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Day 10: 65 medaglie per l'Italia. Oggi i podi sono arrivati dall'atletica, dal nuoto e dalla canoa

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La decima giornata dei Giochi Paralimpici estivi Tokyo 2020 regala al team italiano la 65esima medaglia, grazie ai risultati ottenuti dagli azzurri dell'atletica, del nuoto e della canoa. L'Italia si conferma al nono posto in classifica generale.

Atletica

A Tokyo le luci della ribalta oggi si sono accese per gli atleti marchigiani, la capitana Assunta Legnante e il mezzofondista Ndiaga Dieng, capaci di vincere un argento e un bronzo nelle rispettive specialità.

La lanciatrice non vedente, con già all’attivo un altro sigillo d’argento nel disco F11, entra in pedana del peso F11 per difendere il doppio titolo conquistato a Londra 2012 e a Rio 2016.

La gara risulta più complicata del previsto sia per la pioggia che per l’estenuante confronto con l’uzbeka Safiya Burkhanova. Con il lancio iniziale di 14,26 la pluricampionessa mondiale napoletana va subito in testa, ma la prima posizione dura poco perché la Burkhanova piazza la misura vincente di 14,78 già nella seconda prova.
Da quel momento in poi seguono due nulli, e quel 14,62 al quinto tentativo che le assicurano il secondo posto sul podio.

A fine gara ci sono solo parole di sconsolazione: “Perdere con 14.78 mi fa tanto rabbia. C’era freddo, la pedana scivolosa, tutto difficile ma quello c’è stato per tutti. Non può essere una scusa. Purtroppo forse, chiedo anche troppo a me stessa e a 43 anni non è che si può fare più quello che si faceva prima. Non posso dire di non averci provato, ma provarci e non riuscirci non è sufficiente. Peccato per il terzo lancio, quello nullo, perché era lungo. Tranne i primi due lanci, ho fatto tutto il resto in translocazione, solo che non si può fare 4,25 da ferma e 14,62 in translocazione. Questa è la cosa che mi rimprovero di più.”

In pista invece, c’è la rivincita di Ndiaga Dieng dopo il quinto posto nei 400 metri. Questa volta l’atleta di origine senegalese ci cimenta sui 1500 T20, la specialità di elezione con cui è riuscito a guadagnarsi anche il terzo posto agli Europei in Polonia. E anche qui trova un bronzo speciale frutto di una gara perfettamente controllata nei dettagli tecnici e un crono di 3:57.24, dietro al britannico Owen Miller, oro, e al russo Alexandr Rabotnitskii, argento.

Il primatista iridato degli 800 celebra questa prima soddisfazione internazionale con lo sguardo già rivolto in avanti: “Sono contentissimo veramente. Ho lavorato tanto per questi 1500 per puntare sempre più in alto, e le mie gambe e le mie capacità mi hanno dato questo risultato. Non vedevo l’ora di salire sul podio, era quello che sognavo. Dedico questa medaglia alla mia famiglia e soprattutto al mio allenatore Maurizio Iesari, non trovo le parole per ringraziarlo veramente, ai ragazzi del mio club, al mio grande amico Simone Barontini e a tutti quanti. Oggi sono voluto partire tranquillissimo, di solito parto due terzi di posizione avanti oppure in mezzo, ma sono partito da dietro per vedere come si sviluppava la situazione. Man mano ho aumentato il ritmo e alla fine sono riuscito ad arrivare terzo. Ora c’è da lavorare tanto per migliorarsi sempre di più. Io punto forte su Parigi dove voglio fare le Paralimpiadi, e le Olimpiadi negli 800 metri.”

Domani, ultimo giorno di gara per la Nazionale italiana, è il turno del “trio delle meraviglie” Martina CaironiMonica Contrafatto e Ambra Sabatini alle prese con la qualificazione dei 100 T63 per la finale della sessione serale giapponese (ore 14:26 italiana).

Canoa

L’undicesima disciplina ad andare a segno questa mattina a Tokyo è stata la canoa, grazie al bronzo conquistato da Federico Mancarella nel kayak singolo 200m KL2 al Sea Forest Waterway. Si tratta della prima, storica medaglia per la Fick, che ha fatto esordio nel mondo paralimpico a Rio 2016. Alla sua seconda avvet, il canoista emiliano del Canoa Club Bologna ha esordito in Nazionale nel 2014. Nel suo palmares una medaglia d'argento nei 200m ai Mondiali ungheresi di Szeged nel 2019. Nella finale si è piazzato terzo in 42.574, alle spalle dell’australiano Curtis McGrath (41.426) e l’ucraino Mykola Syniuk (42.503). Un regalo di compleanno anticipato visto che domani compirà 29 anni.

“Sono molto contento del lavoro che abbiamo fatto con Gianni Anderlini, che è diventato il mio allenatore da poco. Una dedica speciale va a lui per il lavoro che abbiamo fatto in quest’anno e mezzo, per averci creduto, per aver lottato ed essere stato coerente col percorso iniziato - ha dichiarato euforico Mancarella -. È stata una gara avvincente, combattuta e il pensiero va alla mia famiglia, ai miei compagni di squadra, alla mia società. Le dediche speciali per questa medaglia sono per mio nonno e mia cugina che ci hanno lasciato in questi anni e per la prematura scomparsa di Luca Bertoncelli, che era il presidente del Canoa Club Ferrara che ci ha lasciato la settimana scorsa a cui ero molto legato, perché io mi sono allenato tra Bologna, Ferrara e Cagliari. Non vedo l’ora di andare un po’ in vacanza dopo le ultime gare della stagione”.

Esulta il ct Stefano Porcu: “Una medaglia storica, che apre il nostro mondo della canoa a quello paralimpico. La inseguivamo dal 2016 però per ogni cosa ci vuole del tempo e, qui a Tokyo, Federico ha dimostrato di essere maturo per raggiungere questo traguardo straordinario. Ha fatto una gara da manuale, rimanendo sempre in zona medaglia dall’inizio sino alla fine. Ringrazio anche tutto lo staff tecnico e in particolar modo a Gianni Anderlini, che lo segue anche come allenatore personale in maniera molto diligente. Tutto questo non sarebbe stato possibile senza il grande sostegno del Cip e del suo presidente Luca Pancalli, una macchina che produce sogni e il nostro compito è di realizzarli. Come diceva Jim Morrison, tutti hanno le ali, ma solo chi sogna impara a volare. Devo anche ringraziare il presidente Luciano Buonfiglio che è qui con e che ha lottato sempre per permetterci di realizzare questo sogno”,

Nelle altre gare, terzo posto in finale B nel KL3 per Kwadzo Klokpah, mentre è stata eliminata in semifinale Veronica Biglia. Domani chiusura in bellezza con Eleonora De Paolis, impegnata alle 9:37 nella semifinale del KL1 femminile per cercare un pass nella finale che si terrà un’ora dopo.

Nuoto

Ancora una medaglia, la sesta a questi Giochi, per Stefano Raimondi. Dopo l'oro nei 100 rana, gli argenti nei 100 dorso, 100 farfalla, nella staffetta 4x100 stile libero e il bronzo nei 100 stile libero, il nuotatore veneto oggi conquista anche il secondo posto nei 200 misti SM10 grazie al tempo di 2:07.68. Davanti a lui l'ucraino Krypak (2:05.68), terzo l'olandese Takken (2:11.39). Questoil commento dell'azzurro: "Durante la gara speravo di stare di più con Maksym (l'ucraino Krypak, medaglia d'oro, ndr), ho recuperato un po' a rana e nel primo 25 dello stile libero, però poi quando lui ha messo le gambe è andato via come al solito. Non era una gara facile, sapevo che lui è più forte in tre stili e anche nel primo 50 è passato veramente forte, non pensavo così tanto. Comunque sono veramente felice anche del mio tempo, anche se pensavo di stare sotto i 2 e 7 ma dopo una settimana di gare va assolutamente bene. Sono molto stanco, a fine gara non riuscivo nemmeno a uscire dalla vasca...". 

Sono cinque, invece, le medaglie al collo di Giulia Terzi a questi Giochi. La nuotatrice lombarda ha ottenuto il terzo posto nei 50 farfalla S7: 34.32 il suo tempo, 1.33 di ritardo dalla vincitrice della gara, la canadese Dorris, che con 32.00 stabilisce anche il nuovo record mondiale. L'argento va alla statunitese Weggemann (34.30).  

La terza medaglia, per il nuoto, arriva grazie a Monica Boggioni, bronzo nei 200 misti SM5 con 3:39.50. Oro e argento alla Cina, con la Lu prima (3:20.53) e la Cheng seconda (3:20.80). Quarto posto per l'altra azzurra in gara, Giulia Ghiretti (3:40.88).

Ultimo podio della giornata quello della staffetta 4x100 mista composta da Riccardo Menciotti, Stefano Raimondi, Simone Barlaam, Antonio Fantin e Federico Morlacchi. Gli azzurri chiudono in 4:11.20, alle spalle della RPC (4:06.59) e dell'Australia (4:07.70).

Nei 100 farfalla S8, sesto posto per Alberto Amodeo con il crono di 1:04.31. La gara è stata vinta dallo statunitense Griswold (1:02.03) davanti al cinese Yang (1:03.20) e all'ucraino Dubrov (1:03.23). Nei 200 stile libero S3, quinto tempo per Vincenzo Boni (3:32.40). Oro all'ucraino Ostapchenko (3:21.62), argento e bronzo ai messicani Lopez (3:23.57) e Hernandez (3:23.93).

Si chiudono dunque le gare del nuoto con un bilancio straordinario per gli azzurri. Con l'ultimo bronzo nella staffetta il nuoto italiano conquista 39 medaglie. 11 ori, 16 argenti e 12 bronzi. 

Ciclismo

Nella gara su strada di ciclismo C4-5, ottavo Andrea Tarlao e nono Pierpaolo Addesi, che corrono rispettivamente in 2:22.35 e 2:23.53. Oro al francese le Cunff ((2:14.49), argento all'ucraino Dementyev (2:15.11), bronzo all'olandese Abraham (2:15.20).

Sitting volley

La nazionale femminile ha chiuso la sua prima partecipazione ai Giochi Paralimpici al sesto posto, battuta oggi dalle campionesse mondiali della Russia (RPC) 1-3 (25-22, 23-25, 23-25, 14-25). Le ragazze di Amauri Ribeiro non hanno sfigurato contro la forte forte formazione russa, detentrice del titolo iridato e di quello europeo.
Bosio e compagne hanno giocato un bel primo set, tenendosi sempre al comando e mettendo in grossa difficoltà le avversarie. Molto combattuti i due set successivi, vinti sempre in volata dall’RPC. Nel quarto parziale, invece, le azzurre hanno perso terreno e non sono più riuscite ad accorciare.
Tolta l’ultima frazione, quindi, la nazionale tricolore ha dimostrato di poter dar filo da torcere alla squadra Russia: segnale positivo in vista dei prossimi Campionati Europei che si svolgeranno a Kemer (Turchia) dal 17 al 23 ottobre 2021.
Una rassegna continentale che vedrà l’Italia tra le protagoniste, forte anche dell’importante esperienza di gioco acquisita nel torneo paralimpico: una partecipazione, l’Italia del sitting era l’unica formazione italiana presente negli sport di squadra, che fino a qualche stagione fa sembrava impossibile.
Da Tokyo 2020 le azzurre ripartiranno con l’obiettivo di proseguire quel percorso di crescita che nel corso degli ultimi anni ha regalato grandi soddisfazioni a tutto il movimento.

Nella sfida di oggi come formazione iniziale il ct italiano ha confermato Bellandi, Ceccatelli, Pedrelli, Aringhieri, Battaglia, Bosio e libero Biasi.
In avvio la Russia ha provato a forzare in battuta, ma l’Italia si è ben organizzata e ha tenuto testa alle avversarie (12-12). Ceccatelli in attacco è andata a segno ripetutamente, permettendo alle azzurre di portarsi al comando. Dall’altra parte della rete le russe hanno commesso diversi errori e le ragazze di Ribeiro ne hanno approfittato (21-14). Nel finale Bellandi e compagne non sono riuscite a chiudere subito il set e questo ha consentito alle avversarie di accorciare le distanze (24-22), fino all’agognato punto che ha regalato il parziale alle vice campionesse europee (25-22).
L’Italia ha confermato il suo buon momento anche nella seconda frazione, sull’8-8 grazie a un break di tre punti ha staccato le campionesse del mondo (11-8). Bosio e compagne hanno prima difeso con autorità il vantaggio, per poi incrementare consistentemente il gap (19-14). Il distacco non ha scoraggiato la Russia, capace di di dar vita a una bella rimonta (21-19), mentre le azzurre sono incappate in diversi errori (23-25).
Nella terza frazione le campionesse mondiali hanno provato a fare il vuoto (6-11) e l’Italia in un primo momento ha faticato a reagire. Con il passare del gioco le ragazze di Amauri Ribeiro sono cresciute e punto dopo punto hanno riaperto i giochi (14-15). Le due squadre da quel momento in avanti hanno dato vita a un serrato confronto (21-22). Ceccatelli e compagne ce l’hanno messa tutta per andare ai vantaggi, ma le avversarie si sono imposte (23-25).
Diverso l’andamento del quarto parziale, l’Italia ha subito il servizio delle russe e si è staccata fin dalle prime azioni (5-13). Lo svantaggio ha pesato sulle ragazze di Amauri Ribeiro, uscite sconfitte dal match con il punteggio di (14-25).

"Siamo una squadra che secondo me poteva fare meglio rispetto al sesto posto finale, le cose più belle si sono viste oggi contro la Russia - dichiara Silvia Biasi - abbiamo disputato un’ottima partita, peccato solo per ave mollato nell’ultimo set. L’esperienza della Paralimpiade ci servirà tantissimo, soprattutto per crescere e mettere in campo, già a partire dall’Europeo, le cose che abbiamo imparato.
Contro la Russia abbiamo fatto vedere cosa è in grado di fare l’Italia, mentre nelle altre partite non siamo riuscite ad esprimerci al meglio.
Vivere i Giochi Paralimpici ha rappresentato per me una grandissima emozione, è stato bellissimo confrontarsi con i migliori atleti provenienti da ogni parte del mondo e anche un onore far parte di questo gruppo”.

“Questa Paralimpiade è stata un’esperienza fantastica, anche se purtroppo a livello di risultati non è andata come speravamo - commenta Raffaella Battaglia -  abbiamo cercato di dare il nostro meglio e oggi finalmente si è visto a sprazzi il nostro gioco contro un’avversaria fortissima. Ci porteremo nel cuore quest’avventura e dovremo essere brave a farne tesoro per crescere ulteriormente.
Adesso abbiamo qualche settimana di pausa e poi ci saranno i Campionati Europei in Turchia: il fatto di aver affrontato qui a Tokyo avversarie così forti ci potrà essere di grande aiuto”.

Tiro a segno

Nel tiro a segno, 14esima posizione per Jacopo Cappelli nella R7 50m SH1 con il punteggio di 1132-22x. Primo e secondo posto per i coreani Ju (1173-59xe Park (1171-59x), terzo per il sero Suranji (1164-63x).

Tiro con l'arco

Niente da fare per Stefano Travisani Ricurvo Open individuale. L'azzurro si ferma ai sedicesimi, sconfitto 5-6 dall'indiano Singh.