A Sestola il campus invernale CIP Toscana-Inail accende lo spirito paralimpico
Si è svolto dal 23 al 26 febbraio a Sestola il campus invernale promosso dal Cip Toscana e dall’Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro

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Mentre cresce l’attesa per le Paralimpiadi Invernali di Milano-Cortina, sulle piste dell’Appennino emiliano si è vissuta un’esperienza che ne riflette pienamente lo spirito: tornare sulla neve dopo un incidente e affrontare nuove sfide con determinazione. È quanto hanno sperimentato i dieci assistiti Inail che hanno partecipato al campus invernale promosso dal Comitato Italiano Paralimpico (Cip) Toscana e dall’Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro che si è svolto a Sestola dal 23 al 26 febbraio. Tra di loro c’è Alessandro, senese reduce da un recente infortunio che ne ha limitato in parte la mobilità. Nonostante questo, ha deciso di partecipare da solo, guidando fino a Sestola senza accompagnatori, determinato a ritrovare autonomia e fiducia in sé stesso. “È la prima volta per me ad un campus invernale. Rimettere gli sci dopo quello che mi è successo, insieme ad altri ragazzi che ti danno l’esempio, è stato molto formativo”, racconta.
Il campus ha coinvolto dieci uomini e donne, tra i 29 e i 70 anni, in un percorso alla scoperta di più discipline sportive completamente gratuito, dall’hotel a pensione completa al noleggio di attrezzatura e skipass giornalieri. Per cinque di loro si è trattato del primo appuntamento con un’iniziativa del Cip; nessuno, invece, aveva mai sciato dopo gli incidenti: un esordio accolto con determinazione, trasformato fin dalle prime discese in un’occasione di crescita personale e di condivisione. Guidato dai maestri della scuola sci e snowboard Deep Ice di Sestola e grazie all'attrezzatura tecnica messa a disposizione dell’associazione In2theWhite, il gruppo ha mosso i primi passi nello sci alpino, acquisendo le basi tecniche e prendendo progressivamente confidenza con la neve. Il programma non si è però limitato alle discese sulle piste. Nel corso delle giornate, infatti, i presenti si sono cimentati anche in scherma paralimpica, tennis tavolo e freccette, affiancati dagli istruttori qualificati Roberto Tarfano, Emanuele Vasta e Stefano Innocenti, ampliando così la conoscenza delle opportunità offerte dal movimento paralimpico e sperimentando contesti sportivi differenti.
“Le esperienze realizzate insieme all’Inail - commenta il presidente del Cip Toscana e commissario della Federazione Italiana Sport Invernali Paralimpici, Massimo Porciani - rappresentano un passaggio fondamentale nel percorso di autonomia delle persone con disabilità. Offrire la possibilità di scoprire nuove attività sportive significa aprire prospettive, rafforzare la fiducia in sé stessi e promuovere l’indipendenza. Lo sport è uno strumento straordinario di crescita personale, ma è essenziale che queste opportunità siano sostenute con continuità dalle istituzioni, affinché possano diventare parte stabile dei percorsi di vita delle persone”.
Proprio l’autonomia sottolineata da Porciani è al centro dell’esperienza di Alessandro: affrontare il campus da solo è stato un passo importante verso l’indipendenza. “Mia moglie - aggiunge - mi ha spinto a venire perché sa che il campus organizzato dal Cip è come una famiglia. Sapeva che, se avessi avuto bisogno, avrei trovato negli altri un sostegno. Il confronto con le loro esperienze mi ha aiutato a capire meglio come muovermi, anche fuori da qui”.
Le parole di Alessandro trovano eco anche nelle testimonianze degli altri nove partecipanti. In molti si sono avvicinati agli sci con qualche esitazione, presto superata grazie al sostegno del gruppo e alla guida dei tecnici, trasformando l’incertezza iniziale in soddisfazione e nuova fiducia nelle proprie capacità. Tutti hanno espresso l’auspicio che iniziative di questo tipo possano essere riproposte con continuità, perché rappresentano occasioni concrete di confronto, condivisione e crescita. Il percorso proseguirà ora con il campus estivo in programma a giugno, dove gli assistiti potranno cimentarsi in nuove discipline paralimpiche, ampliando ulteriormente le proprie esperienze sportive e consolidando quel senso di comunità che in questi giorni ha fatto la differenza.