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  • Lo sport entra nel percorso riabilitativo dei ricoverati grazie a un protocollo d'intesa tra CIP e Asp di Palermo

Sette discipline paralimpiche dentro l’unità spinale di Villa delle Ginestre, è il frutto del protocollo d’intesa siglato lo scorso luglio e presentato ieri dal Comitato Italiano Paralimpico e dall’Azienda sanitaria provinciale di Palermo. I pazienti ricoverati nella struttura potranno praticare tennistavolo, tennis, tiro con l’arco, atletica leggera, scherma, boccia e nuoto, scendendo nel salone dedicato all’attività sportiva, dove i tecnici del CIP li accompagneranno nell’avviamento alla pratica. L’intesa porta la firma del presidente nazionale del CIP, Marco Giunio De Sanctis, e del direttore generale dell’Asp, Alberto Firenze, e offre agli assistiti di Villa delle Ginestre la possibilità di cominciare a praticare attività sportive. Il progetto, riaperto al termine di un lavoro preparatorio, ha durata quadriennale e si chiuderà nel 2029, mentre si stanno già gettando le basi per il quadriennio 2029-2032. «Lo sport offre un’opportunità a chi ha delle difficoltà per vivere meglio e per riprendere magari una serie di movimenti, una serie di attività che prima sembravano assolutamente impossibili da fare», spiega Roberto Pregadio, presidente del CIP Sicilia.

Secondo Stefano Saitta, delegato provinciale del CIP di Palermo, le attività offrirebbero ai pazienti l’opportunità di mettersi in gioco subito, già durante il ricovero: «L’importanza di fare sport dopo un incidente, dopo un ricovero all’interno di queste strutture di unità spinale, è proprio quella di cercare di perdere meno tempo, per recuperare quella fiducia in quello che è un momento difficile della propria vita».

Sul piano clinico, lo sport entra nel lavoro dell’unità operativa complessa di Recupero e riabilitazione funzionale e neuroriabilitazione, che a Villa delle Ginestre si occupa di mielolesioni nell’unità spinale, di gravi cerebrolesioni nel reparto di neuroriabilitazione e di patologie ortopediche, reumatologiche e oncologiche nel reparto di recupero e riabilitazione funzionale. Il direttore, Giorgio Mandalà, considera l’attività sportiva uno strumento «non alternativo, ma complementare all’attività riabilitativa»: oltre a sostenere il reinserimento sociale e familiare, offre ai pazienti ciò che la riabilitazione ordinaria non riesce a proporre. «Il gesto sportivo nelle sue peculiarità è configurabile come un’azione che deve condurre a un risultato», spiega Mandalà. In riabilitazione, prosegue, l’azione finalizzata, cioè la pianificazione del gesto e la sua realizzazione, è tra gli strumenti fondamentali per intervenire sulla plasticità cerebrale attraverso i percorsi di apprendimento motorio.

La scelta di Villa delle Ginestre, spiega Alberto Firenze, si deve al fatto che la struttura venne individuata a suo tempo come luogo della riabilitazione di lungodegenza. Il direttore generale annuncia anche un intervento sullo spazio esterno legato alle attività sportive, che a breve sarà oggetto di un’importante ristrutturazione: l’obiettivo è permettere lo sport non soltanto all’interno ma anche all’aperto, per i tanti pazienti della struttura.