GIORNATA GIOVANI LOMBARDIA – EST PRETIOSA
Milano, 13 maggio 2026 – Stadio San Siro
- Categoria: Comitato Regionale Lombardia
- Data: 14.05.26

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Una giornata interamente dedicata ai giovani, allo sport e ai suoi valori educativi, sociali e inclusivi. Si è svolta nella giornata di ieri, 13 maggio 2026, all’interno della cornice iconica dello Stadio San Siro, la prima edizione della “Giornata Giovani Lombardia – EST PRETIOSA”, iniziativa promossa da Regione Lombardia – Sottosegretariato Sport e Giovani, in collaborazione con Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia, Enti di Formazione Professionale, CONI Lombardia e CIP Lombardia.
L’evento ha riunito oltre tremila studenti delle scuole lombarde, trasformando per un’intera giornata uno dei luoghi simbolo dello sport milanese e nazionale in un grande spazio di partecipazione, orientamento e scoperta. Presenti, oltre alle autorità regionali, 63 Federazioni sportive lombarde, 5 Gruppi Sportivi dei Corpi dello Stato, 4 Centri Sportivi Universitari ed Enti del Terzo Settore, in un percorso pensato per mettere in relazione scuola, sport, volontariato e realtà educative del territorio.
Dalle prime ore della mattinata, studenti e docenti hanno avuto la possibilità di vivere lo stadio di San Siro in una dimensione diversa da quella abituale: non solo teatro delle grandi emozioni sportive, ma luogo aperto alla formazione e al dialogo tra istituzioni, scuole, federazioni e giovani. All’esterno dello stadio è stato allestito un vero e proprio villaggio dello sport, con spazi dedicati alle Federazioni sportive della Lombardia, dimostrazioni pratiche, momenti di prova e attività pensate per permettere agli studenti di entrare in contatto diretto con la varietà del movimento sportivo regionale in un percorso aperto e dinamico, costruito per valorizzare le peculiarità di ogni disciplina.
Accanto alla dimensione più pratica, la giornata ha proposto momenti di riflessione e testimonianze, con interventi dedicati al valore educativo dello sport e alla sua capacità di offrire modelli positivi alle nuove generazioni: tra i protagonisti, anche la campionessa olimpica Arianna Fontana e il campione paralimpico Daniele Cassioli.
Come sottolineato da Federica Picchi, Sottosegretario alla Presidenza di Regione Lombardia con delega a Sport e Giovani, la manifestazione ha voluto mettere lo sport al centro di un percorso capace di parlare direttamente ai ragazzi attraverso l’esperienza: “Portare migliaia di studenti a San Siro significa offrire loro la possibilità di vivere lo sport da vicino, non come semplice spettacolo, ma come occasione concreta di scoperta e formazione. La Giornata Giovani nasce per questo: aiutare ragazze e ragazzi a incontrare discipline, storie e percorsi diversi, perché nello sport possano trovare non solo un’attività, ma anche un luogo in cui mettersi alla prova, crescere e sentirsi parte di una comunità”, ha dichiarato.
D’altronde, la scelta di San Siro come sede dell’evento ha contribuito a rafforzare il valore simbolico della manifestazione. In questa cornice, di particolare spessore è stata la presenza del CIP Lombardia, che ha portato all’interno della giornata il valore dello sport paralimpico come parte piena e integrante della cultura sportiva contemporanea. In un contesto costruito per avvicinare i giovani alla pratica sportiva, il movimento paralimpico ha offerto agli studenti l’occasione di conoscere da vicino discipline, atleti e percorsi di alto livello, contribuendo a rafforzare una visione dello sport fondata su competenza, accessibilità, preparazione e partecipazione.
La presenza del CIP Lombardia alla Giornata Giovani Lombardia ha permesso di raccontare ai ragazzi una realtà sportiva strutturata, fatta di società, tecnici, federazioni, famiglie, allenamenti e obiettivi. Un sistema capace di esprimere livelli tecnici e agonistici elevati e, allo stesso tempo, di trasmettere valori educativi profondi.
“Per i ragazzi giovani è fondamentale incontrare da vicino atleti che hanno costruito percorsi sportivi di alto livello. Spesso restano colpiti dalla qualità tecnica, dalla preparazione e dalla forza mentale che caratterizzano a una prestazione paralimpica. Questo incontro diretto può diventare uno stimolo molto forte: può far nascere il desiderio di mettersi alla prova, di trovare una motivazione nuova, di capire che lo sport non è soltanto risultato, ma anche impegno, disciplina e possibilità di crescita”, ha dichiarato Pierangelo Santelli, Presidente del CIP Lombardia.
Le parole di Santelli restituiscono il senso di un percorso che, negli anni, ha portato il movimento paralimpico a essere sempre più presente nella cultura sportiva e nel dialogo con le scuole. Vedere da vicino una disciplina, parlare con un atleta, comprendere come si costruisce una prestazione e quali competenze richieda un percorso sportivo permette ai ragazzi di entrare in contatto con una dimensione autentica dello sport, in cui talento, lavoro quotidiano e organizzazione territoriale si intrecciano. A rafforzare la presenza istituzionale del CIP Lombardia è stata anche la partecipazione sul palco di Linda Casalini, vicepresidente del Comitato regionale, intervenuta in rappresentanza del movimento paralimpico lombardo nel confronto con studenti, scuole e istituzioni. La sua presenza ha confermato il contributo del CIP Lombardia all’interno di una giornata pensata per avvicinare i giovani allo sport in tutte le sue forme, valorizzando competenza, partecipazione e accessibilità.
La manifestazione ha rappresentato anche un’importante occasione per rafforzare il legame tra scuola e mondo sportivo. La presenza degli istituti scolastici, dei docenti e delle Federazioni ha reso evidente quanto lo sport possa essere parte integrante dei percorsi educativi, non solo come attività motoria, ma come strumento capace di trasmettere valori fondamentali. Ed è qui che la testimonianza degli atleti ha avuto un ruolo centrale.
Tra le voci presenti anche Alberto Amodeo, atleta paralimpico del nuoto appartenente al Gruppo Sportivo Fiamme Gialle, che ha portato ai ragazzi il racconto di un percorso costruito attraverso allenamento, disciplina e consapevolezza. La sua presenza ha permesso di avvicinare gli studenti non solo al risultato sportivo, ma anche alla dimensione quotidiana dell’impegno: quella fatta di tecnica, costanza, fatica, obiettivi e capacità di trasformare lo sport in uno spazio di crescita. Nel racconto dell’atleta, il percorso sportivo nasce anche dalla capacità di incontrare persone in grado di riconoscere un potenziale e indicare una strada. Dal primo approccio alla pallanuoto al passaggio al nuoto paralimpico, Amodeo ha ricordato il ruolo decisivo della società, degli allenatori e delle prime esperienze di gara, capaci di trasformare una scoperta quasi casuale in un percorso agonistico strutturato.
“Quando ho iniziato, la cosa più importante è stata avere qualcuno che credesse in me e mi aiutasse a vedere un obiettivo prima ancora che io potessi immaginarlo. Ai ragazzi direi di lasciarsi incuriosire dallo sport, perché a volte è proprio un incontro, una società, un allenatore o una prima gara a indicarti una strada che non sapevi di cercare”, ha dichiarato.
Il messaggio di Amodeo si inserisce pienamente nello spirito della giornata: offrire ai giovani non solo esempi di successo, ma percorsi concreti in cui riconoscere metodo, equilibrio, squadra e fiducia. Nel suo racconto, il nuoto diventa una metafora di crescita quotidiana, fatta di costanza, fatica e concentrazione, ma anche di relazioni capaci di sostenere e orientare il talento.
In un tempo in cui i giovani sono spesso chiamati a confrontarsi con pressioni, incertezze e nuove forme di isolamento, lo sport torna così a proporsi come spazio di relazione reale e di appartenenza. Non solo competizione, dunque, ma comunità. Non solo risultato, ma percorso. Non solo performance, ma educazione al rispetto, alla costanza e alla partecipazione.
Infine, la presenza di Don Maurizio Patriciello ha portato un’ulteriore riflessione sul valore della responsabilità, della legalità, della cura educativa e della comunità. Il suo intervento si è inserito in un programma che ha scelto di affiancare allo sport anche testimonianze provenienti dal mondo del volontariato, del sociale e dell’impegno civile, ampliando il senso della giornata oltre l’esperienza diretta.
“EST PRETIOSA” non è stata quindi solo una manifestazione sportiva, ma una vera e propria esperienza collettiva di cittadinanza, orientata a far emergere il potenziale educativo dello sport e la sua capacità di generare consapevolezza, inclusione e responsabilità. Una giornata in cui il movimento, la prova, l’incontro e la testimonianza sono diventati strumenti per parlare ai giovani con un linguaggio immediato e universale. Ed è questo, forse, il senso più profondo di giornate come questa: ricordare che lo sport non è soltanto competizione, ma uno spazio educativo e umano in cui ciascuno può trovare il proprio modo di partecipare. Perché è anche da qui che passa la costruzione di una comunità capace di riconoscere nei giovani non solo i protagonisti del futuro, ma una presenza viva e attiva del tempo presente.