Milano Cortina 2026: presentata la squadra FISIP che prenderà parte ai Giochi Paralimpici
Il Presidente del CIP De Sanctis: "Ai ragazzi ho chiesto una cosa sola: essere compatti, fare squadra"

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Lo sport come strumento di rinascita, capace di trasformare la fragilità in forza e di costruire legami autentici attraverso lo spirito di squadra. È il messaggio al centro della presentazione ufficiale della squadra della FISIP (Federazione Italiana Sport Invernali Paralimpici), ospitata alla Tenuta Borgo La Caccia in collaborazione.
Un appuntamento che ha unito atleti, tecnici, istituzioni e sostenitori in una serata dal forte valore simbolico, nel segno dell’inclusione e della condivisione, in un anno in cui gli sport invernali saranno protagonisti a tutti i livelli.
A fare gli onori di casa Andrea Bonomelli, presidente Lautari, che ha voluto sottolineare il significato profondo dell’incontro e il legame tra l’esperienza sportiva e i percorsi di rinascita personale.
Marco Giunio de Sanctis, presidente del Comitato Italiano Paralimpico, ha dichiarato: "Siamo quasi al termine di Giochi Olimpici che stanno regalando all'Italia risultati stratosferici, quasi inimmaginabili. Quello che l'Italia Olimpica sta realizzando è straordinario, non solo sul piano agonistico ma anche organizzativo, esibendo un biglietto da visita d'eccellenza per tutto il Paese.
Il 6 marzo si apriranno le porte dell'Arena di Verona. Forse non saremo numericamente tanti quanto i colleghi olimpici, ma i nostri 42 atleti formano una rappresentativa assolutamente all'altezza della situazione. Il nostro obiettivo sportivo è chiaro: puntiamo a eguagliare, e se possibile superare, i successi di Pechino. Ma la sfida vera è anche organizzativa: lavoriamo affinché l'organizzazione paralimpica sia impeccabile quanto quella olimpica.
Rendere accessibile un luogo iconico e millenario come l'Arena di Verona non è solo un intervento tecnico: è un messaggio al mondo. Se si rende accessibile l'Arena, allora vuol dire che tutto è possibile.
Ai ragazzi ho chiesto una cosa sola: essere compatti, fare squadra. Ho avuto l'onore di vivere Torino 2006, un evento che ha cambiato profondamente il volto del nostro Paese e la percezione della disabilità. Da allora molte cose sono cambiate: lo sport è finalmente entrato in Costituzione, un atto dovuto che avremmo dovuto compiere anni fa, ma che oggi ci dà una base solida su cui costruire.
Certamente, non mancano le ombre. Mi riferisco alla gestione della questione relativa ad atleti russi e bielorussi. È un errore che il mondo paralimpico (IPC) non si sia allineato a quello olimpico (CIO). Voglio però essere chiaro su quello che è il nostro messaggio finale. Non dobbiamo vincere medaglie 'per forza'. Le medaglie sono solo la punta dell'iceberg, il coronamento di un percorso. La nostra vera missione è duplice: da una parte, sostenere l'alto livello e l'eccellenza dei nostri campioni. Dall'altra, e soprattutto, promuovere lo sport per tutti.
Milano Cortina 2026 sarà un successo se, dopo l'ultima gara, avremo lasciato un'Italia più inclusiva e un numero maggiore di persone con disabilità desiderose di scendere in campo e fare sport. Stiamo facendo un buon cammino, continuiamo così."
Anche Massimo Porciani, Commissario Straordinario della FISIP, ha sottolineato l’importanza dell’evento: "Oggi abbiamo visto non solo degli atleti, ma dei veri e propri modelli di vita. L’impegno che questi ragazzi mettono nello sport è la stessa forza che ci spinge a credere in un futuro migliore, dove lo sport e l’inclusione sociale siano strumenti di crescita e di cambiamento".
L’incontro si è aperto con la presentazione ufficiale delle squadre, ospitate sul Garda grazie alla collaborazione degli albergatori di Visit Desenzano, associazione presieduta da Emanuele Bonotto, e si è concluso con un momento conviviale, a testimonianza di un legame che va oltre la dimensione sportiva e che rafforza il messaggio di inclusione e comunità.
Un evento che ha confermato come lo sport, quando si unisce allo spirito di squadra e alla solidarietà, possa diventare un potente strumento di crescita personale e sociale, capace di far vincere non solo sulle piste ma anche nella vita.
Tante le testimonianze degli atleti.
"Per me è la terza Paralimpiade - ha commentato Giacomo Bertagnolli - la prima in casa ed è un'emozione unica: ce la metteremo tutta"
"Cercheremo di portare alto il nome dell'Italia", ha assicurato Davide Bendotti.
"Sono quattro anni che ho intrapreso questo percorso - ha raccontatoLuca Palla - grazie alla squadra che mi ha accolto: cercheremo di dare il massimo sperando di fare risultato".
"La mia terza Paralimpiade, questa volta da portabandiera - ha raccontato Rene' De Silvestro - una grande e nuova emozione e una grande responsabilità ma sono sicuro che porteremo a casa grandi risultati"
Emanuel Perathoner: "E' la mia prima Paralimpiade dopo due Olimpiadi e spero di far bene e portare a casa il risultato"
"L'avvicinamento a un evento così importante è sempre difficile ma ci tengo veramente a portare qualcosa all'Italia. Darò il massimo come daranno il massimo i miei compagni si squadra", ha assicurato Giuseppe Romele.