"La mia passione per lo sport è nata intorno ai 20 anni, quando ho capito che potevo realmente fare sport. Prima la danza, poi il baseball per ciechi, poi nel 2012 è arrivata l'atletica". Nata in Albania, Arjola ha una retinite pigmentosa che l'ha resa cieca. La sua è una storia avventurosa: nel 1998, all'età di 17 anni, raggiunse le coste italiane a bordo di un gommone insieme al padre e al fratello, per potersi ricongiungersi con la madre a Milano. "Ho un buon rapporto con me stessa e con la disabilità, l'ho accettata". Se ripensa alla sua prima gara, "ricordo la grande gioia di sentire il vento addosso, la sensazione di libertà e leggerezza, di volare. Sia quando corro che quando salto". Il suo rito? "Prima di una prova importante, mi trucco sempre. Anche se devo alzarmi all'alba". Il suo primo successo internazionale risale al 2014, quando ha conquistò due medaglie d'argento e un bronzo ai campionati europei di Swansea. La musica accompagna la sua vita da quando è adolescente: "Oggi la mia musica preferita è quella che mi fa ascoltare il mio piccolo, i cartoni animati, i supereroi, la musica della sua età". Dalla vita ha imparato "la lezione più importante: non mollare mai, valorizzare le proprie qualità per spiccare il volo e realizzarsi".