Sitting volley

Sitting volley

Il Sitting Volley è uno sport inclusivo derivato dalla pallavolo, introdotto nei Paesi Bassi nel 1956/57 come disciplina adattata per la pratica sportiva delle persone con disabilità. In Italia il Sitting Volley può essere praticato all'interno delle attività gestite dalla Federazione Italiana Pallavolo, la quale è stata riconosciuta dal CIP nel 2013.

Consiste in una pallavolo giocata stando seduti sul pavimento: il campo è più piccolo e la rete più bassa. Il giocatore nel momento in cui tocca la palla deve trovarsi con le natiche a contatto con il pavimento. È uno sport che può essere praticato da persone con disabilità (atleti con amputazioni, paraplegie e altre limitazioni funzionali) e al tempo stesso anche da soggetti normodotati, Inoltre, per praticare questa disciplina, non serve l'utilizzo di alcun tipo di attrezzatura o ausilio sportivo. Per queste caratteristiche il sitting volley viene promosso come sport inclusivo che favorisce l'integrazione sociale. Per quanto riguarda le Paralimpiadi il solo torneo maschile di sitting fu inserito come disciplina dimostrativa nel 1976 a Toronto, per poi entrare ufficialmente nel programma paralimpico dal 1980 ad Arnhem in Olanda. Dai Giochi Paralimpici di Atene 2004 è stato inserito anche il torneo femminile. La struttura del Sitting Volley della FIPAV, che fa parte dell'area Squadre Nazionali, ha svolto negli ultimi anni un'intensa attività formativa per le società affiliate, sia a livello divulgativo che promozionale. Diverse sono le opportunità per cimentarsi nella disciplina paralimpica, la competizione più importante a livello territoriale è sicuramente il Campionato Italiano per società.

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