Sport e inclusione, al ligure Furio Dioguardi il premio Coni dedicato a Emiliano Mondonico

Per aver promosso il valore sociale dello sport come strumento di inclusione e di integrazione anche attraverso la creazione dell'Entella Sitting Volley

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Prestigioso riconoscimento per il tecnico e creatore dell'Entella Stting Volley il ligure Furio Dioguardi. Il Coni lo ha insignito del 'Premio in memoria di Emiliano Mondonico'.

Il premio, che è parte del progetto Sport e Integrazione, è promosso dal ministero del Lavoro e delle politiche sociali in collaborazione con Sport e Salute, ed è diretto alla valorizzazione di tecnici, dirigenti e/o altri operatori del mondo sportivo, nonchè associazioni sportive dilettantistiche in grado di interpretare, in campo e fuori, il valore sociale dello sport come strumento di inclusione e di integrazione. Il riconoscimemnto si ispira alla figura di Emiliano Mondonico, calciotore e allenatore capace, con il suo operatro, di farsi portavoce della dimensione partecipativa dello sport.

Anni di impegno come educatore, nella scuola come insegnante di sostegno, ora come docente di storia e filosofia al liceo, per sei anni ha portato avanti iniziative di inclusione nel carcere di Marassi a Genova. Ora è arrivato un riconoscimento di valore a livello nazionale che si ispira a una figura come quella di Mondonico.

"Fa piacere - commenta Dioguardi - dà ulteriore stimolo per andare avanti e proseguire su questa strada. Considero lo sport come uno strumento per migliorare la società. Vedere il sorriso e la felicità, il fare gruppo di chi fa sport paralimpico ripaga di tutto, è una grande gratificazione". L'impegno nello sport per tanti anni come allenatore di pallavolo, poi la decisione di dedicarsi alla pallavolo paralimpica e la nascita dell'Entella Sitting Volley.

Il Comitato paralimpico della Liguria promuove lo sport e sottolinea l'importanza di avviare i ragazzi alle diverse discipline già nell'ambito della scuola come volano per l'inclusione, l'integrazione e sviluppo della persona. "C'è ancora tanto da fare - spiega Dioguardi -. Prima di tutto sotto un aspetto culturale. In questo senso sono importantissimi i corsi e le diverse iniziative ma bisogna superare una certa concezione che si limita alla compassione e al pietismo. E poi servono progetti di inclusione capaci di coinvolgere le persone disabili per fargli conoscere e avvicinarli alle diverse discipline sportive" conclude il tecnico.

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