"Mai mi sarei aspettato questa convocazione, anche se ammetto che c'è stato tanto lavoro dietro". Maxel Amo è nato in Ghana ma all'età di undici anni si è trasferito in Italia, prima a Milano e poi, per amore della sua fidanzata, a Bologna. Nell'agosto del 2017, mentre viaggiava in scooter per recarsi a lavoro, viene investito da un camion. L'incidente gli provoca l'amputazione della parte inferiore della gamba sinistra. "Molti per carattere nascondono la disabilità, io sono per mostrarla, anche e soprattutto per aiutare chi se ne vergogna, per dare motivazione agli altri". Terminata la riabilitazione si avvicina all'atletica paralimpica, in particolare alla velocità. La cosa più difficile, per lui, sono le distanze medie: "Non amo i 400m, ma sono anche quelli che mi aiutano maggiormente a migliorarmi, che mi danno più soddisfazione". L'aspetto invece che predilige è "la sessione in palestra e i lavori corti: 40m, 60m. Quando devo allenarmi su queste distanze arrivo gasato e carico". A Parigi aveva al seguito gran parte della sua famiglia, i suoi due figli e tanti amici a spingerlo al traguardo, è così che è arrivata la medaglia d'argento.