
Sarà la prima delle 6 discipline sportive del programma, a debuttare ai Giochi Paralimpici di Milano Cortina, esattamente come avvenuto per il curling olimpico. L’Italia del mixed double scenderà sulla pista di ghiaccio del Palazzetto di Cortina contro la Corea il 4 marzo, in anticipo di due giorni rispetto alla cerimonia di apertura a Verona.
C’è grande attesa per questo esordio che segna il ritorno del curling in carrozzina azzurro ai Giochi dopo un digiuno di 16 anni dall’ultima apparizione a Vancouver 2010. L’ingresso della disciplina ai Giochi data invece al 2006 e avvenne all’edizione di Torino. Dopo la Paralimpiade canadese il movimento ha attraversato una fase di ricostruzione, mancando la qualificazione per Sochi 2014, PyeongChang 2018 e Pechino 2022.
Il ritorno nel 2026 rappresenta una sfida tecnica che richiede una precisione millimetrica e una gestione dello stress fuori dal comune e anche culturale, per uno sport di nicchia che alle recenti Olimpiadi ha segnato il record di seguito e pubblico, diventando addirittura un fenomeno social.
A Milano Cortina 2026 sono previsti due eventi medaglia, il torneo a squadre miste e il torneo di doppio misto che verrà disputato per la prima volta.
Il torneo a squadre miste vedrà la partecipazione di 10 squadre, mentre otto coppie si sfideranno nel doppio misto.
Il Curling in carrozzina si differenzia dal Curling tradizionale in quanto non prevede la presenza di sweeper (colui che con il movimento della scopa precede e agevola la traiettoria della stone, ndr). Ciò rende la precisione dei tiri sin dal momento del rilascio e la strategia ancora più importanti per gli atleti paralimpici.
La Cina ha vinto l'oro nelle ultime due edizioni dei Giochi Paralimpici Invernali, mentre il Canada è il Paese di maggior successo in questo sport e vanta tre medaglie d'oro.
La versione paralimpica di questa disciplina invernale è riservata alle persone con disabilità agli arti inferiori che appunto utilizzano una carrozzina. Il lancio della stone avviene con l’utilizzo di un apposito braccio telescopico (extender) direttamente dalla carrozzina, che deve rimanere immobile durante il tiro.
Gli azzurri
La squadra italiana mescola l'esperienza dei veterani, che hanno vissuto l'emozione dei Giochi passati, con l'energia di nuovi talenti ben quattro, esordienti.
Egidio Marchese è il capitano, il veterano e simbolo del movimento. Già presente a Torino 2006 e Vancouver 2010, la sua partecipazione a Cortina rappresenta un record di longevità e una guida carismatica per tutto il team.
Angela Menardi è un’altra colonna storica della nazionale. Anche lei faceva parte della spedizione di Vancouver 2010, giocando sul ghiaccio di casa, originaria di Cortina, la sua profonda conoscenza dell’impianto ampezzano sarà un fattore campo determinante.
Fabrizio Bich, esordiente ai Giochi è un atleta di grande solidità, rappresenta la crescita tecnica del gruppo negli ultimi anni, contribuendo in modo decisivo alla risalita nel ranking mondiale.
Matteo Ronzani volto nuovo che completa il roster, portando freschezza tattica e determinazione in un gruppo che punta a sorprendere le grandi potenze come Cina e Canada. Giuliana Turra, new entry del gruppo che promette di aggiungere brio e grinta alla prestazione azzurra. Giuliana è tra gli ospiti di Sanremo, insieme ad altri campioni di questi Giochi: sfileranno portando in alto i valori paralimpici sul palcoscenico più celebre d’Italia.
Orietta Bertò sarà protagonista annunciata non solo nel torneo a squadre ma anche nel debutto paralimpico del Doppio Misto, dove l'intesa con il partner di gara sarà fondamentale.
Paolo Ioriatti sarà in coppia con Bertò. Hanno dimostrato negli ultimi mondiali di poter competere ai massimi livelli internazionali grazie a una tecnica di rilascio estremamente pulita.
Qualche nota tecnica
Una squadra è composta da 4 giocatori più un'eventuale riserva. Per regolamento, la squadra deve essere mista, cioè deve includere almeno un uomo e una donna. E ogni partita si gioca sulla distanza di 8 ‘end’, le frazioni di gioco. Alle Olimpiadi sono 10, ma nella versione paralimpica il numero è ridotto per gestire meglio i tempi e l'energia degli atleti ma anche le temperature e la tenuta del ghiaccio per oltre due ore di competizione. L'obiettivo è lo stesso della versione in piedi: lanciare le proprie stone (realizzate in granito e del peso di circa 20 Kg) sul ghiaccio in modo che si fermino il più vicino possibile al centro del bersaglio, chiamato ‘house’. Ogni squadra lancia 8 stone per end: 2 per ogni giocatore, che lancia da postazione fissa. In totale vengono lanciate 16 pietre a ogni frazione. L'asta telescopica che si aggancia al manico della stone e molti atleti usano è per spingere la pietra, senza doversi chinare eccessivamente. Alla fine di ogni end, la squadra con la stone più vicina al centro segna un punto per ogni pietra che si trova più vicina al centro rispetto alla migliore pietra degli avversari.