Durante il ricovero nell’unità spinale di Montecatone, a seguito dell'aggravarsi della sua condizione fisica dovuta a un cavernoma intramidollare insorto a 18 mesi di vita, ricorda di aver sentito il rumore di uno scambio di tennistavolo proveniente dal terzo piano della struttura, dove si tenevano le attività ricreative. Si è incuriosita e ha deciso di provare. In breve tempo il tennistavolo è diventato una vera e propria passione: "Allenamento dopo allenamento ho capito che era la strada giusta da percorrere". Timida e riservata, di fronte alle nuove esperienze Carlotta Ragazzini è in genere cauta, per carattere, ma al tavolo da gioco sfodera tutta la grinta che ha: “Il segreto è rimanere concentrati, se perdi la testa, perdi la partita”. Ma ci sono anche dei movimenti rassicuranti, sempre quelli: "A inizio match, prima di servire, metto sul tavolo la pallina e ci poggio sopra la racchetta: quello che fai in allenamento, devi rifarlo in partita, facciamo tutti così, in Nazionale”. Aveva un sogno nel cassetto, partecipare ai Giochi Paralimpici, e finalmente con Parigi 2024 l'ha realizzato. "Fin da piccolina ho una passione spiccata per la capitale francese. Nella mia cameretta collezionavo immagini iconiche della città". Il sogno è raddoppiato con il terzo gradino del podio conquistato da Carlotta.