Nuovo appuntamento con “Riflettori – Road to Los Angeles 2028”, la rubrica del Comitato Italiano Paralimpico dedicata alle storie delle atlete e degli atleti in cammino verso i Giochi Paralimpici di Los Angeles 2028. Protagonista di questa puntata è Giada Rossi, campionessa paralimpica di tennistavolo, che dopo l’oro conquistato a Parigi 2024 è già al lavoro per inseguire un nuovo podio.
DALLA PALLAVOLO AL TENNISTAVOLO – Prima del tennistavolo c’era la pallavolo, un’esperienza che le ha lasciato una capacità di lettura del gioco che ancora oggi porta con sé. “Giocavo palleggiatrice e quindi avevo questa capacità di leggere in qualche modo la situazione e devo dire che questo aspetto me lo sono poi riportata anche nel tennistavolo. Molte volte mi rendo conto di anticipare le mosse dell'avversario anche in maniera inconsapevole”.
UNA VITA CAMBIATA – A 14 anni un incidente in piscina ha segnato una svolta nella sua vita. “Ho avuto un incidente all'età di quattordici anni, un tuffo in piscina mi ha provocato l'esplosione di una vertebra. La vita ti cambia in maniera radicale e non sono tutti giorni felici. Ma ovviamente le domande rincorrevano. Chiedevo come mai era successo a me, però in quei momenti lì ho avuto la grande fortuna di avere una famiglia che nel momento in cui io mi abbattevo riusciva in qualche modo a tirarmi su”.
LO SPORT COME RISORSA – Da quella esperienza è maturata anche una consapevolezza che Rossi ritrova nello sport. “Fare sport in generale ti permette di avere quelle capacità di non abbatterti e di cercare sempre soluzioni nuove di fronte alle difficoltà”.
LA CONDIVISIONE – Nel suo percorso, il risultato non è mai stato soltanto individuale. La campionessa paralimpica sottolinea il ruolo delle persone che l’hanno accompagnata nel corso degli anni. “Sono molto fan del termine condivisione perché penso che veramente da soli non andiamo da nessuna parte. Tutti i successi che ho realizzato sono riuscita a realizzarli proprio perché ho avuto tante persone che con me ci hanno creduto e ci hanno lavorato e, nella pratica di tutti i giorni, mi sono state vicine”.
L’ORO DI PARIGI – Il momento più alto della carriera è arrivato ai Giochi Paralimpici del 2024. “Quando poi ho vinto ho raggiunto comunque il culmine della mia carriera e ho vinto l'oro alla Paralimpiade di Parigi. È stata un'apoteosi, un'emozione da cui sinceramente sono passati un paio di anni, ma ancora è molto nitida e faccio ancora fatica a riprendermi da quella grande emozione”.
VERSO LOS ANGELES – Ora lo sguardo è rivolto al prossimo appuntamento americano, con l'obiettivo di tornare sul podio. “Attualmente sto comunque lavorando per arrivare a fare un'altra Paralimpiade, che saranno quelle di Los Angeles nel 2028. L'obiettivo sarà sicuramente quello di vincere un'altra medaglia. Comunque, arrivare al podio nell'individuale e magari contemporaneamente nella gara di doppio femminile”.
GODERSI IL PERCORSO – Al di là del risultato, Rossi vuole affrontare la prossima sfida con la consapevolezza di chi ha già raggiunto il vertice della propria disciplina. “La mia idea sarà quella di partire avendo dato tutto e continuare a godermi il fatto di essere un'atleta d'élite, a livello mondiale, e cercare di dare sempre il massimo e poi speriamo di rientrare da quella manifestazione, in ogni caso festeggiando”.