Il Corona Virus non ferma le attività di Real Eyes Sport A.S.D.

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Dal 25 al 30 luglio, a Tirrenia (PI) si terrà un campus residenziale per bambini e ragazzi ciechi e ipovedenti, organizzato da Real Eyes Sport. Il progetto è co-finanziato, attraverso il bando “OSO Crowd Call”, dalla Fondazione Vodafone Italia, impegnata nella promozione della pratica sportiva tra le persone con disabilità fisica o cognitiva.


I giovani escono da un lungo periodo di inattività e le conseguenze, oltre che sul piano motorio, rischiano di essere importanti anche dal punto di vista sociale ed emotivo. In presenza di una disabilità tutto è ancora più marcato e per questo l’associazione sportiva dilettantistica ha deciso, nonostante le profonde difficoltà che tutte le associazioni stanno attraversando, di portare avanti l’iniziativa, con l’obiettivo di dare alle famiglie una concreta possibilità di movimento e socialità per i propri figli, nell’estate più strana degli ultimi decenni.
Il camp si rivolge a 30 bambini e ragazzi con disabilità visiva e avrà come focus l’attività motoria di base, proposta tutte le mattine presso il centro Coni di Tirrenia (uno dei 3 centri Coni in Italia), momenti di socialità come il pranzo e momenti ludici e attività in spiaggia e acqua per favorire lo sviluppo di competenze motorie in diversi ambienti che riguardano la quotidianità di tutti noi. Sarà inoltre possibile cimentarsi in molte discipline sportive quali la scherma, il judo, lo show down, il sup e il surf.

Insomma: una scorpacciata di movimento, sport, socialità, sorrisi e inclusione.
I ragazzi saranno accolti presso il Centro Le Torri di Tirrenia, struttura recettiva pensata per i non vedenti e da anni leader in Italia nell’ambito della disabilità visiva. Personale formato, percorsi dattiloplantari sul pavimento e fonti sonore sono alcune delle accortezze che rendono davvero accessibile il soggiorno in questo hotel per chi non vede.
Daniele Cassioli, presidente dell’associazione, atleta non vedente, non nasconde la propria soddisfazione:
“In questo momento di isolamento continuo in cui anche le certezze più consolidate di questi bambini e delle loro famiglie sono state cancellate dalla pandemia, è bellissimo riuscire a proporre un’attività strutturata che tenga conto delle stringenti norme vigenti e, soprattutto, della disperata necessità di movimento che ha una persona che non vede.
Stare immobili per mesi rischia di far tornare indietro questi ragazzi, in diverse sfere della loro esistenza.
Per me lo sport è stata una salvezza perché mi ha dato consapevolezze motorie, sociali e fisiche e per questo mi batto affinché, la fortuna di incontrare lo sport per chi non vede, non sia casuale ma diventi sistematica e culturalmente contemplata.
Sono anche fiero di tutto lo staff che compone la famiglia Real Eyes Sport: segretarie, progettisti, volontari, accompagnatori, sostenitori e amici. Un mix di competenze straordinarie messe al servizio di questi bambini speciali che spesso vivono un approccio alla disabilità esclusivamente assistenzialistico e rischiano di perdere il contatto con la felicità.”

Real Eyes Sport A.S.D. Ha come mission la promozione delle attività sportive per persone con disabilità, in particolare quella visiva.
L’associazione si impegna nell’organizzazione di progetti per l’avvicinamento allo sport paralimpico.
Il periodo che stiamo attraversando ha costretto ancora di più in casa molti ragazzi con disabilità e iniziative come questa sono la dimostrazione che con un lavoro di squadra tra associazioni, aziende, fondazioni ed enti locali e nazionali, la ripartenza sarà più semplice davvero per tutti.
La Fondazione Vodafone nasce dalla nota compagnia telefonica e si occupa da diversi anni della promozione dello sport paralimpico, a tutti i livelli e per tutte le disabilità. Tantissimi ragazzi grazie alle risorse messe a disposizione dalla Fondazione hanno incontrato lo sport paralimpico e soprattutto hanno trovato un bellissimo motivo per uscire di casa.
Questa iniziativa ne è una concreta dimostrazione.