Amputato in seguito ad incidente in moto, a 17 anni, Gianluigi scopre il para ice hockey guardando i match di Torino 2006, e inizia a praticarlo già nell'autunno dello stesso anno.I tre aggettivi che dicono che tipo sia, Gianluigi, sono:"determinato, affidabile, altruista".Mentre i due che userebbe per descrivere questa disciplina sono: "intensa, adrenalinica".Se non avesse fatto l'hockeista, cosa altro avrebbefatto da grande?"Probabilmente mi sarei dedicato a tempo pieno alla montagna e ai viaggi"."La cosa che mi piace di più nell'hockey è quando riesco a realizzare un assist difficile ad un compagno, mentre quella che mi piace di meno è stare in panca puniti e lasciare i compagni in quattro". Prima di una gara importante? "Un bel warm up, che mi dia belle sensazioni, e sono pronto ad ogni sfida, tenendo a bada la tensione che se è troppo può pregiudicare la performance".