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Deaflympics: intervista alle medaglie d’Argento Noemi Viana e Chiara Cu...

Data: Data: 19.05.22

Autore: CIP PIEMONTE

Categoria: Comitato Regionale Piemonte


Dopo il grande successo della spedizione azzurra alle Deaflympics - i Giochi Olimpici per atleti sordi che si sono tenuti a Caxias Do Sul in Brasile - abbiamo raccolto le emozioni delle due atlete piemontesi Noemi Viana e Chiara Cuscella, che alla manifestazione hanno conquistato con le loro squadre l’Argento rispettivamente con la nazionale di basket e di pallavolo.

Noemi: “Siamo partite dal Brasile con già un grosso carico emotivo poiché ci portavamo alle spalle una medaglia d’Oro europea conquistata solo 7 mesi fa a Pescara. Dunque la tensione era molto alta ma allo stesso tempo grazie alle nostre coach Sara Braida e Giovanna Franzese, che ci hanno aiutato e sopportato, siamo riuscite a dare il meglio di noi stesse, dandoci come obiettivo quello di arrivare insieme il più lontano possibile, giocando di squadra e credendo in noi stesse e nelle compagne, affrontando ogni tipo di difficoltà e moderando il più possibile i nostri limiti.

L’emozione a volte può giocare anche brutti scherzi: la finale olimpica contro l’Usa ha creato in me un mix di sensazioni che ho avuto difficoltà a gestire, ma con l’aiuto della squadra e dello staff abbiamo cercato di fare il possibile per vincere, a volte va bene, a volte va male.

Vincere l’argento, per noi, non è stato un male ma anzi un ulteriore conferma che possiamo fare bene, che unite possiamo toglierci tante soddisfazioni e che deve essere soltanto un input per fare meglio nelle prossime competizioni.

È stata un’Olimpiade bellissima, con tutti gli atleti di Casa Italia, dove si condividevano sconfitte e vittorie, e tutto questo è stato possibile grazie alla Federazione sport sordi italiana che ci ha supportato in tutte le nostre competizioni.

Ringrazio - ha tenuto a ribadire Noemi - anche il mio Direttore Tecnico Beatrice Terenzi e i fisioterapisti del nostro team in particolare Valentina Marchi, senza il loro aiuto e la dedizione delle nostre coach non saremmo quello che siamo adesso.

Prima di grandi atleti, ci sono grandi allenatori".

"Ero incredibilmente felice - ci ha invece raccontato Chiara - quando ho saputo di essere stata convocata per le Deaflympics. Con il nuovo staff mi sono trovata molto bene e ,come sempre, anche con la squadra. Quando sono con loro mi sento me stessa.

Quando eravamo in semifinale, abbiamo giocato bene e all’ultimo punto ho subito pensato: “sono nella finale olimpica!” Lì sono scoppiata a piangere dell’emozione. Una sensazione inspiegabile, un turbinio di pensieri, sogni e speranze che si sono messe insieme.

E’ stato a tutti gli effetti il raggiungimento di uno dei miei più grandi obiettivi, anzi, del mio sogno. E tutto questo a soli 16 anni.

Ma il mio vero sogno non finisce qui, vorrei un’altra medaglia più colorata. Spero di avere un’altra occasione".