Lo Sport Paralimpico va a scuola

AVVISO PUBBLICO “Lo sport paralimpico va a scuola” – anno 2020

DAL 1° SETTEMBRE SARA' POSSIBILE INVIARE LE DOMANDE DI PARTECIPAZIONE, ALL’INDIRIZZO PEC:
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In esecuzione della delibera della Giunta Nazionale CIP n. 322 del 25/06/2020, il Comitato Italiano Paralimpico (di seguito CIP) al fine di incoraggiare l’avvicinamento di bambini ed adolescenti con disabilità alla pratica di attività motorie fisiche e sportive paralimpiche, promuove il raccordo fra le realtà sportive del territorio e le scuole, mettendo a disposizione delle associazioni e società sportive paralimpiche risorse economiche pari a complessivi € 70.000,00 per lo svolgimento di corsi di orientamento ed avviamento alla pratica sportiva paralimpica rivolti ad alunni e studenti con disabilità frequentanti le scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado, nel periodo ottobre – dicembre 2020.
I corsi saranno svolti in orario extrascolastico e prevedono la partecipazione a titolo gratuito per gli alunni e gli studenti coinvolti.
Compatibilmente con le disponibilità di Bilancio e tenuto conto dell’interesse che sarà registrato in termini di partecipazione, potrà essere deliberata l’integrazione del fondo e la prosecuzione dell’iniziativa per l’intera durata dell’anno scolastico 2020/2021.

→ Clicca e vai all' Avviso Pubblico “Lo sport paralimpico va a scuola”

Scarica i moduli per richiedere la partecipazione all’Avviso Pubblico. A partire dal 1° settembre 2020, sarà disponibile l’indirizzo di posta elettronica certificata cui inviare la modulistica richiesta:

1. Domanda di partecipazione
2. Accordo di Collaborazione ASD/SSD e Istituto Scolastico
3. Cronoprogramma Corso
4. Modulo Tesseramento/Adesione Alunni-Studenti e Tecnici
5. Richiesta liquidazione contributo
6. Registro Corso Avviamento
7. Informativa Privacy Atleti Alunni-Studenti
8. Informativa Privacy Tecnici

 
 
 
 
 
 

Mission del CIP a Scuola

Le attività rivolte al mondo della scuola, universo nel quale quotidianamente i giovani formano la loro personalità e costruiscono il sistema dei valori, occupano un posto di primo piano nella definizione delle politiche del CIP, volte a promuovere, su tutto il territorio nazionale, la massima diffusione della cultura paralimpica e l’avvicinamento alla pratica sportiva di un numero sempre più elevato di giovani con disabilità.  

Per compiere la sua mission, il Comitato Italiano Paralimpico ha avviato, già a partire dal quadriennio 2013-2016, una stretta collaborazione con il MIUR, rafforzata a seguito del riconoscimento del CIP quale ente autonomo con personalità giuridica di diritto pubblico,  che ha contribuito a far crescere  la partecipazione dei ragazzi con disabilità su progetti e iniziative a livello territoriale e nazionale indirizzati alle Istituzioni Scolastiche, in piena condivisione con il mondo sportivo olimpico.

Si avvale, inoltre, del contributo della Commissione Nazionale Scuola, istituita dalla Giunta Nazionale e composta da esperti del mondo sportivo e scolastico. Suo il compito di supportare la pianificazione e lo sviluppo delle attività del CIP rivolte alla Scuola ed alle Università.

Componenti:

BREDA Remo (Presidente)
AMBROSIO Marinella
CASALINI Linda
CECILIANI Andrea
CUOZZO Gaetano
GANCI Gaspare
GOMEZ PALOMA Filippo
MANARA Anna Maria
MANCUSO Antonino
MASTRODOMENICO Rossano
MILANI Melissa
MIOLA Sira
PECIAROLO Marco
NACCARI Dario

Attività dell'Ufficio Scuola CIP

Per attuare e promuovere sempre più concretamente la cultura dell’inclusione nel segno dello sport, il CIP

  • partecipa con MIUR e Sport e Salute spa agli Organismi di coordinamento per la realizzazione e gestione delle attività motorie e sportive a scuola e collabora in molteplici iniziative, dai Campionati Studenteschi, al progetto Sport di Classe, dal progetto Scuole Aperte allo Sport, al programma di sperimentazione dedicato agli studenti-atletidi alto livello. Partecipa, altresì, alla procedura unificata di acquisizione e valutazione dei Progetti Nazionali che vengono proposti dagli organismi sportivi affiliati al CIP ed al CONI, per essere sviluppati all’interno delle istituzioni scolastiche.
  • incentiva lo svolgimento di attività di divulgazione della cultura paralimpica e di orientamento ed avviamento allo sport paralimpico  di alunni e studenti frequentanti gli istituti di istruzione primaria e secondaria, attraverso percorsi condivisi con i singoli istituti scolastici che, nel quadro delle autonomie scolastiche e tenendo conto dello specifico contesto di riferimento, siano interessati a collaborare per arricchire la crescita culturale e la formazione dei propri iscritti attraverso progetti che favoriscano la piena inclusione e l’ampliamento delle opportunità di apprendimento e sviluppo della personalità tramite l’attività paralimpica.

Regolamento Convenzionamento Istituti Scolastici

Modulo Convenzionamento per Istituto Scolastico

  • favorisce iniziative formative ed informative orientate ad accrescere la conoscenza dello sport Paralimpico fra i laureati in scienze motorie e fra gli insegnanti, primi fra tutti quelli di educazione fisica, pietre miliari nel percorso di avvicinamento allo sport dei giovanissimi.
  • promuove il raccordo fra la scuola e le realtà sportive sul territoriosostenendo l’associazionismo sportivo attraverso l’assegnazione di contributi su progetti. 

Campionati Studenteschi

Indetti ed organizzati dal MIUR in collaborazione con Sport e Salute e CIP, con il coinvolgimento di vari organismi sportivi olimpici e paralimpici, regioni ed enti locali,promuovono le attività sportive individuali e a squadre degli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado.

Favoriscono l'inclusione attraverso una formazione che va oltre gli ambiti disciplinari e coinvolge gli alunni su tematiche di carattere etico e sociale, guidandoli nell'acquisizione di valori e stili di vita positivi. Le Finali Nazionali dei CS rappresentano la conclusione di un percorso che inizia in ambito di Istituto, passando poi, progressivamente, per le fasi provinciali e regionali fino a quella nazionale.

Il CIP mette a disposizione, direttamente e attraverso gli organismi sportivi riconosciuti, le proprie competenze a supporto della partecipazione degli alunni con disabilità in condizioni di pari opportunità. 

Sport di Classe

Il Progetto Sport di Classe, promosso da MIUR e Sport e Salute spa, in collaborazione con CIP, CONI, Regioni, Enti Locali e diverse Federazioni Sportive Nazionali,ha comeobiettivo la valorizzazionedell’educazione fisica e sportiva nella scuola primaria per le sue valenze trasversali, nell’ottica della piena inclusione.

Il Cip partecipa alla formazione dei Tutor favorendo, attraverso i necessari adattamenti, il pieno coinvolgimento dei ragazzi con disabilità nelle attività proposte alla classe, affinché lo svolgimento dell’attività motoria si ponga come momento di effettiva aggregazione. I tutor svolgono inoltre un’importante funzione di informazione e collegamento fra il mondo paralimpico, la scuola primaria e le famiglie.

Progetto Scuole Aperte allo Sport

Un progetto sportivo ed educativo MIUR - Sport e Salute, che coinvolge anche il CIP,  destinato alle scuole secondarie di primo grado e che prevede la collaborazione tra il mondo scolastico e quello sportivo, in orario curricolare ed extracurricolare, per promuovere i valori educativi e la pratica dello sport olimpico e paralimpico

Progetto Sperimentazione Studenti-Atleti 

Programma sperimentale destinato a studenti-atleti olimpici e paralimpici di alto livello frequentanti gli istituti di istruzione secondaria di secondo grado, nato con l’obiettivo di fornire uno strumento utile a superare le difficoltà legate alla non regolare frequenza delle lezioni.

Il Corona Virus non ferma le attività di Real Eyes Sport A.S.D.

Dal 25 al 30 luglio, a Tirrenia (PI) si terrà un campus residenziale per bambini e ragazzi ciechi e ipovedenti, organizzato da Real Eyes Sport. Il progetto è co-finanziato, attraverso il bando “OSO Crowd Call”, dalla Fondazione Vodafone Italia, impegnata nella promozione della pratica sportiva tra le persone con disabilità fisica o cognitiva.


I giovani escono da un lungo periodo di inattività e le conseguenze, oltre che sul piano motorio, rischiano di essere importanti anche dal punto di vista sociale ed emotivo. In presenza di una disabilità tutto è ancora più marcato e per questo l’associazione sportiva dilettantistica ha deciso, nonostante le profonde difficoltà che tutte le associazioni stanno attraversando, di portare avanti l’iniziativa, con l’obiettivo di dare alle famiglie una concreta possibilità di movimento e socialità per i propri figli, nell’estate più strana degli ultimi decenni.
Il camp si rivolge a 30 bambini e ragazzi con disabilità visiva e avrà come focus l’attività motoria di base, proposta tutte le mattine presso il centro Coni di Tirrenia (uno dei 3 centri Coni in Italia), momenti di socialità come il pranzo e momenti ludici e attività in spiaggia e acqua per favorire lo sviluppo di competenze motorie in diversi ambienti che riguardano la quotidianità di tutti noi. Sarà inoltre possibile cimentarsi in molte discipline sportive quali la scherma, il judo, lo show down, il sup e il surf.

Insomma: una scorpacciata di movimento, sport, socialità, sorrisi e inclusione.
I ragazzi saranno accolti presso il Centro Le Torri di Tirrenia, struttura recettiva pensata per i non vedenti e da anni leader in Italia nell’ambito della disabilità visiva. Personale formato, percorsi dattiloplantari sul pavimento e fonti sonore sono alcune delle accortezze che rendono davvero accessibile il soggiorno in questo hotel per chi non vede.
Daniele Cassioli, presidente dell’associazione, atleta non vedente, non nasconde la propria soddisfazione:
“In questo momento di isolamento continuo in cui anche le certezze più consolidate di questi bambini e delle loro famiglie sono state cancellate dalla pandemia, è bellissimo riuscire a proporre un’attività strutturata che tenga conto delle stringenti norme vigenti e, soprattutto, della disperata necessità di movimento che ha una persona che non vede.
Stare immobili per mesi rischia di far tornare indietro questi ragazzi, in diverse sfere della loro esistenza.
Per me lo sport è stata una salvezza perché mi ha dato consapevolezze motorie, sociali e fisiche e per questo mi batto affinché, la fortuna di incontrare lo sport per chi non vede, non sia casuale ma diventi sistematica e culturalmente contemplata.
Sono anche fiero di tutto lo staff che compone la famiglia Real Eyes Sport: segretarie, progettisti, volontari, accompagnatori, sostenitori e amici. Un mix di competenze straordinarie messe al servizio di questi bambini speciali che spesso vivono un approccio alla disabilità esclusivamente assistenzialistico e rischiano di perdere il contatto con la felicità.”

Real Eyes Sport A.S.D. Ha come mission la promozione delle attività sportive per persone con disabilità, in particolare quella visiva.
L’associazione si impegna nell’organizzazione di progetti per l’avvicinamento allo sport paralimpico.
Il periodo che stiamo attraversando ha costretto ancora di più in casa molti ragazzi con disabilità e iniziative come questa sono la dimostrazione che con un lavoro di squadra tra associazioni, aziende, fondazioni ed enti locali e nazionali, la ripartenza sarà più semplice davvero per tutti.
La Fondazione Vodafone nasce dalla nota compagnia telefonica e si occupa da diversi anni della promozione dello sport paralimpico, a tutti i livelli e per tutte le disabilità. Tantissimi ragazzi grazie alle risorse messe a disposizione dalla Fondazione hanno incontrato lo sport paralimpico e soprattutto hanno trovato un bellissimo motivo per uscire di casa.
Questa iniziativa ne è una concreta dimostrazione.

Stefano Gori esce dal tunnel e vede la luce ad ogni appuntamento tricolore

Il lucchese Stefano Gori è sempre alla ricerca di nuove motivazioni e pur essendo affetto dalla cecità totale riesce a trovare la luce con lo sport e l'atletica leggera paralimpica in particolare, grazie al suo impegno ed al conseguimento di grandi risultati.

Nei primi anni della sua malattia (retinite pigmentosa ndr) che scoprì nell'84 all'età di 24 anni fino a perdere completamente la vista quattro anni dopo, lo sport gli ha permesso di sperimentare diverse sensazioni facendogli capire che il conseguimento del risultato gli consente di assaporare comunque gioie e la voglia di vivere, tanto da non sentirsi inferiore agli altri, anzi oggi con 82 titoli italiani vinti nelle specialità di atletica paralimpiche è orgoglioso di essere arrivato dove altri non riescono.

A 60 anni si sente ancora giovane anche se le sfide si sono fatte più impegnative e l'abitudine a vincere con poco sforzo non è più sufficiente. Così ha sviluppato quello che a volte la pigrizia giovanile non consente: la costanza e la capacità di resistere alla fatica intensificando gli allenamenti in quelle discipline dell'atletica dove ha dimostrato di avere maggiore predisposizione. Le sue tecnologie usate per superare le barriere dell'accessibilità sono esclusivamente gli sforzi personali che gli consentono di essere sempre un numero uno anche se non vogliono essere un vanto per se stesso ma il suo scopo rimane quello di trasmettere le sue esperienze ai giovani, agli ipovedenti e soprattutto a coloro che hanno il suo stesso handicap e non riescono a reagire.

"La vita - ripete spesso - è comunque bella, anche quando è difficile come nel mio caso ed anche con la cecità si deve imparare a reagire. Non riuscire a sopportare la cecità è triste, non essere cieco!".

La sua vita scorre dedicando molto tempo all'inclusione sociale e con le sue esperienze riesce ad essere di aiuto agli altri facendo intendere che la malattia non deve essere una privazione, ma un impegno ad essere efficienti anche nel lavoro e lui lo dimostra nella professione di centralinista dell'agenzia delle entrate, perché vuole sacrificarsi come un normodotato.

DOPO LA MALATTIA SCOPRI' I BENEFICI DELL'ATLETICA E LA SUA VITA SI TRASFORMO'

Gli anni peggiori del campione italiano di diverse discipline di atletica, furono dopo aver scoperto la malattia e non sapere come reagire. Ma poi tutto ad un tratto la vita per lui continuava a scorrere con sollecitudini a livello mentale che gli ridettero la gioia di vivere. "Devo ringraziare l'amico Gianfranco Delli, scomparso diversi anni fa, perchè i suoi consigli di praticare l'atletica mi cambiarono la vita. Fino ad allora già mi piaceva correre e facevo parte del G.S. Marciatori Morianesi. Partecipavo alle corse non competitive del TPL, ma portavo già a termine anche le ultra maratone come la Pistoia-Abetone, la Reggello-Valleombrosa e la Firenze Faenza, accompagnato dalle guide che si stancavano più di me per tenere il ritmo. Sentivo dentro la voglia di raccogliere i miei impegni con risultati importanti ed è per questo che ho iniziato a cimentarmi nei campionati ufficiali paralimpici confrontandomi anche con atleti più giovani nella categoria T11, riservata ai non vedenti di qualsiasi età. Da allora ho raccolto 82 titoli tricolori vincendo sulle distanze dei 60 metri, 100, 200 e 400 piani. Salto in lungo e salto in alto,getto del peso e pentathlon. Nelle gare veloci accompagnato nelle corsie dalla guida e nei salti mi sono avvalso della voce a distanza nella dinamica dei movimenti.

"Tanti titoli, tante soddisfazioni, troppo lungo sarebbe ricordarli tutti ma quale ricorda dal punto di vista emotivo?

"Direi il primo che conquistai sulla distanza dei 400 metri piani nel 98 ad Empoli nella pista del "Castellani". Ho ancora in visione quel momento. Era il secondo anno che partecipavo ai campionati e subito dopo il successo ho capito che si può sconfiggere qualsiasi malattia e quanto sia importante star bene a livello mentale: ecco, è li che dobbiamo essere reattivi per superare qualsiasi ostacolo".

L'IMPORTANZA DELLE GUIDE E L'AMICIZIA CON IVANO FANINI

Gli amici e le guide sono importanti per la formazione spirituale e morale di Stefano Gori. Vogliamo ricordare le persone che le sono vicine e che soprattutto le fanno da guida? "Io-risponde il campione- li definisco i miei Angeli Custodi. Mi accompagnano non soltanto in pista ma anche facendo assieme a me centinaia di chilometri per raggiungere il luogo delle gare. Sono grandi amici e senza di loro mi mancherebbe il supporto per mettere in pratica tutti i miei sacrifici. Voglio ricordarli tutti: Mario Pardini, Glauco Magnelli, Marco Guidotti, Marco Del Medico, Francesco Niccoli, Patrizio Andreoli e Aron Zaretti. Anche dagli ambienti esterni ho sempre avuto dei sostegni importanti. Vorrei citare Ivano Fanini, presidente della squadra ciclistica professionisti Amore & Vita-Prodir. Ha sempre segnalato atteggiamenti di disponibilità e solidarietà ai miei impegni sportivi, lui che sa veramente quanti sacrifici bisogna fare per essere competitivi nello sport".

Ivano Fanini, chiamato in causa risponde: "Conobbi Stefano in una edizione del Premio Fedeltà allo Sport. Fino ad allora ne avevo sentito parlare per le sue imprese. Nacque fra di noi un'amicizia spontanea raffrontandoci sulle nostre storie sportive. Gori è un campione soprattutto di lealtà sportiva e di generosità".

Corre per il G.S.Sempione 82, presieduto da Elisabetta Sacca. "La squadra fu fondata nell'82 da Angelo Petrulli, scomparso da pochi anni. Colui che assieme al vice presidente Lorenzo Sacca mi volle tesserare, dopo che dal 1996 al 2018 ho gareggiato per l'Unione Italiana Ciechi di Pisa, trascorrendo 22 anni splendidi in una società alla quale sarò legato per sempre, così come al suo presidente Sandro Bensi. L'ASD Sempione vanta dieci titoli italiani a squadre, svolgendo la sua attività con atleti di diverse discipline sportive affetti di disabilità fisica e intellettiva. Ha sede nella provincia di Verbano-Cusio-Ossola. Nel 2019 non siamo riusciti per pochissimo a centrare l'11° scudetto. Spero che ci rifaremo una volta che potremo tornare a correre, dopo che sarà debellato il coronavirus".

RELATORE NELLE SCUOLE DI 5 REGIONI ITALIANE

Ambasciatore dello sport di una quarantina di comuni italiani, una onorificenza assegnatagli per la divulgazione dello sport nelle scuole con le sue relazioni sull'abbattimento delle barriere, prevenzione stradale e volontariato, Gori è anche insignito dal 2011 dei gradi onorifici di Commendatore della Repubblica italiana per alti meriti sportivi e dal 2006 di cavaliere della Repubblica Italiana.

"Ringrazio di tutta questa stima e vorrei farlo particolarmente verso il Comune di Capannori che, con la giunta Del Ghingaro prima e di Menesini adesso, contribuisce alle mie spese nei vari trasferimenti.".

Da diversi anni viene chiamato da dirigenti scolastici delle regioni Piemonte, Lombardia, Veneto, Toscana e Liguria a fare da relatore nelle scuole di 1.o e 2.o grado a trasmettere le sue esperienze sportive. Diversi gli argomenti trattati per avviare i giovani ad una educazione e ad un sano comportamento nella loro crescita. Un esempio per avere rispetto di loro stessi, degli altri e delle regole che stanno a salvaguardia della convivenza civile. Alcune di queste norme sono raccolte dei codici della strada ed hanno lo scopo di informare gli studenti preparandoli ad un sano comportamento.

"Questa mia attività - conclude il campione - penso mi terrà impegnato anche quando avrò attaccato le scarpette al chiodo. Mi colpisce lo sviluppo cognitivo ed emotivo dei bambini e la loro gioia colma di curiosità. Avrò ricevuto mille lettere, nelle quali mi dedicano poesie, sensazioni e storie. A volte mi dicono gli insegnanti che sono riuscito a catturare l'attenzione anche dei bambini più vivaci. Mi fa piacere essere utile a raccontare la mia vita invitandoli ad impegnarsi per migliorare il loro futuro. Un futuro che mi preoccupa per la poca attenzione che si dedica alla natura. Invito già in età giovanile i ragazzi a rispettare l'ambiente, usando prodotti compostabili e biodegradabili, facendo un corretto utilizzo di ciò che no lo è ".

Quel ragazzo pieno di entusiasmo che è cresciuto nella frazione di Ponte a Moriano e che ha trovato la tranquillità familiare unendosi in matrimonio nel 2009 con la seconda moglie Pierangela Pierini è diventato un esempio di comportamento percorrendo tappe evolutive nel contesto sociale. Un ragazzo di appena 60 anni che vede sempre la luce in fondo al tunnel.