Il movimento paralimpico piange la scomparsa di Antonio Monduzzi
Tra i direttori di Italia '90 e degli Internazionali di tennis, è stato responsabile della comunicazione della FISD dal 1992 al 2000. De Sanctis: "Un grande professionista e un amico fraterno"

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Caro Antonio,
oggi piango di te non solo il grande professionista che sei stato, ma anche e soprattutto l’amico fraterno e il compagno di viaggio instancabile in quella straordinaria avventura che è stata la crescita del movimento paralimpico in Italia.
Il nostro legame è nato in un momento cruciale, nel 1992, in occasione del commissariamento della FISD. Da quell’incontro è scaturita un’amicizia vera, che è andata ben oltre l’aspetto lavorativo, cementata da una stima reciproca mai venuta meno. Portavi con te un bagaglio di esperienze di altissimo livello: eri già stato protagonista come direttore ai Mondiali di calcio di Italia '90 e agli Internazionali di Tennis di Roma, dimostrando una caratura professionale che hai poi messo generosamente al servizio del nostro mondo.
Dal 1992 al 2000, come Responsabile della Comunicazione e delle Relazioni Esterne della FISD, sei stato un pilastro fondamentale. Abbiamo condiviso il cammino in tre edizioni dei Giochi Paralimpici, da Barcellona a Sydney, lavorando fianco a fianco insieme all'allora Presidente Antonio Vernole. In quegli anni, sei stato un vero pioniere della comunicazione sportiva: quando lo sport per persone con disabilità faticava a trovare spazio nelle cronache nazionali, tu hai saputo imporre un racconto nuovo, autorevole e rispettoso, anche attraverso l’organizzazione di grandi eventi che hanno contribuito alla divulgazione del messaggio intimo dell’allora FISD.
Non posso poi dimenticare il tuo enorme impegno per i Giochi Paralimpici di Torino 2006. In quell’edizione, che ha segnato la svolta per il nostro movimento, il tuo contributo è stato determinante, soprattutto per curare l’immagine di un mondo che allora era ancora poco conosciuto, trasformandolo, agli occhi dei media e del pubblico, in una realtà d'eccellenza che oggi tutti ammiriamo.
Te ne vai lasciando un vuoto profondo, ma anche un’eredità preziosa.
Grazie per la strada fatta insieme, per la tua competenza e, sopra ogni cosa, per la tua amicizia.
Marco Giunio De Sanctis