“Ho iniziato a remare all'isola del Giglio, dopo aver assistico al Palio di San Lorenzo, una manifestazione remiera molto sentita. Me ne sono innamorata in quell'occasione". Per problemi durante il parto, Greta nasce con la paralisi di Erbs alla spalla sinistra, dovuta a una lesione del plesso brachiale. "Lo sport è equilibrio, sia per il corpo che per la mente”, dice. Se deve trovare una fonte di ispirazione, indica il papà: “Anche se non è un atleta professionista è per me un grande esempio”. Oggi, che è capovoga dell’imbarcazione PR3 Mix, del canottaggio ama il contatto con l’acqua. Finita la carriera di atleta vorrebbe lavorare come medico nel campo della disabilità, studiando la riabilitazione attraverso la pratica sportiva. La qualificazione ai Giochi Paralimpici di Tokyo 2020 il momento più bello della sua carriera: “Un’emozione incredibile”. L’avversario che teme di più? “La mia stessa mente, perché prima di ogni gara il primo ostacolo sono proprio io”. “La parola resilienza significa non dire mai no e non lasciarsi mai andare alla fatica che, come dice il mio allenatore, non esiste”. Il suo motto è una frase mutuata dal Dalai Lama: “Se pensi di essere troppo piccolo per fare la differenza, prova a dormire con una zanzara”.