Sei giorni intensi di gare, emozioni, record, vittorie e podi. Sei giorni nei quali la Nazionale Italiana di nuoto paralimpico ha dimostrato ancora una volta di essere una delle grandi potenze del Nuoto Paralimpico internazionale.
Gli Europei di Kocaeli si chiudono con un risultato straordinario: 61 medaglie complessive, 29 d’oro, 16 d’argento e 16 di bronzo. Un bottino che vale il secondo posto nel medagliere, alle spalle del battaglione Russo (presentatosi con oltre 60 atleti), primo con 92 medaglie complessive, di cui 33 ori, 39 argenti e 20 bronzi. Terza invece l'Ucraina con 25 ori, 25 argenti e 23 bronzi.
Ma al di là dei numeri, c'è un dato che racconta meglio di ogni altro la forza della squadra azzurra: 23 dei 24 atleti convocati sono andati a medaglia. Una percentuale straordinaria, che testimonia la qualità di una Nazionale capace di portare sul podio atleti affermati e giovani esordienti, confermando la profondità di un movimento che continua a crescere. E c'è un altro numero degno di nota. Agli Europei di Funchal nel 2024, l'Italia aveva conquistato il titolo europeo chiudendo con 63 medaglie: 26 ori, 21 argenti e 16 bronzi.
A Kocaeli il bottino complessivo è di due medaglie inferiore, ma gli ori salgono da 26 a 29: tre titoli europei in più rispetto a due anni fa, con lo stesso numero di medaglie di bronzo. Un dato da evidenziare che sottolinea e racconta con forza la capacità dell'Italia di confermarsi ai vertici e, allo stesso tempo, di alzare ulteriormente l’asticella ed il livello delle proprie prestazioni.
L'ultimo giorno di gare regala all'Italia 10 nuove medaglie, con quattro ori, tre argenti e tre bronzi. Ad aprire il pomeriggio con una medaglia è Xenia Francesca Palazzo (GS Fiamme Azzurre), argento nei 200 misti SM8 con il tempo di 2'50"02. Sesto posto nella stessa distanza, ma al maschile, per Tommaso Morandi (Polha Varese), che chiude in 2'34"88.
Arriva poi l'argento di Angela Procida (GSPD/Watersports Napoli Lions) nei 50 dorso S2, con il tempo di 1'10"26. Bronzo per Alessia Berra (GS Fiamme Azzurre/Polha Varese) nei 100 stile libero S12, chiusi in 1'05"22. È bronzo anche per Federico Bicelli (GS Fiamme Azzurre/Pol. Bresciana No Frontiere) nei 50 stile libero S7, con il tempo di 28"13, risultato che vale anche il record italiano. Settimo posto per Riccardo Magrassi (Briantea '84) in 31"80.
Carlotta Gilli (GS Fiamme Oro/Rari Nantes Torino) domina i 400 stile libero S13 in 4'37"27, aggiungendo un altro oro a un Europeo da assoluta protagonista. E subito dopo è la fuoriclasse Monica Boggioni (GS Fiamme Oro/Pavia Nuoto) a salire sul gradino più alto del podio nei 200 stile libero S5, vinti in 2'53"51. Bronzo nella stessa distanza, ma al maschile per Francesco Bocciardo (GS Fiamme Oro/Nuotatori Genovesi), che chiude in 2'28"79.
Arriva poi una delle punte di diamante della Finp. Simone Barlaam (GS Fiamme Oro/Polha Varese) conquista l'argento nei 100 dorso S9 in 1'01"21. Quinto posto per Tommaso Tretti Clementoni (Pol. Bresciana No Frontiere) in 1'04"95.
Il penultimo oro individuale della rassegna porta la firma di Stefano Raimondi (GS Fiamme Oro/Aly Sport), che conquista il titolo nei 100 stile libero S10 con uno straordinario 51"89.
A chiudere nel modo migliore gli Europei è la Mixed 4x100 stile libero 34 punti, che conquista l'oro in 4'07"97 con Vittoria Bianco (GSPD/Cus Bari), Tommaso Morandi (Polha Varese), Xenia Francesca Palazzo (GS Fiamme Azzurre) e Simone Barlaam (GS Fiamme Oro/Polha Varese). Un ultimo titolo che diventa la perfetta fotografia di una Nazionale capace di vincere insieme.
Il dato dei 23 atleti a medaglia su 24 convocati è forse quello che meglio sintetizza la rassegna azzurra. A Kocaeli l'Italia ha portato 24 atleti, 13 uomini e 11 donne, confermando una squadra costruita tra esperienza e nuove energie. E proprio gli esordienti hanno rappresentato uno degli elementi più significativi di questa spedizione: Luca Da Prato, Tommaso Tretti Clementoni, Tommaso Morandi ed Emma Lancini hanno vissuto a Kocaeli il loro primo Europeo. Una Nazionale che ha saputo essere competitiva in ogni giornata, nelle gare individuali e nelle staffette, trasformando il lavoro quotidiano in risultati concreti.
Ma un risultato di questa portata non nasce soltanto in piscina. Dietro ogni medaglia ci sono mesi e anni di allenamento, sacrifici, programmazione, analisi e lavoro quotidiano. Ci sono gli atleti, ma ci sono anche i tecnici federali e i tecnici delle società, che ogni giorno lavorano fianco a fianco per costruire prestazioni sempre migliori.