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  • Nuovo appuntamento con “Riflettori – Road to Los Angeles 2028”. La velocista azzurra racconta la ripartenza dopo l’incidente, le lezioni apprese nei momenti più difficili e l’ambizione di conquistare due ori nella prossima Paralimpiade

Nuovo appuntamento con “Riflettori – Road to Los Angeles 2028”, la rubrica del Comitato Italiano Paralimpico dedicata alle storie delle atlete e degli atleti in cammino verso i Giochi Paralimpici di Los Angeles 2028. Protagonista di questa puntata è Ambra Sabbatini, impegnata nei 100 metri e nel salto in lungo.

RIPARTIRE DOPO L’INCIDENTE – Il ritorno all’attività sportiva ha rappresentato una tappa fondamentale nella ricostruzione del proprio percorso, permettendole di ritrovare motivazioni e nuove prospettive. “La mia vita è cambiata totalmente dopo l’incidente stradale, nel quale ho perso la gamba sinistra. Lo sport ha sempre rappresentato per me un rifugio e anche in quell’occasione è stato uno spazio in cui poter recuperare me stessa. È stata una ripresa impegnativa, ma anche molto veloce. Forse questa forza che avevo dentro veniva proprio dal fatto di non voler lasciarmi definire da quello che mi era capitato, ma di voler essere padrona del mio destino”.

IL VALORE OLTRE IL RISULTATO – La Paralimpiade di Parigi 2024 ha segnato uno dei passaggi più difficili della sua carriera, ma anche un momento di profonda consapevolezza sul significato della competizione e sul valore personale di un’atleta. “La caduta ai Giochi Paralimpici francesi è stato uno dei momenti più forti della mia carriera, ma direi anche della mia vita. Quando un atleta si prepara così tanto per un obiettivo, rischia a volte di definirsi soltanto attraverso quello. Sapevo che il mio valore non dipendeva dalle medaglie o dalle vittorie, ma vivere un’esperienza del genere in prima persona mi ha fatto capire davvero che l’importanza dello sport sta nel dare il massimo. Ci sono tante storie simili alla mia, di persone che hanno affrontato una sconfitta e hanno imparato a ripartire, ricostruendosi e acquisendo una consapevolezza ancora maggiore”.

LA RINASCITA AI MONDIALI – Il 2023 ha restituito a Sabbatini una soddisfazione speciale, arrivata in una fase delicata e diventata un riferimento importante nel suo percorso agonistico. “Ai Mondiali di Budapest andavo quasi da sfavorita. Prima della partenza, una coccinella si è posata sulla mia mano e mi sono presentata sui blocchi con un’energia che non avevo mai avuto. È stato un risultato pazzesco: per la prima volta sono scesa sotto i 14 secondi. Era un obiettivo che inseguivo da tempo e, arrivando da un periodo un po’ critico, ha significato veramente tanto”.

LOS ANGELES 2028, OBIETTIVO DOPPIETTA – La stagione che conduce ai prossimi Giochi è scandita da appuntamenti importanti, a partire dai Mondiali in programma a giugno, e da una preparazione che guarda già al 2028. “Ci sono tantissimi obiettivi. Da qui a Los Angeles, il più grande è centrare una doppietta, quindi conquistare due medaglie d’oro, sia nei 100 metri sia nel salto in lungo. In mezzo ci saranno anche i Mondiali l’anno prossimo, a giugno, e la preparazione è incentrata proprio su questo obiettivo”.

UNA PARALIMPIADE DIVERSA – Nel cammino verso Los Angeles ci sarà anche un cambiamento sul piano personale: rispetto alle precedenti esperienze, Sabbatini non potrà contare sulla presenza di Monica e Martina, con cui ha condiviso momenti significativi. “Los Angeles sarà una Paralimpiade diversa. Senz’altro non avere Monica e Martina al mio fianco, come alla partenza, farà la differenza. Condividere con loro questi momenti è sempre stato speciale”.