"È un mix tra biliardo, bocce e scacchi", il decano della disciplina lo definisce così il curling, che considera uno sport meraviglioso, tutto da provare, elettrizzante. "L'aspetto fondamentale è quello mentale, la concentrazione è tutto e può ovviamente pregiudicare l'esito della prestazione". Se dovesse definirsi con tre parole, parlando di curling non ha dubbi: "Sono lo skip, l'esperto, lo stratega". La figura di riferimento per l'intera squadra, cioè una grande responsabilità. L'incidente che lo ha reso paraplegico è avvenuto nel lontano 1997, e a provare il curling l'ha invitato l'amico Andrea Tabanelli. Da allora è stato "amore a prima vista, lanciare la stone sul ghiaccio per me è come fare una magia. La sola cosa che non amo di questo sport è dover fare tanti chilometri per potermi allenare o giocare". Se pensa ai Giochi in casa, "mi aspettavo di vivere un'altra favola, come è stata Torino 2006 e Vancouver 2010. Così è stato".