Vittima di un crollo del controsoffitto della sua aula, al Liceo, a 17 anni, inizia a praticare para ice hockey a 19, grazie ad un suo ex compagno di squadra, Claudio Zannotti, che lo accompagnava le prime volte al Palaghiaccio di Torino. Per descriversi, usa questi tre aggettivi: "ambizioso, generoso, testardo”. Il Para ice hockey è uno degli sport più affascinanti ma ha tanto bisogno di promozione nel nostro Paese. Non ho particolari rituali prima di una gara: trovo la carica in me stesso dal primo minuto di gara. La cosa importante, perchè tutto vada bene, è evitare emozioni negative come ansia, stress o nervosismo, oltre ai fattori esterni sempre possibili, ma per loro natura imprevedibili".