Determinato, tenace, generoso, lo descrivono gli amici. L'incidente stradale, in cui ha perso la gamba destra, risale al 1998. "Ho iniziato subito, sul ghiaccio, nel 2002, quando ci è stato inviato il primo slittino norvegese da provare e si è saputo che si costruiva una squadra per Torino 2006, i primi Giochi Paralimpici Invernali in Italia. Veterano della nazionale, Gian Luca c’era anche a Vancouver 2010, poi ancora a Sochi 2014 e infine in Corea del Sud, a PyeongChang 2018, edizione quest’ultima che coincide con la sua più grande delusione: “Perdere una medaglia di bronzo in quel modo è stato davvero brutto”. Del suo sport trova esaltante “lo scontro fisico con il mio avversario, il fatto che sia uno sport completo e intenso: ti occupa la testa e impegna il fisico, è molto stimolante”, anche se “giocare incontri ravvicinati è uno sforzo che richiede molte energie fisiche e mentali”. “Vedere nuovi stadi, nuovi palazzetti ben attrezzati” è una delle cose che più lo incuriosisce nei viaggi in trasferta con la nazionale, da buon ex carpentiere e impresario edile, i lavori che faceva prima dell'incidente. Il pensiero che da sempre caratterizza la sua filosofia di vita è riassunto in questa battuta da film “Dai gas e dagli giù duro!”.