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La dodicenne Giorgia Fotìa, nuotatrice di bassa statura, all’inizio della carriera paralimpica

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Ha attraversato la sua prima competizione internazionale, i Giochi Europei Giovanili Paralimpici (EPYG) di Lahti in Finlandia con la leggerezza di una farfalla e dei suoi 12 anni, Giorgia Fotìa, siracusana con acondroplasia, classe S6 e stella emergente del nuoto paralimpico. Mascotte della squadra di 58 giovanissimi paralimpici perché la più giovane, e portacolori di un gruppo, quello del nuoto, che da solo ha contribuito con 23 allori al formidabile bottino azzurro di 44 medaglie, il più grande tra tutti i 27 Paesi partecipanti. Giorgia il secondo giorno di gara ha aggiunto al conto il suo formidabile argento nei 50 farfalla, coperti in 1:06.47, su un podio per il resto tutto francese: prima la Sache (1:01.84) terza la Chapuy (1:27.62).

Per la prima volta da sola e lontana da casa, i sette giorni di trasferta e due di gara Giorgia li ha trascorsi con lo spirito festoso di una gita scolastica, giocando e scherzando nei momenti di riposo, ma poi facendo sul serio in vasca. Sempre insieme alla compagna in azzurro Caterina Meschini, come lei di bassa statura, Giorgia aveva un programma gare da sfiancare al solo pensiero: 100 dorso, 100 rana, 100 stile, 50 farfalla, 50 stile e 200 misti. “Ho sei prove, inclusi i 200 misti che non amo (e dove è stata squalificata), io sono da gare veloci, la mia specialità sono i 50 stile. Nuotare? Non mi piaceva per niente, ho cominciato per cercare di raddrizzare la schiena, un po’ curva”.

Parla a raffica, quando supera l’iniziale timidezza e dondolando sulla poltrona. Espansiva e affettuosa, curiosa di tutto, la battuta sempre pronta, una faccia sorniona e birichina che ispira simpatia immediata. “Non seguo diete particolari, prima delle gare. Magari una barretta energetica o un integratore, sì”. E’ da qualche anno che nuota, già prima di approdare alla Federazione Italiana Nuoto Paralimpico (FINP), che con lei e Meschini si apre ora anche agli atleti di bassa statura: “mi alleno con la FIN al C.C. Ortigia, da grande vorrei fare l’atleta, spero davvero che questo sia il mio inizio. A scuola? Ho la media del 7 e 8 in tecnologia”.

Tempo libero, alla sua età, ne ha ancora e ama passarlo “al telefono con le mie amiche o guardando i video dei miei youtuber preferiti. Uno a caso, xDrake”. Per la promozione a scuola, vorrebbe un solo regalo, “un costume finalmente della mia misura, mi stanno tutti grandi e tra l’altro devo andare fino a Catania a comprarli, qui dove abito non li trovo”. “Colore preferito? Rosso, perché trasmette energia”. “Piatto a tavola? La pizza, che adoro”. Il desiderio tornata dagli EPYG? “Riposo assoluto”, e ride.

Solo per un attimo in Finlandia Giorgia ha perso il sorriso e si è preoccupata, quando è stata nominata Portabandiera della Cerimonia di Apertura, in quanto la più giovane in squadra: “Certo che sono emozionata, ma peserà un quintale l’asta del Tricolore, come farò a portarla? Sono 200 metri di sfilata, troppi, mi cadrà…”, diceva un minuto prima di sfilare. Poi è salita in braccio al Tecnico nazionale Enrico Testa per la foto ricordo e si è spalancato di nuovo un sorriso contagioso. Alla Cerimonia di Chiusura, le proporzioni si sono ristabilite con l’altissimo Misha Palazzo, anche lui siciliano e azzurro del nuoto, classe S14. E’ stato lui il protagonista assoluto sui podi di Lahti, con 8 medaglie personali. Quanto azzurre erano le acque degli EPYG!

 

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