Biografia
Matteo nasce con la spina bifida, che gli causa anche una lesione midollare. "Nel 2012, grazie alla pubblicità fatta dai miei attuali compagni di squadra e dalla formazione di una squadra giovanile nel paese dove abitavo, sono venuto a conoscenza di questo sport che ho iniziato subito a praticare. È una disciplina adrenalinica, entusiasmante perchè si lotta tutti insieme per un obiettivo e poi si viaggia e si conoscono tante persone". Matteo è un ragazzo positivo, scherzoso e a volte insicuro. Come si definisce lui, con una parola, 'solare'. "Attualmente, non praticando questo sport a livello professionale, lavoro in una biblioteca. In ogni caso, anche senza il para ice hockey, nella vita avrei praticato sport, soprattutto quelli invernali o il nuoto ma in acque libere o mi sarebbe piaciuto fare l’allenatore". Aspetti negativi di questo sport?"Ce ne sono pochi, uno potrebbe essere che viaggiando molto in posti molto lontani si è soggetti a molti jat lag in concomitanza delle partite, che pesano sulla prestazione, ma in ogni caso prima di una partita mi carico ascoltando della musica e scambiando due chiacchiere, perchè una prestazione può essere compromessa da diversi fattori, per esempio l’ansia da prestazione, ma anche dall’alimentazione e dal sonno".