso progetto, come Team3gambe e Gamba in Spalla, da poco fusi in ASD Team3gambe in Spalla, sono stati affiancati da brand prestigiosi che hanno sostenuto, da subito, l’evento: Fondazione Mazzola, Cva energie, Valle d’Aosta per Dynamo Camp Consorzio tutela Prosecco Doc, DreamArt, Grana Padano, Hotel des Roses, FCA Autonomy.

Moreno Pesce, veneto di Noale, ha perso la gamba in un incidente motociclistico nel 1997; Francis Desandré, valdostano di Quart, in un incidente sul lavoro nel 1989. Sono loro le anime di Tor in Gamba: "“Il progetto è nato con la voglia di trasmettere un messaggio sociale forte alle persone diversamente abili ma anche a quelle normodotate - dichiarano - la disabilità aumenta con il pregiudizio: l’invalidità non è solo un concetto fisico ma un’ideologia radicata nel pensiero comune che immagina il disabile come persona emarginata e dalle poche possibilità fisiche. Con Tor in Gamba vorremmo provare ad abbattere
la montagna psicologica per lasciare spazio alla montagna vera”.

“Ognuno di loro – proseguono Pesce e Desandré – ha individuato in Tor in Gamba un nobile progetto per dare spazio e risalto ai valori delle proprie aziende. Siamo onorati che Valle d’Aosta per Dynamo Camp e la Fondazione Mazzola siano con noi: far conoscere e valorizzare le mission delle due associazioni è, per noi, motivo di orgoglio”.

"Abbiamo studiato le tappe – spiega Sergio Enrico, disegnatore del percorso – a misura dei nove atleti amputati che saranno al via. Ma non basta. Ognuno di loro presenta caratteristiche fisiche differenti a seconda dei diversi handicap fisici. L’idea della staffetta nasce dal rispetto delle capacità di ogni atleta che sarà impegnato nell’evento. Alcuni di loro percorreranno tratti più lunghi, altri più brevi, alcuni cammineranno in salita, altri in discesa".