Questo sito web utilizza i cookies per gestire l'autenticazione e altre funzioni. Continuando con la navigazione, l'utente acconsente all'uso di tali cookies sul suo dispositivo.

 Visualizza la Privacy Policy Approvo

Ambasciatori Paralimpici: Oney Tapia

images/medium/Atletica_Fispes_9.jpg

Cubano nato a l’Havana, Oney Tapia ha un soprannome: il guerriero. Non esiste appellativo migliore per uno che ha sempre praticato sport, passando dalla boxe al baseball fino al rugby prima che un incidente sul lavoro diventasse una sorta di sliding doors nella sua vita. Un grosso tronco lo colpisce in volto, costringendolo ad una folle quanto inutile corsa in ospedale; da lì i tentativi disperati di rimettere le cose in ordine prima del verdetto finale, quasi una sentenza nella sua vita: cecità. Ma essere un guerriero significa non arrendersi e così Tapia continua a godere delle cose belle della vita tra le quali, ovviamente, c’è anche lo sport. Inizia un nuovo percorso, da un incontro nato quasi per caso con l’atletica leggera paralimpica: “Mi chiesero di andare a fare una gara a Siracusa, presi il disco in mano, lo lanciai e feci il record italiano. Uno dopo l’altro superavo tutti i record. La vita mi si è stravolta, stravolta nel senso positivo del termine”. In breve tempo Oney arriva alla ribalta del palcoscenico nazionale e internazionale: a Siracusa, appunto,  lancia il disco ad oltre 30 metri e infrange un record che durava da oltre 14 anni nella categoria F11 ma con il passare del tempo Oney fa come il vino, migliora invecchiando, ed è così che allunga la fettuccia per misurare i suoi lanci successivi, aggiungendo il peso al disco. Il 2016 diventa il suo anno: vince la medaglia d’oro agli Europei di Grosseto nel disco con 42 e 56, ed è con questo biglietto da visita che si presenta alle Paralimpiadi di Rio. All’esordio nel più prestigioso evento sportivo paralimpico Oney non trema, anzi sarà lui a far tremare il mondo conquistando un argento storico per la Fispes e se stesso.

 

Ridurre la vita di Oney alle sole gesta sportive non sarebbe tuttavia corretto: nel 2017 partecipa a “Ballando con le Stelle” in coppia con Veera Kinnunen e anche li, complice il suo animo competitivo, si mette in gioco e trionfa; un anno dopo decide di mettere nero su bianco la sua storia, raccontandola in “Più forte del buio. Niente può fermare i miei sogni”. In tutto questo viene nominato anche Ambasciatore dello Sport Paralimpico, un’esperienza che gli permetterà di entrare in contatto con molte persone, raccontando in giro per l’Italia la storia di un lottatore che ha saputo adattarsi ad un cambiamento importante, con lo stesso spirito che animava la sua vita prima dell’incidente: “Io questo ruolo di Ambasciatore lo vivo con serenità e consapevolezza. Poter condividere la mia esperienza con tutte le persone è una bellissima cosa, perché purtroppo quando hai un incidente ti puoi buttare giù, oppure trasformarlo in un’opportunità per te stesso e diventare uno stimolo per altri. Grazie a questa veste porto l’esperienza del mondo dello sport paralimpico, cercando di  sensibilizzare le persone”.

Un girovagare per l’Italia che gli ha permesso di entrare in contatto con gente e luoghi diversi, soprattutto con l’universo scolastico, “li dove ho capito che ai nostri ragazzi bisogna dare un’istruzione precisa, corretta. Hanno bisogno di punti di riferimento perché spesso sono fragili e questo mi costringe a dare il massimo impegno per portare un messaggio positivo. Credo che ad ognuno di noi possa capitare (non lo auguro a nessuno, ndi) di diventare da un giorno o l’altro disabile, di avere un incidente che cambia la nostra vita o di chi ci sta vicino; ecco, in quel frangente dobbiamo essere preparati, dobbiamo giocare d’anticipo e affrontare quello che la vita ci riserva con consapevolezza. Essere ambasciatore è anche creare consapevolezza”.

Quello che Oney si prefigge di dare è un valore aggiunto “portando la mia esperienza che si modifica giorno dopo giorno, che si arricchisce sempre di nuove conoscenze. Sono una persona che si mette in discussione e per questo riesco ad essere molto flessibile, una flessibilità che cerco di portare anche nei posti dove mi trovo a parlare della mia vita”. Accoglienze spesso da star per l’italo-cubano che ammette: “Spesso mi sento in imbarazzo per come la gente mi accoglie ma è anche l’aspetto più bello di questo ruolo, perché significa che le persone mi apprezzano e gli piace quello che dico. Questo è uno stimolo per trovare sempre qualcosa in più da raccontare”.

Oney , in qualità di Ambasciatore, ha visitato molti posti della nostra penisola “ma vorrei essere ovunque, rispondere sempre positivamente alle richieste che mi vengono fatte. Purtroppo o per fortuna anche io però ho qualche impegno e non sempre riesco ad aderire. Però, ecco, andrei ovunque a raccontare la mia storia. C’è una persona in particolare con la quale vorrei confrontarmi: Maria De Filippi, perché credo che abbia una sensibilità particolare”.

Il campione è convinto anche della necessità di intensificare gli incontri, di “essere sempre più a parlare, ad andare all’attacco, perché più siamo a trattare temi come l’inclusione e l’uguaglianza  e più potente è  il messaggio che arriva alle persone”.

La chiusura è dedicata ad un consiglio: “Cosa consiglierei alle persone che si trovano a vivere a contatto con una persona disabile? A volte basta ascoltare e condividere momenti con maggiore attenzione, questo rappresenterebbe una crescita per tutti”.

 

La chiusura è dedicata ad un consiglio: “Cosa consiglierei alle persone che si trovano a vivere a contatto con una persona disabile? A volte basta ascoltare e condividere momenti con maggiore attenzione, questo rappresenterebbe una crescita per tutti”.