Nuovo appuntamento con “Riflettori – Road to Los Angeles 2028”, la rubrica del Comitato Italiano Paralimpico dedicata alle storie delle atlete e degli atleti in cammino verso i Giochi Paralimpici di Los Angeles 2028. Protagonista di questa puntata è Antonino Bossolo, atleta azzurro di para taekwondo che, dopo aver conquistato la medaglia di bronzo nella categoria K44 – 63 Kg ai Giochi Paralimpici di Parigi 2024, ha già rivolto lo sguardo alla prossima Paralimpiade.
UNA SCELTA DIVENTATA PASSIONE – Prima del taekwondo c'era il calcio. Poi un consiglio della madre ha cambiato la direzione del suo percorso sportivo.
“Da piccolo praticavo calcio, però mia madre mi ha consigliato di provare a cambiare sport e l'ho ascoltata. Io vengo da Casteldaccia, un piccolo paesino a venti chilometri da Palermo. Quando sono entrato in palestra ho visto dei ragazzi che facevano dei calci spettacolari; quindi ho provato e me ne sono subito innamorato. La cosa è andata d'accordo anche con il mio carattere, perché il calcio è bello, lo seguo, però a livello personale i meriti e demeriti volevo che fossero miei”.
LA DELUSIONE E IL RISCATTO – “A Parigi è stata la prima medaglia storica per il para taekwondo, che ho sempre sognato e desiderato. Purtroppo, diciamo che il colore non è stato quello che ambivo, però dopo una grande delusione che ho avuto a Tokyo, è stata il mio primo passo per un piccolo riscatto”.
PADRE, ATLETA, ESEMPIO – Fuori dalla competizione, una nuova responsabilità ha modificato il suo modo di vivere la quotidianità e lo sport. “Il fatto di essere diventato padre mi ha cambiato tanto. Mi sono messo in carico più responsabilità. Tutto ciò che faccio lo faccio per un motivo, quello di rimanere nella storia, sia a livello sportivo, che dare un bell'esempio anche ai miei figli”.
IL MAESTRO – Tra le persone che hanno accompagnato Bossolo nel suo percorso c'è Giovanni Lo Pinto, con cui ha condiviso anche i momenti più difficili. “Dopo aver vinto la medaglia sono corso dal mio maestro, l’ho abbracciato; abbiamo vissuto insieme la delusione di Tokyo. Mi è rimasto accanto nei momenti bui, ci siamo ritrovati, abbiamo vissuto delle belle emozioni”.
QUELLO CHE MANCA – Guardando alla carriera costruita finora, Bossolo individua un ultimo traguardo ancora da raggiungere. “Come atleta sono riuscito a conquistare tutti gli obiettivi che mi sono prefissato da piccolo. Ho vinto tutto quello che potevo vincere. L'unica cosa che mi manca adesso è la medaglia. Che non dico il colore, quella che mi è sfuggita a Parigi”.
VERSO LOS ANGELES – La prossima sfida passa dalla qualificazione attraverso il ranking. “Voglio arrivare il prima possibile all'obiettivo che è quello di qualificarmi per ranking per Los Angeles 2028”.