Di origini senegalesi, approda all’atletica dal calcio. A scuola si accorgono delle sue grandi doti atletiche, delle fibre muscolari veloci. “Tutto ha avuto inizio alle superiori, quando il professore di educazione fisica mi ha spronato a provare. L’atletica mi è piaciuta subito, anche perché è uno sport all'aperto. Anche per questo continuo a praticarla”. La sua fonte di ispirazione è un campione del calibro di Usain Bolt. Ndiaga Dieng è il primo italiano di sempre con una disabilità intellettivo-relazionale a vincere una medaglia paralimpica, il bronzo nei 1500 metri a Tokyo2020. Da grande ancora non sa cosa farà, perché, spiega, “ho davanti a me tre Paralimpiadi prima di smettere”. Quello che più lo infastidisce, dal punto di vista sportivo, è "quando non riesco a raggiungere il risultato che mi prefiggo. Una cosa che mi innervosisce molto". Per Parigi 2024 sognava in grande e aveva sensazioni positive: "Ho cercato di andare più lontano possibile. Di solito ogni cosa in cui credo riesco a portarla a termine. Anche con l'aiuto di Dio, che mi dà sempre una mano".