Il movimento paralimpico piange la scomparsa di Antonio Monduzzi

Tra i direttori di Italia '90 e degli Internazionali di tennis, è stato responsabile della comunicazione della FISD dal 1992 al 2000. De Sanctis: "Un grande professionista e un amico fraterno"

  • Categoria: Dal Comitato
  • Data: 04.01.26
  • Autore: Ufficio Stampa
Il movimento paralimpico piange la scomparsa di Antonio Monduzzi

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Caro Antonio,
​oggi piango di te non solo il grande professionista che sei stato, ma anche e soprattutto l’amico fraterno e il compagno di viaggio instancabile in quella straordinaria avventura che è stata la crescita del movimento paralimpico in Italia.
​Il nostro legame è nato in un momento cruciale, nel 1992, in occasione del commissariamento della FISD. Da quell’incontro è scaturita un’amicizia vera, che è andata ben oltre l’aspetto lavorativo, cementata da una stima reciproca mai venuta meno. Portavi con te un bagaglio di esperienze di altissimo livello: eri già stato protagonista come direttore ai Mondiali di calcio di Italia '90 e agli Internazionali di Tennis di Roma, dimostrando una caratura professionale che hai poi messo generosamente al servizio del nostro mondo.
​Dal 1992 al 2000, come Responsabile della Comunicazione e delle Relazioni Esterne della FISD, sei stato un pilastro fondamentale. Abbiamo condiviso il cammino in tre edizioni dei Giochi Paralimpici, da Barcellona a Sydney, lavorando fianco a fianco insieme all'allora Presidente Antonio Vernole. In quegli anni, sei stato un vero pioniere della comunicazione sportiva: quando lo sport per persone con disabilità faticava a trovare spazio nelle cronache nazionali, tu hai saputo imporre un racconto nuovo, autorevole e rispettoso, anche attraverso l’organizzazione di grandi eventi che hanno contribuito alla divulgazione del messaggio intimo dell’allora FISD.
​Non posso poi dimenticare il tuo enorme impegno per i Giochi Paralimpici di Torino 2006. In quell’edizione, che ha segnato la svolta per il nostro movimento, il tuo contributo è stato determinante, soprattutto per curare l’immagine di un mondo che allora era ancora poco conosciuto, trasformandolo, agli occhi dei media e del pubblico, in una realtà d'eccellenza che oggi tutti ammiriamo.
​Te ne vai lasciando un vuoto profondo, ma anche un’eredità preziosa.
​Grazie per la strada fatta insieme, per la tua competenza e, sopra ogni cosa, per la tua amicizia.
​Marco Giunio De Sanctis

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