Perde la vista nel 2011 per un incidente sul lavoro ma da sportivo quale è sempre stato, Oney Tapia non ha abbandonato l’attività sui campi gara: prima protagonista nel goalball poi soprattutto nell’atletica leggera, dove in poco tempo è diventato l'uomo da battere nel getto del peso e nel lancio del disco. L’atleta a cui si ispira è la madre, lanciatrice di giavellotto: “Mi ha trasmesso tanta forza di volontà. Ma è da solo che ho imparato a dare un verso contrario alle giornate storte, cercando soluzione ai problemi con il sorriso, esercitando la curiosità necessaria a crescere". Come portafortuna ha le immagini delle sue tre figlie. Prima della gara cerca di rimanere il più possibile tranquillo e poi, prima di lanciare, fa un bel sorriso. Le medaglie vinte alle Paralimpiadi di Tokyo le ha dedicate al fratello Nelson, scomparso due anni fa. Per Parigi, che è stata la sua terza Paralimpiade, si è preparato a lungo e aveva voglia di rivalsa: "Dopo un anno di squalifica, ci tenevo tantissimo a questo traguardo, mi sono impegnato duramente per questo, per questo ho dato tutto quello che potevo", così è arrivato l'oro nel disco, un momento indimenticabile.