Atleta da sempre, "Nuoto, danza, karate, basket, ho praticato di tutto. Poi a 12 anni, appena conosciuta la pallavolo, mi sono fermata e dal 2018 è entrato nella mia vita il sitting volley e la maglia azzurra". Una paralisi ostetrica durante il parto le ha provocato danni al braccio ma non le ha tolto la voglia di spingersi oltre i suoi limiti. "Anche se inizialmente pensavo che il sitting fosse riservato solo a chi avesse una disabilità agli arti inferiori". “Il momento più bello della mia carriera sportiva? Sicuramente l’Europeo del 2019, che ha permesso alla nostra Nazionale di qualificarsi per Tokyo”. Come altre compagne di squadra, Flavia ha le idee chiare sulla disabilità: "Va accettata, se poi si indossa la maglia azzurra bisogna essere d'esempio per tutti quelli che si chiudono in sé stessi".