Addio ad Alex Zanardi, leggenda dello sport mondiale e simbolo del movimento paralimpico

Il Presidente del CIP Marco Giunio De Sanctis ricorda il campione: “Ha cambiato per sempre lo sport e la cultura paralimpica”. Disposto un minuto di silenzio in tutte le competizioni di oggi e domani

Addio ad Alex Zanardi, leggenda dello sport mondiale e simbolo del movimento ...

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Il mondo dello sport perde uno dei suoi protagonisti più luminosi: Alex Zanardi, scomparso all’età di 59 anni, lascia un’eredità straordinaria fatta di imprese, determinazione e valori indelebili.

Prima protagonista nel grande automobilismo internazionale, fino alla Formula 1, Zanardi aveva già dimostrato talento, carattere e capacità fuori dal comune. Ma è nella sua seconda vita sportiva che ha raggiunto una dimensione leggendaria, diventando uno dei più grandi atleti della storia paralimpica.

Nell’handbike ha dominato la scena internazionale, conquistando complessivamente sei medaglie ai Giochi Paralimpici: due ori e un argento a Londra 2012, due ori e un argento a Rio 2016. Successi che raccontano solo in parte la grandezza di un atleta che ha saputo andare ben oltre il risultato sportivo, trasformando ogni traguardo in un simbolo di rinascita e possibilità.

Zanardi è stato infatti molto più di un campione: è stato il volto, la voce e il motore della crescita del movimento paralimpico, contribuendo in maniera determinante alla diffusione della cultura paralimpica in Italia e nel mondo, grazie anche alla sua straordinaria capacità comunicativa e alla sua autenticità.

«Ho avuto il privilegio, in qualità di capo missione, di vivere accanto ad Alex l’edizione dei Giochi Paralimpici di Londra 2012, entrata nella storia del movimento paralimpico. Resta un’immagine simbolica e indelebile quella di Alex che, dopo la vittoria, solleva la sua handbike al cielo in un gesto diventato iconico. Anche a Rio de Janeiro ha saputo confermarsi ai massimi livelli, aggiungendo altre straordinarie medaglie al suo palmarès.

Alex è stato prima un grande campione dello sport, protagonista anche in Formula 1, e poi un atleta paralimpico capace di riscrivere la storia. Ma soprattutto è stato colui che ha davvero lanciato il movimento paralimpico, contribuendo in maniera decisiva alla diffusione della sua cultura, in Italia e nel mondo.

È stato un grande comunicatore, un uomo capace di arrivare a tutti con semplicità e forza. Avrebbe potuto ricoprire qualsiasi ruolo, perché era un campione straordinario nello sport e nella vita. La sua immediatezza, la sua autenticità e la sua umanità resteranno un patrimonio indelebile.

Per onorare la sua memoria, ho disposto un minuto di silenzio in tutte le competizioni paralimpiche in programma oggi e domani», ha dichiarato il Presidente del Comitato Italiano Paralimpico, Marco Giunio De Sanctis.

Il Comitato Italiano Paralimpico si unisce al dolore della famiglia e dell’intero movimento sportivo, rendendo omaggio a un atleta che ha saputo riscrivere i limiti e ridefinire il significato stesso della parola “impossibile”.

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