Atleta ipovedente, cresciuto in una famiglia di sportivi, la sua strada sportiva comincia precocemente: sale sul tatami a soli quattro anni e da quel momento non tradirà mai questo sport. Conciliando studio e allenamenti, sfiora la qualificazione alle Paralimpiadi di Rio 2016 (sfumata solo per un paio di posizioni nel Ranking mondiale) e a quelle di Tokyo 2020, soprattutto a causa di alcuni guai fisici e impegni lavorativi. La sua vita è piena di studio e lavoro, oltre allo sport: passa dalla professione di magazziniere a impiegato e i risultati sportivi migliorano, anche perché il suo motto, la frase che gli ripete sempre il padre, è: 'Insisti, persisti, raggiungi e conquisti'. Prima di una gara, si calma ascoltando musica, parlando con l’allenatore e il fisioterapista. Dopo due edizioni mancate, a Parigi cercava il riscatto: "Mi aspettavo di divertirmi, godermi ogni singolo istante, così è stato". E così è arrivato un ottimo 5° posto in esordio.