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  • Quarto appuntamento di "Riflettori - Road to Los Angeles 2028". Grazie allo sport ho superato la mia insicurezza più grande, quella dell’accettazione della mia disabilità"
Rosa De Marco a Parigi 2024
Rosa De Marco

Quarto appuntamento con "Riflettori – Road to Los Angeles 2028", la rubrica del Comitato Italiano Paralimpico dedicata alle storie delle atlete e degli atleti che inseguono il sogno dei Giochi Paralimpici. Protagonista di questa puntata è Rosa Efomo De Marco, campionessa di parabadminton, prima atleta italiana ad aver preso parte a una Paralimpiade in questa disciplina (Parigi 2024).

GLI INIZI - Priva della mano sinistra dalla nascita, Rosa De Marco, siciliana, classe 2011, scopre il badminton durante le scuole medie grazie all'incoraggiamento del suo professore di educazione fisica, Salvo Plaia. Il percorso a livello agonistico si concretizza negli anni del liceo: l'atleta si trasferisce nel centro federale di Santa Marinella, alle porte di Roma, affidandosi al lavoro del coach Enrico Galeani e tesserandosi prima con il club Easy Play e poi con il Gruppo Sportivo Paralimpico della Difesa (GSPD).

I SUOI PUNTI DI FORZA - Le sue caratteristiche, in campo, sono la capacità di leggere velocemente gli scambi, la gestione tecnica del volano e l’intensità agonistica. “Nel mio sport l’adrenalina è molto importante ed è il motivo per cui ho scelto il parabadminton, perché è rapido e non ti lascia tempo per pensare”.

IL DEBUTTO - Il suo esordio agonistico risale al 2018. Nel suo palmarès figura un dominio costante nei Campionati Italiani, con 6 titoli nazionali consecutivi nel singolare femminile SU5.

Nel 2019 ottiene il suo primo successo internazionale vincendo in Turchia. Negli anni successivi conquista podi in diverse tappe del circuito mondiale BWF, con medaglie d'oro, argento e bronzo in singolare, doppio femminile e doppio misto (tra cui spicca l'oro al singolare dell'Egypt Para Badminton International 2024).

PARIGI 2024 - Con la qualificazione alla Paralimpiade di Parigi 2024 firma un primato assoluto per l'Italia del parabadminton, prima azzurra della storia a prendere parte ai Giochi. Chiude l'esperienza francese con un 7° posto finale nel singolare femminile. “A Parigi ho avuto la possibilità di vivere quello che vivono i giocatori che praticano badminton, ovvero gareggiare in arene piene, con tifo assordante e il pavimento che trema sotto i piedi. Sicuramente, Parigi ha rappresentato il momento più emozionante della mia carriera”.

ACCETTAZIONE Di SÉ STESSI – “Grazie allo sport ho superato la mia insicurezza più grande, quella dell’accettazione della mia disabilità. Fino a quel momento tendevo a nascondere il mio braccio, oggi non noto più quegli sguardi che per me rappresentavano un’ossessione”. Ora, per Rosa, l’insicurezza da superare è quella di credere nelle sue potenzialità.

IL SUO MODO DI ESSERE – Si definisce una persona complicata perché si trova a vivere momenti di grande adrenalina ma nello stesso tempo ama passare serate sul divano a guardare intere stagioni di serie televisive. Oltre allo sport, ama la musica, da lei definita una fonte di carica ed energia fondamentale per la preparazione atletica.

PRIMA DI UNA PARALIMPIADE – “L’anno prima dei Giochi è l’anno più intenso, perché ti ritrovi a viaggiare tantissimo, sei sempre fuori a gareggiare e a cercare di stare tra i primi al mondo. In pratica, trascorri più tempo in aereo che a casa. Qualificarsi a una Paralimpiade non è per niente facile ma sono fiduciosa e pronta per affrontare tutto questo insieme di cose”.

 

 

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