Nuovo appuntamento con “Riflettori – Road to Los Angeles 2028”, la rubrica del Comitato Italiano Paralimpico dedicata alle storie delle atlete e degli atleti in cammino verso i Giochi Paralimpici di Los Angeles 2028. Protagonista di questa puntata è Filippo Pezzotta, atleta di goalball, disciplina paralimpica dedicata a persone cieche e ipovedenti.
IL GOALBALL – Per chi non conosce questa disciplina, si gioca senza utilizzare la vista e ogni azione richiede grande attenzione ai suoni e alla posizione degli avversari. “Il goalball è una specie di pallamano. Si gioca tre contro tre in un campo che ha le dimensioni di quello della pallavolo, quindi nove metri per diciotto. La particolarità è che, essendo uno sport per ciechi e ipovedenti, si gioca completamente bendati, così da mettere tutti sullo stesso livello. L’obiettivo è tirare la palla dalla parte avversaria del campo: si lancia soltanto con le mani e bisogna farla rimbalzare almeno due volte prima che arrivi dall’altro lato. In difesa, invece, si può utilizzare tutto il corpo”. Anche l’ambiente in cui si svolgono le partite deve rispettare precise condizioni, a partire dall’assenza di rumori che potrebbero impedire agli atleti di seguire il gioco. “Una delle limitazioni è che serve una palestra chiusa e durante le partite è necessario il silenzio assoluto. Di conseguenza, non tutti i luoghi sono adatti per giocare”.
FIDUCIA E INTESA – In campo, ogni giocatore deve sapere di poter contare sui compagni. La conoscenza reciproca, costruita nel tempo e attraverso gli allenamenti, diventa così un elemento decisivo per affrontare le diverse situazioni di gioco. “Il fatto di essere un team unito è molto importante perché, non avendo la possibilità di vedersi, è necessario avere una certa dose di fiducia negli altri. Conoscersi da tanto tempo e allenarsi insieme fa la differenza. Bisogna ascoltare quello che dicono i compagni per posizionare la difesa ed evitare di lasciare dei buchi, ma anche fidarsi del fatto che un altro giocatore andrà a parare la palla nella zona di sua competenza”. La coordinazione è importante anche quando la squadra prepara le azioni offensive e mette in pratica gli schemi concordati. “È fondamentale anche l’intesa quando si chiamano gli schemi: bisogna coordinarsi nei movimenti per evitare di scontrarsi”.
UNA SQUADRA IN CRESCITA – Il gruppo guarda avanti con rinnovato entusiasmo e continua a lavorare per alzare il proprio livello. Tra i segnali più incoraggianti c’è l’arrivo di nuovi atleti, che ha contribuito a dare ulteriore energia alla squadra. “Attualmente siamo una squadra in crescita, grazie anche all’arrivo di nuovi ragazzi giovani che hanno dato nuova vita al gruppo. Stiamo facendo il possibile per migliorarci e l’anno scorso siamo riusciti a conquistare la qualificazione agli Europei”.
LOS ANGELES 2028, UN SOGNO DA INSEGUIRE – Il percorso verso i Giochi Paralimpici resta impegnativo, ma la prospettiva di raggiungere Los Angeles continua a rappresentare una motivazione per l’intera squadra. “Los Angeles sarebbe un bel obiettivo, anche se al momento rimane più un sogno. Penso che tutti noi ci alleniamo per questo e abbiamo sempre la speranza di poterci arrivare”.
ACCETTARE I PROPRI LIMITI – Prima ancora delle sfide sportive, Pezzotta ha dovuto affrontare un percorso personale per comprendere la propria condizione. Un processo non semplice, soprattutto da bambino, ma che gli ha permesso di scoprire opportunità e possibilità che hanno dato un nuovo significato alla sua esperienza. “La questione più difficile è stata accettare la propria condizione e riconoscere i propri limiti. Da bambino non era facile capire perché altre persone potessero fare certe cose che per me erano sempre state impossibili. Allo stesso tempo, però, sono riuscito a trovare delle strade percorribili per me, che mi hanno portato a ottenere tante soddisfazioni, anche a livello sportivo”.