EQUITÀ, INCLUSIONE E PARI OPPORTUNITÀ: IL MOVIMENTO SPORTIVO LOMBARDO GUARDA AL FUTURO
Milano, 23 giugno 2026
- Categoria: Comitato Regionale Lombardia
- Data: 24.06.26

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Promuovere una partecipazione sempre più equa e inclusiva, favorire la presenza delle donne nei ruoli decisionali e valorizzare il ruolo dello sport come strumento di crescita sociale e culturale. Sono stati questi i temi al centro dell’incontro “Equità, inclusione e pari opportunità nello sport”, promosso da CONI Lombardia e Città Metropolitana di Milano presso Palazzo Isimbardi in occasione dell’Olympic Day.
L’appuntamento ha riunito rappresentanti delle istituzioni, del mondo sportivo e del territorio con l’obiettivo di analizzare il percorso compiuto negli ultimi anni e individuare nuove azioni capaci di favorire una partecipazione sempre più ampia e consapevole all’interno delle società sportive.
Ad aprire questo momento di confronto è stata Diana De Marchi, che ha sottolineato come la presenza femminile nello sport sia cresciuta negli ultimi anni, evidenziando l’importanza di proseguire lungo un percorso che sta producendo risultati significativi ma che richiede ancora impegno e attenzione da parte delle istituzioni e del sistema sportivo.
Nel corso dell’incontro è intervenuta anche Claudia Giordani, che ha ricordato il significato dell’Olympic Day, giornata dedicata alla promozione dei valori dell’olimpismo e del ruolo dello sport come strumento di educazione, prevenzione e inclusione. “L’informazione è fondamentale. Lo sport deve essere davvero per tutti e rappresenta uno strumento straordinario di crescita, partecipazione e formazione”, ha evidenziato Giordani, richiamando l’attenzione sull’importanza delle iniziative dedicate alle pari opportunità e alla valorizzazione del contributo femminile all’interno del movimento sportivo.
Tra i relatori anche il Presidente del Comitato Italiano Paralimpico Lombardia, Pierangelo Santelli, che ha portato il contributo del movimento paralimpico alla riflessione sul tema dell’equità e della partecipazione femminile. “Per il movimento paralimpico è fondamentale essere presenti a questi tavoli di confronto, perché consentono di mettere in relazione la dimensione sportiva e quella sociale. Quando si parla di attività sportiva femminile, e in particolare di donne con disabilità, le difficoltà possono essere ancora maggiori ed è quindi necessario continuare a costruire opportunità concrete di accesso e partecipazione”, ha dichiarato Santelli.
Il Presidente del CIP Lombardia ha inoltre sottolineato come il coinvolgimento delle famiglie rappresenti uno degli aspetti chiave per avvicinare un numero sempre maggiore di ragazze e donne alla pratica sportiva, evidenziando al tempo stesso il valore della collaborazione tra movimento olimpico e paralimpico nel promuovere una cultura sportiva realmente inclusiva. “La nostra forza è la capacità di costruire inclusione. Sport e società devono continuare a crescere insieme, creando opportunità per tutti e valorizzando le differenze come una risorsa preziosa”, ha aggiunto Santelli.
Nel corso della mattinata hanno portato la propria testimonianza anche alcune atlete del territorio, tra cui la marciatrice olimpica Valentina Trapletti e Alice Ratti delle Linci Rugby Milano, che hanno condiviso esperienze e riflessioni sul ruolo dello sport nel percorso di crescita personale e professionale delle donne.
Particolare attenzione è stata dedicata alla presentazione dei risultati di una rilevazione condotta e illustrata da Sara Martelli. I dati, raccolti in forma aggregata e anonima, hanno offerto una fotografia significativa della realtà sportiva del territorio e del suo livello di attenzione ai temi dell’inclusione e delle pari opportunità.
Dall’indagine è emerso che l’82% delle società sportive coinvolte accoglie al proprio interno atleti con e senza disabilità, confermando una crescente diffusione di modelli organizzativi orientati all’inclusione. Il 90% delle società riconosce inoltre allo sport un ruolo fondamentale non soltanto per il benessere fisico, ma anche per la salute mentale delle persone. Tra i principali benefici individuati figurano anche quelli sociali ed educativi, mentre il 68% dei rispondenti ha indicato la trasmissione di valori etici come uno degli elementi centrali dell’attività sportiva.
La rilevazione ha inoltre acceso i riflettori sul tema della rappresentanza femminile all’interno delle organizzazioni sportive. Nonostante i segnali positivi registrati negli ultimi anni, circa l’80% dei ruoli dirigenziali risulta ancora ricoperto da uomini. Allo stesso tempo, i dati evidenziano un incremento della presenza femminile nei gruppi dirigenti e una crescente attenzione da parte delle società sportive verso il raggiungimento degli obiettivi di equilibrio di genere.
Un quadro che evidenzia come il percorso verso una piena parità sia ancora in evoluzione, ma che restituisce al tempo stesso segnali incoraggianti. La crescente sensibilità delle società sportive verso l’inclusione, l’attenzione al benessere delle persone e l’aumento della partecipazione femminile nei ruoli di responsabilità rappresentano infatti basi concrete su cui continuare a costruire il futuro dello sport.
In questo contesto il Comitato Italiano Paralimpico Lombardia conferma il proprio impegno nel promuovere iniziative e progettualità capaci di favorire la partecipazione delle persone con disabilità, sostenere la presenza femminile nello sport e contribuire alla diffusione di una cultura fondata sull’equità, sull’inclusione e sulle pari opportunità. Un percorso che richiede il contributo congiunto di istituzioni, organismi sportivi, società e famiglie, ma che i dati emersi oggi dimostrano essere già avviato nella giusta direzione
Elisa Copeta