Oltre la tecnica e l'agonismo, al 1° Raduno Nazionale di Para Badminton a vincere è stata la forza di un gruppo che trasforma la disabilità in una sfida condivisa. Oltre la rete non ci sono solo atleti, ma storie che si intrecciano: qui lo sport agisce come un acceleratore di autonomia, mettendo al centro il valore dell'incontro e l'energia di riconoscersi nello stesso percorso.
La voce dei protagonisti: "Insieme siamo più forti"
ll campo diventa lo specchio di una realtà che mette in luce le potenzialità di ognuno.Per gli atleti,condividere il percorso significa trovare una spinta costante a migliorare se stessi:“Rivedersi abitualmente dà forza e motivazione; confrontarsi con chi affronta le mie stesse sfide quotidiane mi aiuta a immedesimarmi e a sentirmi parte di qualcosa di grande”.
Tra un esercizio e l’altro, la consapevolezza di una solidarietà profonda supera il gesto atletico: . È un’emozione fatta di grinta e responsabilità, un modo per valorizzare il meglio di ciò che ognuno ha da offrire.
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Il ruolo dei Club: una rete di crescita comune
Fondamentale la sinergia con itecnici dei club, che riconoscono nel raduno un’occasione unica di crescita collettiva: “Questi raduni ci permettono di accrescere l nostro bagaglio tecnico e di dare un senso profondo al lavoro quotidiano. Si crea un senso di appartenenza totale: allenatori e atleti remano tutti verso gli stessi obiettivi”.
L'impegno istituzionale: investire nell'umano
Il Presidente Federale,Carlo Beninati, ha ribadito l'importanza di questo percorso:“Il Para Badminton è un settore nel quale stiamo investendo tantissimo, grazie al sostegno del CIP, non solo economicamente ma soprattutto dal punto di vista umano. Qui i ragazzi possono esprimere la loro personalità, spesso compressa dalla quotidianità. Questa non è solo attività sportiva, è un’attività sociale vitale per confrontarsi con i propri coetanei”.
Verso il futuro: tecnica e appartenenza
Non è mancato lo sguardo tecnico con l'Head CoachEnrico Galeani, focalizzato sul futuro:“Vogliamo capire cosa succede sul territorio e creare una programmazione tecnica comune con i club per
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scoprire talenti che possano iniziare un percorso di alto livello”. Un obiettivo condiviso dallo staff tecnico: lavorare fianco a fianco crea consapevolezza e un profondo senso di appartenenza, unendo atleti e allenatori verso la stessa meta.