
All’ITTF World Para Challenger Lignano Giada Rossi ha conquistato la sua settima vittoria consecutiva. In classe 2 ha battuto in finale per 3-0 (11-4, 11-3, 11-3) l’argentina Coty Garrone
«Di solito - commenta la pordenonese di Zoppola - contro di lei è sempre stato difficile negli Open, perché ha un gioco complicato da fronteggiare, con palle mezze lisce e mezze tagliate. Ho sempre sofferto un po’ le cose a metà. Nelle grandi manifestazioni, invece, fra me e lei è sempre andata liscia, perché l’ho sempre incrociata nei primi turni. In quelle occasioni si è focalizzati sull’obiettivo fin dai primi incontri. Questa volta sono contenta, pur essendo un torneo ho dominato. Quest’anno il grande obiettivo sarà a novembre con i Mondiali di Pattaya, e voglio avvicinarmi dando il 100% in ogni match».
In allenamento il lavoro è veramente intenso: «Ci stiamo concentrando molto sui tagli profondi, stando avanti con il gomito, e sui cambi stretti fra diritto e rovescio. Nel corso degli anni gli acciacchi non sono mancati e fisicamente stiamo lavorando per distendere le spalle, quando mi contraggo ho anche problemi di respirazione, che se accadessero durante le gare mi condizionerebbero molto. Bisogna abituarsi a questa necessità di gareggiare più spesso, per guadagnare punti. Mi aspetta un bel tour de force. A fine aprile e inizio maggio giocherò in Montenegro, al rientro avremo ii playoff di serie A1 e poi disputerò il Challenger e il torneo Elite a Lasko. Saranno tutti appuntamenti importanti. Avendo perso la finale degli Europei, devo ancora qualificarmi ai Mondiali e le qualificazioni chiuderanno a fine luglio».
Fra tre settimane Giada supererà la francese Isabelle Lafaye e diventerà l’atleta di classe 2 con il maggior numero di settimane al comando del ranking nella storia, a quota 250 settimane: «Sono stata per la prima volta in testa alla classifica nel 2019. Sono felice è un traguardo incredibile e testimonia nel modo migliore la mia lunga permanenza ai massimi livelli, anche se poi mi sono aggiudicata i Mondiali e le Paralimpiadi da n. 2 al mondo. Per una questione scaramantica spero di non trovarmi n. 1 in occasione della rassegna iridata».
Dopo la vittoria di Giada Rossi in classe 2, Matteo Parenzan non ha mancato l’appuntamento con il primo gradino del podio in classe 6.
In semifinale aveva eliminato in tre set il suo avversario più pericoloso, il danese Peter Rosenmeier, testa di serie n. 1, e in finale si è ripetuto per 3-0 (12-10, 12-10, 11-4) sul polacco Piotr Manturz, al quale non aveva lasciato scampo neppure nel girone. La premiazione è stata effettuata dal presidente del CONI Friuli Venezia Giulia Andrea Marcon.
«Sapevo - spiega il triestino - che avrei dovuto fare bene subito qui a Lignano, per cercare di tornare in alto in classifica. Lo scorso anno purtroppo ho giocato meno e il ranking ne ha risentito. Oggi ora ero consapevole che avrei trovato Rosenmeier in semifinale. Una partita difficile, ma mi alleno per questi incontri. Mi sentivo bene fisicamente e sono felice di come l’ho battuto tatticamente e tecnicamente. L'ho mandato in crisi e dopo il successo ottenuto su di lui agli ultimi Europei, questa è stata una conferma di grande valore. Dopo essermi imposto nettamente nel primo set, nel secondo sono riuscito a rimanere concentrato anche quando ero sotto per 7-3».
La componente mentale è stata determinante: «Sono stato bravo a rimanere dentro la partita ed è un aspetto nel quale sono migliorato molto. In passato avevo perso partite così e ci ho lavorato. Sapevo che, nonostante tutto, ero un set avanti e lo stavo tenendo sul mio ritmo. Nel secondo parziale lui ha cambiato qualcosa e io ho risposto in maniera completamente diversa. Invece che sul diritto, mi sono girato sul rovescio e ho tirato forte. Lui ha visto solamente passare la pallina. Io ho preso fiducia e lui l’ha un po’ persa. Si vedeva dall’espressione del viso che non era per nulla sicuro di ciò che stava facendo ed è stato un segnale che la mia solidità mentale stava sgretolando le sue sicurezze. Nella terza frazione ho sempre condotto, poi mi ha riavvicinato, sapevo che chiudere sul 3-0 sarebbe stato fondamentale e ho stretto i denti».
In finale Manturz gli ha opposto una grande resistenza nei primi due set: «Aveva già giocato una semifinale incredibile, perché superare per 3-0 Bobi Simion capita raramente. È un atleta in grande crescita e sapevo che l’atto conclusivo sarebbe stato molto diverso dalla partita del girone, nella quale aveva lottato nel primo parziale poi era calato nettamente. In finale ho vinto quando i punti contavano di più e questa è stata la mia gioia più grande. Nel primo parziale gli ho anche annullato un set-point, evitando che il match si mettesse in salita. Dopo aver prevalso anche nel secondo ai vantaggi, nel terzo l’inerzia era ormai passata dalla mia parte e sono riuscito a sbagliare meno, chiudendo senza problemi».
Credit foto Erik Farinelli