Pancalli: "Un prestigioso riconoscimento internazionale, che conferma la forza e le grandi capacità di questa atleta"

Bebe Vio è stata eletta "Sportiva dell'anno con disabilità" nel corso della 18esima edizione dei Laureus World Sport Awards 2017, la cui premiazione si è svolta a Montecarlo. L'azzurra paralimpica, che ha vinto l'oro nel fioretto individuale alle Olimpiadi di Rio, è stata scelta in un gruppo di sei atlete candidate.

I Laureus World Sports Awards, vengono assegnati ad atleti di varie discipline sportive che si sono messi in luce nel corso dell'anno. La manifestazione è stata istituita nel 1999 da Daimler AG e Richemont. Ad oggi, possono vantare il Laureus Awards nomi del calibro di Michael Schumacher, Roger Federer, Valentino Rossi, Tiger Woods e Alex Zanardi negli anni delle gare automobilistiche (edizione 2005). Bebe Vio si aggiunge alla lunga lista di atleti paralimpici eccellenti che hanno  ricevuto il Premio nel passato: la tennista Esther Vergeer, la nuotatrice Natalie Du Toit, l'ex velocista Oscar Pistorius, la sciatrice Marie Bochet. 

"Bebe Vio ottiene un prestigioso riconoscimento internazionale, che conferma la forza e le grandi capacità di questa atleta - ha commentato Luca Pancalli, presidente del Comitato Italiano Paralimpico - Bebe è ormai ambasciatrice nel mondo dei valori della grande famiglia paralimpica italiana. Siamo dunque orgogliosi di questo suo ennesimo traguardo. Si tratta, allo stesso tempo, di un riconoscimento alla mission del movimento paralimpico italiano e del CIP (Comitato Italiano Paralimpico) che da sempre lavorano per il raggiungimento degli obiettivi che sono propri del movimento paralimpico internazionale, rappresentato dall'IPC (International Paralympic Committee). Bebe Vio, insieme ad altri atleti paralimpici, sta dando un contributo importantissimo nel cambiare la percezione che la società ha della disabilità. Le sue prestazioni sportive e la sua energia rappresentano per molte persone disabili un esempio da seguire e un incitamento ad intraprendere l'attività sportiva. Oggi, dunque, per la famiglia paralimpica è un giorno di festa".

 

jj