Rosa Efomo De Marco era una studentessa capace, con voti alti, ma su una materia in particolare non aveva rivali: l’educazione fisica. Priva della mano sinistra sin dalla nascita, ha iniziato a praticare badminton alle scuole medie, spinta dal suo professore. Poi è arrivata la pratica a livello paralimpico durante gli anni del liceo. "Di questo sport amo la tecnica, la velocità del volano, la frenesia degli scambi, mentre detesto gli allenamenti". Il momento più emozionante della sua carriera, quando in Australia ha battuto l'avversaria giapponese, tra le prime 6 al mondo: "Mi ha fatto capire che posso arrivare a giocarmela con tutte". La musica è centrale nella sua vita: "Mi fa sentire viva, libera, me stessa, mi dà emozioni che provo solo quando gioco". Ai ragazzi con una disabilità e ai loro genitori direbbe di vivere la vita, non vergognarsi e non confinarsi a casa. La cantante preferita è Rihanna, qualsiasi suo brano la fa scatenare. "Rappresentare l'Italia ed essere la prima atleta azzurra in questa disciplina a prender parte ai Giochi è stato un veroun onore: è un modo per dare l'inizio alle danze per il futuro del para badminton".