Dentro le discipline. Lo sci alpino sotto i riflettori, come da tradizione, ai Giochi Paralimpici di Milano Cortina
Sette gli azzurri ai cancelletti per continuare a scrivere la storia di questa disciplina

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La tracciatura della pista delle Tofane per le prove di sci alpino alle Paralimpiadi sarà pronta all’alba del 7 marzo, giorno del gran debutto degli azzurri nella discesa libera. Lunga 2.560 metri e con un dislivello di 750 metri, l’Olimpia rappresenta un banco di prova tecnico e fisico per i migliori atleti del mondo, con la sua pendenza iniziale del 64%.
L'Italia si presenta ai Giochi di casa forte non solo di una solida tradizione che ci ha visti calcare a ogni edizione invernale i podi delle discipline alpine, ma anche con una squadra di altissimo profilo, guidata da campioni che dominano le classifiche mondiali.
La Squadra Azzurra:
La nazionale italiana schiera un mix di veterani plurimedagliati e talenti consolidati. Ecco i sette convocati, accompagnati da tre atleti guida: Chiara Mazzel (visually impaired, con le guide Fabrizio Casal e Nicola Cotto Cottini) e Renè De Silvestro (sitting), i due portabandiera, Giacomo Bertagnolli (visually impaired, guidato da Andrea Ravelli), Martina Vozza (visually impaired, con Ylenia Sabidussi) Davide Bendotti, Federico Pelizzari e Luca Palla (standing).
Una disciplina, questa dello sci alpino, che vanta un blasone nobile: nelle ultime edizioni i nostri atleti sono stati i veri trascinatori del medagliere invernale.
I Giochi di Pechino 2022 sono stati trionfali per Bertagnolli e Ravelli (2 ori, 1 argento, 1 bronzo), impreziositi dai primi storici podi di René De Silvestro (argento e bronzo).
Cambiava la guida ma non il risultato ai Giochi precedenti, quelli in Corea a PyeongChang 2018: Bertagnolli e l’allora guida Fabrizio Casal conquistarono 4 medaglie (2 ori, 1 argento, 1 bronzo).
A Torino 2006, ultima edizione in casa, l’Italia portò ben 8 medaglie, nemmeno da dirlo lo sci alpino fu protagonista del medagliere con Gianmaria Dal Maistro guidato da Tommaso Balasso.
Differenze tra sci alpino paralimpico e olimpico
Sebbene le piste e le porte siano spesso le stesse, il regolamento paralimpico introduce variabili fondamentali per garantire l'equità:
Distinzione preliminare, le tre categorie in cui sono divisi gli atleti: standing, sitting e visually impaired (da ipovedenti a ciechi).
Visually Impaired: gareggiano con una guida che scia davanti a loro e comunicano via interfono o megafono.
Standing: atleti con disabilità agli arti (es. amputazioni o emiplegie) che usano sci standard o adattati.
Sitting: atleti che utilizzano il monosci (un guscio su un unico sci con ammortizzatore) e "stabilizzatori" (piccoli sci fissati ai bastoncini).
A differenza delle Olimpiadi, dove conta solo il tempo cronometrico, alle Paralimpiadi entra in gioco il coefficiente di compensazione. A causa delle diverse gradazioni della disabilità degli atleti, in ciascuna categoria, il tempo reale cronometrato viene moltiplicato per un coefficiente (factor).
Le Specialità
Le discipline sono le stesse del programma olimpico: Discesa Libera, Super-G, Slalom Gigante, Slalom Speciale e Combinata.
Programma Gare a Milano Cortina
Le gare si terranno dal 7 al 15 marzo 2026. Tutte le sessioni includono le tre categorie maschili e femminili.
Sabato 7 marzo Discesa Libera (M/F)
Lunedì 9 marzo Super-G (M/F)
Martedì 10 marzo Super Combinata (Super-G + Slalom)
Giovedì 12 marzo Slalom Gigante Femminile (1ª e 2ª manche)
Venerdì 13 marzo Slalom Gigante Maschile (1ª e 2ª manche)
Sabato 14 marzo Slalom Speciale Femminile (1ª e 2ª manche)
Domenica 15 marzo Slalom Speciale Maschile (1ª e 2ª manche)
L’Olimpia delle Tofane e la sua preparazione per le gare paralimpiche
Rispetto alle Olimpiadi appena concluse, la tracciatura che sarà operata sull’Olimpia prevede qualche aggiustamento: i pali sono posizionati in modo da permettere traiettorie che esaltino la tecnica degli atleti seduti o la comunicazione tra atleta ipovedente e guida.
Dal punto di vista della sicurezza, le reti di protezione e i materassi sono potenziati in punti critici per gestire le diverse dinamiche di caduta delle attrezzature speciali (come gli stabilizzatori).
La preparazione del fondo neve, infine, è estremamente curata: deve essere compatto e ghiacciato per resistere al passaggio dei pesanti monosci senza scavare solchi eccessivi che danneggerebbero i passaggi successivi.