Nata in Russia, ha vissuto per due anni e mezzo in un orfanotrofio. Non sa molto sulla sua storia e sulle cause della sua disabilità, come non sa bene quali saranno le conseguenze e lungo termine. Ma da quando è arrivata in Italia, subito dopo essere stata adottata, ha iniziato a nuotare, prima per migliorare la sua salute, poi sempre più per divertimento e per passione e “dopo 15 anni, sono ancora qui” dice Maria Olga. Quando si parla di sogni non pensa a qualcosa di preciso: “Non ho un sogno in particolare voglio solo andare oltre i limiti imposti dalla società”.